"Ho cercato una soluzione al problema del posizionamento degli impianti emissivi di campi elettromagnetici sul nostro territorio comunale e ora siamo pronti all'approvazione di un piano di localizzazione" - fa sapere il consigliere comunale di maggioranza a Vallecrosia Stefano Fullone.
"Mi sono occupato dal mese di ottobre 2023, su delega del sindaco e dell'assessore all'ambiente, di cercare una soluzione al problema del posizionamento degli impianti emissivi di campi elettromagnetici sul nostro territorio comunale, in particolare quelli di ultima generazione denominati '5G', i quali seguono, per la loro installazione, norme nazionali che stanno al di sopra delle competenze territoriali dei singoli comuni, essendo loro equiparati a 'Servizio Pubblico', per intenderci al pari, ad esempio, di un ospedale o una scuola, e questo fa in modo che i comuni non abbiano voce in capitolo sui siti di installazione degli impianti e sul controllo delle emissioni sui propri territori" - sottolinea Fullone - "Tutti noi se osserviamo il nostro territorio, ci rendiamo conto di quanto siano aumentate negli ultimi anni le installazioni di antenne, soprattutto di telefonia, e, in particolare, negli ultimi tempi, quelle con tecnologia '5G', e, noi per primi, ci siamo attivati per capire come potersi muovere per tutelare in 'primis' la salute dei cittadini ma anche l'aspetto del territorio e ciò che ne deriva: impatto ambientale e urbanistico".
"Per questi motivi, ho portato all’attenzione, e all'approvazione in consiglio comunale (n. 32 del 24/07/2024), di un atto di indirizzo politico, nei confronti dello Stato e dei Ministeri competenti, che esprime un forte disaccordo su alcune misure che consentono alle aziende di telefonia di aumentare in modo considerevole la potenza di emissione dei loro impianti" - sottolinea Fullone - "In particolare, si esprime la necessità di cancellare la modifica normativa, articolo 14 della legge 221/2012, che determina l’attuale sistema di misurazione dei campi elettromagnetici come valore medio sulle 24 ore, al fine di evitare innalzamenti surrettizi dei valori limite, oltre quello già previsto con la recente legge n. 214/2023 che già autorizza l'aumento di potenza da 6 a 15 Volt/Metro, un incremento delle soglie del 150%, in assenza di autorizzazione sanitaria, come, invece, previsto dalla Legge di Riforma Sanitaria n. 833/78 in materia di immissione di forme di energia nell'ambiente, il Governo deve richiedere il parere sanitario a due enti: l’Istituto Superiore di Sanità e l’ISPELS, ora INAIL, come è stato fatto nel 1997 prima che si procedesse alla commercializzazione delle frequenze della telefonia mobile".
"Inoltre, di consentire un efficace rilevamento dei superamenti dei limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici previsti dalla legge, oggi demandato esclusivamente a comunicazione dei suddetti limiti da parte delle compagnie, quindi, istituire una rilevazione puntuale e indipendente da parte degli organi di controllo e di riallineare l’Italia allo standard tecnico di rilevazione adottato dal resto dei paesi europei (misurazione delle emissioni sul picco massimo dei 6 minuti al posto delle 24 ore)" - mette in risalto Fullone - "E’ da sottolineare l’importanza politica di questo di questo indirizzo, che unito alla voce degli altri enti locali, che sono i primi referenti, nonché responsabili nei confronti del cittadino, induca il governo centrale a prendere provvedimenti mirati e puntuali nella tutela, come bene primario, della salute pubblica".
"In seguito al citato aumento dei limiti massimi di esposizione ai campi elettromagnetici, c’è stata una mobilitazione importante da parte dei sindaci che, quali responsabili della tutela della salute sul territorio, e ai quali sono state sottratte in modo costituzionalmente illegittimo, competenze riconosciute agli enti locali, vogliono dare un forte segnale di dissenso dall’imposizione di tale normativa e, come emerso dall’ultima riunione con Anci regionale e Arpal del 6 maggio 2024, alla quale ho partecipato in rappresentanza del nostro Comune, lo strumento del 'Piano di localizzazione comunale delle antenne', come da me già precedentemente indicato, potrà consentire al nostro ente di fotografare lo stato attuale di inquinamento elettromagnetico sul territorio; individuare ed indicare aree potenzialmente adatte a future eventuali installazioni e tutelare, quindi, in 'primis' la salute pubblica ma anche gestire l'impatto ambientale e urbanistico" - afferma Fullone.
"Posso oggi affermare che, grazie al mio impegno e lavoro, insieme a quello degli uffici, dei funzionari competenti e alla fiducia a me accordata dall'ex sindaco Biasi siamo pronti all'approvazione di tale piano. Verrà inserito nel primo consiglio comunale del nuovo mandato, che ci consentirà, inoltre, di indicare, se presenti alle compagnie di telefonia siti alternativi a quelli che si sarebbero stati, invece, imposti dalle stesse compagnie" - dichiara Fullone - "Con notevoli vantaggi e più controllo sulle emissioni sul nostro territorio, l'ente potrà, inoltre, indicare eventuali zone di proprietà pubblica e incassare gli eventuali canoni di locazione delle aree a vantaggio della città. Quanto detto è l'ulteriore dimostrazione di quanto sia importante la continuità del mandato amministrativo, della qualità del lavoro di una squadra eterogenea dove ognuno apporta le proprie capacità e competenze".















