Attualità - 11 luglio 2022, 12:29

Pastasciutta antifascista a Montalto Carpasio: bilancio positivo, l'assessore Bignone "Tantissime persone, vogliamo ripeterla anche in futuro"

Due giorni di incontri e iniziative nel solco dell'eccidio dei fratelli Cervi. L'occasione per parlare dei valori della Resistenza di ieri ma soprattutto di oggi.

Pastasciutta antifascista a Montalto Carpasio: bilancio positivo, l'assessore Bignone "Tantissime persone, vogliamo ripeterla anche in futuro"

"La cultura paga e dona tantissimo", c'è grande entusiasmo da parte di Antonella Bignone, assessore al turismo di Montalto Carpasio, all'indomani della chiusura della "Pastasciutta Antifascista", la due giorni che si è svolta nel weekend nel borgo della Valle Argentina. Una prima edizione che rende omaggio a quanto successo alla famiglia Cervi nel 1943. 

I sette fratelli Cervi erano i figli di Alcide Cervi e di Genoveffa Cocconi, una famiglia di contadini con radicati sentimenti antifascisti. Dotati di forti convincimenti democratici e cattolici presero attivamente parte alla Resistenza Il 25 luglio del 1943, a seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene destituito e arrestato. Dopo 21 anni di dittatura fascista la famiglia Cervi organizzò un momento di festa per tutta la comunità di Reggio Emilia, in piazza Campegine, la pastasciutta antifascista. Alcuni mesi dopo, il  28 dicembre 1943 i fratelli Cervi vennero fatti prigionieri, furono torturati e poi fucilati dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia.  

Montalto Carpasio ha ricordato tutto questo con una rassegna dove si è parlato di antifascismo, partigiani di ieri e soprattutto di oggi. "L'affluenza è stata ottima soprattutto domenica. Ci sono stati tanti momenti differenti e tutti molto apprezzati: la pastasciutta tricolore, la presentazione di libri, la conferenza dello storico, la mostra e tutti con una grande partecipazione. Tantissime persone hanno dormito in tenda negli spazi adibiti e anche dal paese si sono complimentati per come è stato lasciato tutto pulito e decoroso" - ha commentato l'assessore. 

Sono stati giorni di incontri. "Abbiamo parlato di Emergency e Gino Strada, dei problemi tra genitori e figli, di identità di genere. In generale si è parlato di resistenza non solo quella dei partigiani ma anche di chi, oggi, si trova nella condizione di non vedere garantiti i propri diritti. Il momento con Pino Petruzzelli è stato il coronamento di questi due giorni spettacolari. - sottolinea Antonella Bignone - Abbiamo ricevuto anche la visita di Amelia Narciso per ANPI, Ugo Mela, Roberto Morfina, Massimo Corradi. Angelo Trucco, figlio del partigiano Girasole è stato motore di questa idea. Non dimentichiamo i ragazzi della 'Brigata Girasole' che prendono il nome dal partigiano Carlo Trucco, il suo esempio ci ha fornito spunti e idee. Non dimentichiamo anche i ragazzi de 'La talpa e l'orologio' che ci hanno aiutato moltissimo". 

Un momento importante è stato quello vissuto con i bambini della scuola elementare di Badalucco. "Sì, hanno donato la targa della vittoria al concorso nazionale 'Filmare la storia', al nostro Museo della Resistenza. Inoltre è stato piantato un acero in memoria di Giovanni Battista Pastorelli, nome di battaglia Sferra e Giovanni Alessio, nome di battaglia Peletta, a cui si deve l'avvio dei lavori per la ristrutturazione di quello che è diventato poi il Museo dedicato alla Resistenza" - ricorda. 

"Conoscere persone nuove e instaurare rapporti e legami è sicuramente una opportunità che crediamo possa portare a ulteriori sviluppi in futuro. Siamo felici per come è andata la manifestazione evidentemente, la grande partecipazione vista ci conferma quanto ci sia bisogno di far girare pensieri positivi in questo momento. Penso che questa sia stata una ottima prima edizione e mi auguro che ce ne possano essere altre negli anni a venire" - conclude l'assessore Antonella Bignone.

Stefano Michero

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