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Attualità | 15 giugno 2025, 07:14

Sanremo: a Villa Ormond cresce il Ginkgo biloba, l’albero che ha sfidato la bomba atomica

Sembra incredibile, ma a Hiroshima e Nagasaki esistono alberi sopravvissuti ai bombardamenti nucleari, diventati simboli di rinascita e resilienza: anche a Villa Ormond è possibile incontrare esemplari di Ginkgo

Sanremo: a Villa Ormond cresce il Ginkgo biloba, l’albero che ha sfidato la bomba atomica

Sabato 30 maggio, al Floriseum di Villa Ormond, l’associazione 'Fidapa BPW' di Sanremo ha organizzato, con il patrocinio dell’associazione 'L’Uomo e il Pellicano', un'interessante conferenza curata dal botanico Claudio Littardi, dedicata a svelare i segreti di uno degli alberi più affascinanti del mondo vegetale: il Ginkgo biloba.

Sembra incredibile, ma a Hiroshima e Nagasaki esistono alberi sopravvissuti ai bombardamenti nucleari, diventati simboli di rinascita e resilienza. Sono esemplari di Ginkgo biloba che crescono in giardini sacri, poco lontani dai punti di esplosione delle bombe. Malgrado il calore sprigionato, sono riusciti a rigenerarsi, testimoniando sia l’orrore della guerra atomica che la straordinaria capacità di resilienza della natura e dell’umanità. Anche a Villa Ormond è possibile incontrare esemplari di Ginkgo, accanto ad altri "fossili viventi" come le cicadee, che ci parlano di un mondo ancestrale ormai scomparso. L’albero, apprezzato per le sue foglie a ventaglio, l’incoercibile forza vegetativa e la resistenza eccezionale, è circondato da storie, leggende e simbologie.

Goethe stesso, nel 1815, rimase affascinato da una foglia di Ginkgo, che donò alla sua amata come simbolo dell’unità nell’amore. L’originale forma bilobata della foglia diventa emblema poetico di due che si fanno uno. Il Ginkgo biloba, noto anche come "albero delle uova" per il suo particolare sistema riproduttivo, è spesso discriminato nelle sue forme femminili a causa dei frutti maleodoranti. Eppure, proprio questi semi, avvolti da una polpa fetida e carnosa, sono un capolavoro evolutivo: proteggono il seme fino a completa maturazione, favorendone la sopravvivenza. Si tratta di una pianta che ha vissuto accanto ai dinosauri, sopravvissuta a glaciazioni e trasformazioni climatiche estreme. Il Ginkgo è l’unica specie rimasta di un'intera famiglia botanica: è una rarità biologica, classificata tra le Gymnosperme, con caratteristiche evolutive arcaiche come ovuli nudi e riproduzione dioica (sessualità separata per ogni pianta). Dallo studio dei fossili, risulta che era già diffuso nel Triassico (250 milioni di anni fa) e ha mantenuto quasi immutata la propria fisiologia.

I grandi esemplari di Ginkgo si trovano nei templi buddisti e scintoisti in Asia, dove sono considerati sacri. Arrivato in Europa nel XVIII secolo grazie alle nuove rotte commerciali, fu Linneo a battezzarlo con il nome di Ginkgo biloba, in riferimento alla forma a due lobi delle foglie. In Italia, l’esemplare più antico si trova all’Orto Botanico di Padova e risale al 1750. Curiosamente, un innesto da una pianta femminile lo ha reso bisessuale. Nel 2025, l’associazione Fidapa BPW Sezione di Sanremo pianterà un Ginkgo ventennale presso il Giardino dei Giusti di Coldirodi, arricchendo questo luogo della memoria con un simbolo vivente di resistenza morale.

Il Ginkgo ha anche proprietà terapeutiche documentate: è stato usato in medicina tradizionale cinese per secoli, ed è oggi studiato in fitoterapia occidentale per le sue virtù antiossidanti e neuroprotettive, grazie a composti come flavonoidi e terpenoidi. L’estratto EGB761 è usato nel trattamento di disturbi della memoria e di alcune forme di demenza, tra cui l’Alzheimer. Anche se gli studi sono ancora in corso, il potenziale terapeutico del Ginkgo resta oggetto di grande interesse scientifico. Pianta sacra, sopravvissuta, curativa: il Ginkgo biloba incarna la forza della vita attraverso i millenni. La conferenza di Sanremo non ha fatto che rafforzare il suo status di miracolo botanico e simbolico, capace di unire passato, presente e futuro in un'unica foglia dorata.

Claudio Littardi

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