Cronaca - 12 novembre 2022, 07:10

800 nidi di vespa velutina rimossi in provincia di Imperia, ecco chi chiamare per non correre rischi

Il dato emerge a margine di una intensificazione del servizio proposto dalle squadre della Protezione Civile. La valle Argentina e Taggia sono due dei territori maggiormente colpiti

800 nidi di vespa velutina rimossi in provincia di Imperia, ecco chi chiamare per non correre rischi

Da inizio 2022 le squadre di Protezione Civile hanno effettuato circa 800 interventi di rimozione per nidi di vespa velutina in provincia di Imperia. Il dato emerge a margine di una intensificazione del servizio proposto dalle squadre di volontari. Nel ponente ligure operano i gruppi di Cervo, Imperia SS. Trinità, Ospedaletti, Pompeiana, Taggia, Vallecrosia, Associazione Nazionale Rangers d’Italia (sezione di Sanremo). L'entroterra di Taggia e in particolare la valle Argentina sono tra i luoghi maggiormente colpiti dalla presenza di questo insetto. Va detto che non c'è una zona esente: sono molte le segnalazioni anche dalle altre vallate. 

Aumentano le segnalazioni di nidi

Non è un caso che le segnalazioni aumentino in questo periodo. Le persone sono impegnate nella abbacchiatura delle olive e accade così che si trovino di fronte a questi nidi. Si tratta di costruzioni particolari e affascinanti ma che possono celare veri e propri sciami di questi insetti molto pericolosi anche per l'uomo. All'inizio il nido ha le dimensioni contenute di una pallina da tennis ma dalla primavera a fine estate, aumenta proporzionalmente con il numero di vespe al suo interno, diventando anche più grosso di un pallone da calcio.  

Cosa si rischia

La vespa velutina ha un comportamento abbastanza aggressivo. Si nutre e uccide le api creando così un grave danno a tutto l'ecosistema locale. Inoltre, la puntura della vespa velutina non è da sottovalutare anche per l'uomo: in caso di allergia il rischio è lo shock anafilattico e nei casi peggiori la morte. Una campagna di intervento massiccia sul territorio per rimuovere i nidi può  contribuire ad arginare una diffusione maggiore di questo insetto. Per il momento i numeri sono stabili rispetto all'anno scorso ma questo non vuol dire che si debba abbassare la guardia. Rompere o non eliminare i nidi potrebbe fare ancora più danni di quanto si possa immaginare, considerando la diffusione esponenziale vista in questi anni nella riviera dei fiori. 

A chi chiedere aiuto

Dal 2019, l’Ente Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, su incarico dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria coordina questa attività che viene svolta sul campo dai volontari. Per chiedere l'intervento della Protezione Civile, basta fare una segnalazione, telefonando al numero verde regionale 800.445.445 oppure inviare una email all'indirizzo salasituazione@parconaturalealpiliguri.it. Bisogna indicare il luogo esatto, fornire un recapito e possibilmente allegare una foto. La segnalazione sarà poi affidata alle squadre di volontari del territorio. Si tratta di persone formate nella neutralizzazione dei nidi che intervengono a titolo gratuito. Una attività che avviene almeno per due giorni alla settimana, proprio per far fronte al numero importante di richieste d'aiuto. 

Stefano Michero

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