Si parla sempre più spesso di Bitcoin e altre criptovalute, oltre che di NFT e Blockchain. Tutti termini ed elementi legati alle nuove valute virtuali che stanno entrando sempre più spesso all’interno dell’economia tradizionale. Anche l’Italia guarda sempre più a questa nuova economia legata molto alle tecnologie d’avanguardia come le blockchain, il cui problema è solo quello di essere regolamentate per evitare truffe e altri problemi legati alla mancanza di controllo. La Commissione Italiana per la Società e la Borsa (CONSOB) vorrebbe una maggior sicurezza legata alle criptovalute, evidenziando i pericoli possibili che gli utenti e le aziende corrono in campo economico, ma nonostante ciò è ben consapevole che queste stanno diventando sempre più utilizzate e importanti anche per i cittadini comuni e non solo per i grandi investitori già molto addentro alle meccaniche economiche, che stanno iniziando a essere consapevoli dei vantaggi e delle comodità legate all’utilizzo delle criptovalute. In poche parole, l’economia italiana è probabilmente destinata a cambiare in favore delle criptovalute.
La crescita delle criptovalute nell’economia italiana
Secondo alcuni dati recenti, l’utilizzo di criptovalute in Italia è aumentato del 23% nell’ultimo anno, portando il nostro paese al sesto posto tra i paesi europei che utilizzano queste monete virtuali. Ai primi posti ci sono, in ordine di grandezza: Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e Portogallo. Proprio per via di questa crescita all’interno dell’economia italiana, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha iniziato un percorso per monitorare il settore, creando un registro in cui tutti gli operatori che agiscono nel mondo delle criptovalute dovranno obbligatoriamente registrarsi. In pratica chiunque fornisca servizi legati allo scambio di valute digitali o servizi per conservare, trasferire o gestire attività di questo tipo dovrà registrarsi e fornire alcuni dati allo stato regolarmente.
I vari gestori di criptovalute registrati dovranno comunicare costantemente con gli organi economici di stato, inviando diversi dati legati ai movimenti delle valute virtuali dei loro clienti così da dimostrare la regolarità delle operazioni. Questi dati andranno inviati ogni trimestre, e si focalizzeranno soprattutto sul numero di operazioni di trasferimento o conversione delle valute virtuali di ciascun cliente, con anche importante l’indicazione di inserire sempre il controvalore scambiato in Euro. Le criptovalute come il Bitcoin ed Ethereum sono spesso soggette a oscillazioni di mercato, e dunque il loro valore di cambio con l’Euro è da tenere costantemente sotto controllo per evitare errori di conversione, sia per i semplici clienti che per chi lavora quotidianamente con le criptovalute. Fortunatamente esistono diversi siti specializzati che indicano in maniera tempestiva il prezzo Bitcoin e di altre valute virtuali.
Questi passaggi doverosi però potranno portare a una maggiore libertà e facilità di utilizzo delle criptovalute per i cittadini, con una fascia di persone sempre più alta che è già interessata a usarle. Un controllo corretto e non troppo stretto e una comunicazione adeguata da parte del governo, garantirebbero una fiducia maggiore verso le criptovalute anche negli scettici che vedono al momento questo mondo come troppo complesso e insidioso per investirci i propri risparmi. L’intervento della CONSOB sulla regolamentazione potrebbe dare dunque la giusta spinta all’inserimento delle criptovalute sempre più dentro l’economia italiana.
Il futuro delle criptovalute in Italia
Negli ultimi mesi sono state 14 le società che si sono iscritte al registro per gli operatori di criptovalute aperto a maggio di quest’anno. Molte altre hanno invece fatto domanda per potersi registrare e sono in attesa che questa venga accettata. Il mercato delle criptovalute è dunque sempre più presente nella vita di tutti i giorni, e grazie a un sistema che permette di effettuare transazioni in maniera molto sicura potrebbe presto diventare un metodo di pagamento digitale sempre più utilizzato dal popolo, imponendosi un po’ come anni fa lo era stato per le varie carte di credito.
Il digitale d’altronde sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese, e non potrà essere ignorato ancora a lungo. È dunque giusto informare ed educare anche i cittadini che al momento ancora non conoscono questo sistema in previsione di un futuro in cui le criptovalute potrebbero essere parte integrante dell’economia italiana. La regolamentazione della CONSOB è dunque un passo importante che potrebbe aprire le porte delle valute virtuali ad ancora più persone rispetto ad adesso.





