Attualità - 12 giugno 2025, 08:13

Sanremo: cambio della riqualificazione di piazza Eroi e gestione della movida, un lettore "Due sconfitte per i cittadini"

Secondo Marco i sanremesi volevano le fontane mentre molti residenti sono sopraffatti dai locali

Sanremo: cambio della riqualificazione di piazza Eroi e gestione della movida, un lettore "Due sconfitte per i cittadini"

"C'è un patto non scritto, fondamentale, tra un'amministrazione e i suoi cittadini: il dovere di tutelarne la qualità della vita, la sicurezza e il benessere. Un patto che a Sanremo, stando al fiume di proteste che inonda costantemente le testate online, appare logoro, se non del tutto infranto. Il ritratto che ne emerge è quello di una città dove la priorità non è più il residente, l'elettore, ma un interesse commerciale che si fa sempre più invasivo, a scapito della vivibilità di chi a Sanremo ci vive tutto l'anno”.

E’ l’inizio di una lettera inviataci da Marco, residente a Sanremo, che prosegue: “La prima, evidente crepa in questo patto è visibile a occhio nudo. È nel degrado urbano che i cittadini denunciano senza sosta: marciapiedi che sono percorsi a ostacoli, strade simili a groviera, un arredo urbano fatiscente e una pulizia che lascia a desiderare. Queste non sono semplici mancanze, ma la manifestazione di un disinteresse verso lo spazio quotidiano dei residenti. Sono il simbolo di una gestione che trascura l'ordinario per concentrarsi su altro. A simbolo di questo approccio si erge il caso del parcheggio e della riqualificazione di Piazza Eroi. Un'opera attesa da decenni, avviata dalla precedente amministrazione con un progetto che prevedeva, sopra il parcheggio interrato, una riqualificazione estetica con al centro una fontana a sfioro, un elemento di pregio pensato per restituire bellezza a uno snodo cruciale della città”.

Marco contesta la nuova idea della piazza: “La nuova amministrazione ha deciso di stravolgere il piano, eliminando proprio la fontana. Una scelta definita dai cittadini ‘infelice’ e una ‘occasione persa’, che riduce il tutto a un triste ‘effetto solettone’. Ancora una volta, la fiducia dei residenti è stata tradita, cancellando con un tratto di penna un'opera voluta per migliorare la città e non per soddisfare le esigenze del mercato ambulante o dei commerci”.

Il nostro lettore attacca anche sulla gestione della cosiddetta movida: “La gestione dell'ordine pubblico e dell'occupazione del suolo non viene più percepita come un difficile equilibrio da gestire, ma come una chiara e netta capitolazione delle istituzioni. I residenti, con le loro lettere e segnalazioni, non chiedono privilegi: chiedono il rispetto del loro diritto fondamentale al riposo e alla quiete. Quando un'amministrazione permette che lo spazio pubblico venga sistematicamente sottratto ai pedoni per essere ‘ceduto’ a tavolini e dehors, non sta mediando un conflitto: sta compiendo una scelta politica precisa. Sta declassando il diritto dei cittadini a vivere la propria città in favore del profitto di pochi”.

“Le proteste costanti – termina Marco - non sono più un dialogo, ma il sintomo di una frattura insanabile. Un'amministrazione che non riesce, o non vuole, far rispettare le regole basilari della convivenza civile e che stravolge progetti volti a migliorare la bellezza urbana, ha smarrito la sua funzione primaria. E se il mandato ricevuto dai cittadini viene disatteso così palesemente, la domanda che sorge non è più se sia in grado di governare, ma per conto di chi lo stia facendo”.

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