Eventi - 05 luglio 2022, 09:36

Sanremo: quarant'anni fa Italia-Brasile al Mundial di Spagna, Berrino era al 'Sarria' di Barcellona "Quanti ricordi" (Foto)

E poi la bandiera cucita dalla mamma di Massimo Cascio. Inviateci le vostre foto di quel 5 luglio 1982, le pubblicheremo per ricordare un'impresa leggendaria

Sanremo: quarant'anni fa Italia-Brasile al Mundial di Spagna, Berrino era al 'Sarria' di Barcellona "Quanti ricordi" (Foto)

Quarant’anni. E’ quanto è trascorso da quel 5 luglio che è diventato leggenda per l’Italia e, soprattutto per chi ama il calcio. Nella nostra provincia il mondiale si viveva in un caldo tremendo, come quello di questi giorni e chi era giovane (come chi scrive) era una festa.

Nei bar, in strada, ovunque si parlava solo del ‘Mundial’: le notizie arrivavano unicamente dalla televisione (rigorosamente solo la Rai) e dai giornali (il giorno dopo). E le discussioni c’erano, eccome. Rossi si, Rossi no anche a Sanremo e Imperia se ne parlava.

Oggi, con due assenze dai Mondiali dell’Italia sul groppone, sembrano tanto lontani ma per chi li ha vissuti… sembrano giocati ieri. Oggi pomeriggio, quarant’anni fa, iniziava una partita che rimane indimenticabile. Al fischio finale una marea umana si era riversata in strada: bandiere cucite all’ultimo istante, bagni nelle fontane e tanta festa. Senza eccessi, senza esagerare come purtroppo accade oggi.

Due i ricordi che ci arrivano in chiave locale per quel leggendario 5 luglio 1982. Il primo da Gianni Berrino, attuale Assessore regionale e sanremese Doc oltre che accanito tifoso: “Fu un’emozione indescrivibile essere al ‘Sarria’ – ci racconta oggi – dove abbiamo vissuto una giornata straordinaria. Forse al termine non ci siamo nemmeno resi conto di cosa avevamo visto. Ho dovuto riguardare più volte la partita perché in quella bolgia siamo stati travolti più volte. Che bei ricordi!”.

Un altro è di Massimo Cascio, altro storico tifoso sanremese, che oggi per ricordare quell'epico giorno, ha esposto la bandiera, magari un po' sbiadita ma per questo più bella, cucita da sua mamma in occasione dei mondiali di calcio delle TV a colori.

"La tengo in casa come una reliquia - ci ha detto - perché intrisa di storia. Profuma di ricordi e quando la tocco pare vibrare ancora delle urla di gioia che salirono in cielo in quelle calde settimane. España '82, il Mundial per eccellenza; 40 anni fa l'Italia che usciva dagli anni di piombo trovò nella Nazionale di calcio il simbolo della rinascita di un paese. Attorno a quel vessillo tricolore si strinsero milioni di Italiani che colorarono i loro sogni di vittoria di verde, bianco e rosso, inondando le strade di ogni città di una gioia spontanea e incontenibile".

"Nella mia città, Sanremo - prosegue - caroselli di auto e moto con tanto di bagni nel famoso zampillo di via Roma. Avevo 10 anni e ricordo come fosse oggi quegli anni memorabili; gli inizi stentati e poi quel girone di ferro dove tutti gli opinionisti ci davano per spacciati. Argentina, campione del mondo in carica, Brasile, con la squadra forse più forte di sempre (almeno dalla cintola in sú) e l'Italia. l'Italia con l'ossatura Juve e altri campioni assortiti a completarne l'architettura. Gentile che annulla prima Maradona e poi Zico, Conti che era più brasiliano di quelli originali, Tardelli il guerriero, Scirea, la classe, Zoff che salvò il risultato con il Brasile, Bergomi, giovane e già tosto, Oriali il mastino, Antognoni il fantasista a cui fu annullato un gol regolare contro la squadra verde-oro. Il risveglio di Paolo Rossi proprio contro il Brasile che si trovò nel posto giusto al momento giusto, l'uomo che fece piangere una intera nazione. E poi la finale contro la tenace Germania Ovest (la riunificazione con la Germania Est avvenne nel 1989) , ancora gol di Pablito, Tardelli, Altobelli, con Collovati e la sua elegante falcata, Cabrini che sbagliò un rigore ma che poi si riscattò con le sue splendide sgroppate sulla fascia sinistra".

"Tre partite che rimarranno nell'Olimpo del calcio per sempre - termina Cascio - ogni volta che ne rivedo le immagini mi commuovo più di allora, perché il tempo che passa sedimenta dentro di te ogni emozione che hai vissuto, amplificandola col passare degli anni. Bearzot e Pertini che giocano a carte fumando la loro famosa pipa, con vicino la Coppa del Mondo forse più bella di sempre vinta dalla nostra Nazionale. 40 anni dopo senza Rossi e Scirea, il simbolo di un'epoca fatta di persone per bene, genuine, semplici, educate, campioni prima dentro e per questo uomini. Grazie ragazzi dell'82, non vi dimenticheremo mai”.

Carlo Alessi

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