“Due punti nascita sono meglio di uno”. Per Nico Zanchi, segretario provinciale della Cisl Fp “è importante garantire due reparti di ginecologia in un territorio vasto e con oggettive problematiche di collegamenti”.
E’ la risposta arrivata dal sindacalista all’intervento associazioni dei medici ginecologi (Sigo), neonatologi (Sin) e degli anestesisti-rianimatori (Siaarti) durante l’audizione alla Camera in merito alle “Iniziative per aggiornare gli standard per la distribuzione dei punti nascita” che sostengono come “per garantire la massima sicurezza alle mamme e ai bambini i punti nascita devono contare almeno mille parti all’anno e mai meno di 500”.
In realtà i sindacati hanno sempre sottolineato l’esistenza di una “carenza di medici sopperita facendo ricorso a incarichi esterni tramite cooperative da parte di Asl1. Una soluzione ponte che non può certo essere quella definitiva con grande sborso di risorse, vedi Spdc, Ostetricia e Ginecologia che rischiavano la chiusura”, dice Zanchi.
Vero però che nel piano sanitario elaborato dalla Regione Liguria ci sarebbe una suddivisione in base alla tipologia di parto tenendo a Imperia quelli considerati a rischio e a Sanremo quelli naturali.
Una circostanza che, però, non può trovare riscontro nella pratica. È impossibile, infatti, stabilire a priori se un parto sarà a rischio o meno.
Tornando alla forza lavoro è bene ricordare che in ostetricia a Imperia sono 6 ostetriche più il primario e una ginecologa. Ma, dal venerdì al martedì, il reparto è tenuto in piedi dai medici a gettone delle cooperative che li mandano in base alla necessità.





