Ieri sera, in onore del quattrocentesimo anniversario della nascita di Gian Domenico Cassini, il Teatro del Casinò di Sanremo ha ospitato un evento speciale organizzato dall’Istituto G.D. Cassini: uno spettacolo teatrale dedicato alla vita dell’astronomo Gian Domenico Cassini, che ha incantato il pubblico con una fusione coinvolgente di recitazione, musica e danza. La rappresentazione si apre in una normale aula scolastica, dove un gruppo di studenti segue una lezione di fisica tenuta del professor Damiano, distratti però dal furto di un misterioso mappamondo all’osservatorio di Perinaldo.
All’improvviso appare il fantasma dello scienziato e come se fosse un sogno a occhi aperti, egli guida tutti nella sua vita e carriera, coinvolgendo il pubblico in un viaggio tra le stelle. Lo scienziato è molto legato al ricordo che ha del suo soggiorno alla Corte di Luigi XIV a Parigi, dove ha incontrato sua moglie Genevieve, anche se la vera stella polare del suo cuore è Caterina di Svezia. Il fondo del palcoscenico è completamente occupato dalla Cassini’s Band che ha intrattenuto tra una scena e l’altra con brani musicali. Insieme alle capacità attoriali di studenti e professori, lo spettacolo è stato reso possibile anche da tutto il lavoro dietro le quinte, e dall’impegno messo dall’intero gruppo di lavoro guidato da un’equipe di docenti, che hanno dato l’opportunità ai ragazzi di esprimere le proprie passioni e capacità.
La creatività e lo spirito di cooperazione del Cassini sono stati un ingrediente fondamentale per la creazione dello spettacolo, che ha suscitato un grande apprezzamento da parte del pubblico. Si può quindi affermare che il messaggio conclusivo lasciato ai ragazzi da Gian Domenico Cassini è che “La felicità è nel momento della scoperta; è un sentimento che chiunque sperimenti ha ben chiaro. È l’ansia, il tremolio che senti allo stomaco come di fronte all’ignoto, all’ancora oscuro che puoi sciogliere con i calcoli, con le osservazioni, con le verifiche, trasformando il mondo invenzione dopo invenzione, scoperta dopo scoperta. È qualcosa che rende immortali e al tempo stesso unisce uomo a uomo”
















