“Non sussistono gli elementi che comportano il manifestarsi della responsabilità di un amministratore nei confronti della società”. Così ha concluso il proprio intervento l’assessore Massimo Rossano, leggendo una nota dell’ufficio comunale Settore Finanze e Controllo Partecipazioni, in risposta ad un’interpellanza su Rivieracqua presentata dal consigliere Andrea Artioli. Un documento che ne segue altri quattro: Provincia, avv. Moroni (legale nel contenzioso con Amat), prof. Arato (Università di Genova), consulente Rossi (Comune Sanremo).
Il consigliere di opposizione, nella propria interpellanza, aveva chiesto al sindaco Biancheri e all’assessore Rossano se fosse stata avviata un’azione di responsabilità e con quali esiti. “E in caso negativo quali ne siano i motivi - ha specificato Artioli – Inoltre chiedo quali iniziative intenda adottare il Comune di Sanremo nei confronti di coloro che, leggendo una missiva del Presidente Alberto Mangiante scritta nel dicembre 2021, avrebbero cagionato un danno a Rivieracqua e indirettamente al Comune stesso”. Il nodo riguarda la congruità del prezzo corrisposto ad Amat per l’acquisto di acqua all’ingrosso. Artioli ha infine chiesto se la sottoscrizione fosse stata preceduta da una delibera autorizzativa da parte del consiglio di amministrazione o dell’assemblea.
“In merito all’accorso transattivo raggiunto con Amat – ha spiegato l’assessore Massimo Rossano – il documento è stato illustrato al consiglio di amministrazione il 6 dicembre 2016 in un’apposita seduta. Risulta inoltre che l’avvocato Moroni, che all’epoca assisteva la società nel contenzioso con Amat, e l’Ente Gestore dell’ATO della Provincia di Imperia avevano prodotto due relazioni che illustravano le verifiche ed i confronti svolti per individuare la tariffa applicata di 0,556477 euro. Era poi stata chiesta una relazione alla Provincia di Imperia sulla transazione. Tra i vari punti, l’Amministrazione Provinciale aveva sottolineato che l’A.R.E.R.A. (autorità nazionale) aveva stabilito di escludere dall’aggiornamento tariffario le gestioni (come Amat e Aiga) che non risultavano aver effettuato la prevista consegna degli impianti a fronte dell’avvenuto affidamento al gestore d’ambito, con l’effetto di bloccare le tariffe degli anni precedenti e cioè quelle in regime CIPE. L’Amministrazione Provinciale, nella relazione, sottolineava anche che non aveva riconosciuto aumenti tariffari per l’acquisizione dell’acqua all’ingrosso negli anni 2016-2019, congelando la relativa tariffa al 2002 pari a 0,556477. Inoltre l’atto transattivo ha eliminato l’applicazione del minimo impegnato (minimo garantito)”.
In sostanza la Provincia, Ente Gestore d’Ambito, avrebbe confermato la corretta applicazione del CDA di Rivieracqua della tariffa dell’acqua. Arrivando alle conclusioni: “Significa che il danno subìto da Rivieracqua, pari al costo eccessivo dell’acqua corrisposto ad Amat, è stato azzerato in sede di determinazione del valore di rimborso – ha proseguito Rossano - Sulla base degli elementi in suo possesso e della documentazione acquisita, il Comune di Sanremo ha ritenuto di richiedere un ulteriore parere al proprio consulente di fiducia dott. Marco Rossi, in ordine, non tanto al danno cagionato, di per se escluso già dal prof. Arato, ma piuttosto sulla ravvisata mancata diligenza a carico degli amministratori. Il dott. Rossi afferma che il maggior importo corrisposto da parte di Rivieracqua nel corso del periodo interessato sia stato integralmente scomputato in sede di determinazione del valore di rimborso. Deve ritenersi che il potenziale danno conseguente al maggior prezzo dell’acqua corrisposto da Rivieracqua a favore di Amat sia stato integralmente riassorbito per effetto ed in conseguenza delle scelte effettuate dal commissario ad acta, ai fini della determinazione del valore complessivo dell’investimento, in coerenza con quanto indicato dal prof. Arato dell’Università di Genova. Alla luce di quanto emerso non sussistono gli elementi che comportano il manifestarsi della responsabilità di un amministratore nei confronti della società”.





