Cronaca - 11 maggio 2022, 07:11

Sanremo: Casa Serena, dove eravamo rimasti? Scialanca (Cisl) "All'interno gravi disservizi, speriamo torni il Comune"

Il sindacalista ha parlato dei problemi all'interno della Rsa, soprattutto per gli ospiti. Senza dimenticare le questioni aperte per i lavoratori che non sono stati assunti.

Sanremo: Casa Serena, dove eravamo rimasti? Scialanca (Cisl) "All'interno gravi disservizi, speriamo torni il Comune"

Il 22 aprile scorso il Tar della Liguria si è riunito per discutere del sospensiva concessa alla ‘My Home Srl’ che, dal settembre scorso gestisce la casa di riposo, ma l’udienza non ha visto discussione sul ricorso presentati dall’azienda, in relazione alla procedura di revoca dell’aggiudicazione con la formula del ‘Rent to buy’.

Una decisione che aveva generato non poche polemiche tra il personale e i parenti degli ospiti, tanto da spingere l’Amministrazione matuziana a revocare l’aggiudicazione da circa 10 milioni di euro. Il Tar aveva accolto la richiesta di sospensiva della ‘My Home Srl’, in relazione revoca di aggiudicazione presentata dal Comune come conseguenza dei presunti inadempimenti nella nuova gestione della casa di riposo. Sembrava che la sentenza potesse uscire entro fine aprile mentre ancora oggi si è in attesa.

Ieri sera ne abbiamo parlato, nel corso della trasmissione ‘2 Ciapetti con Federico’, insieme a Massimiliano Scialanca sindacalista della Fisascat Cisl: “Appena è arrivata la nuova proprietà – ha detto – non siamo riusciti a trovare un accordo. Pensate che dai 70 Oss ora ce ne sono 25, gli infermieri sono passati da 12 a 3 di addetti alle pulizie ne sono rimasti 2 dei 27 presenti in precedenza. E di questo ovviamente siamo preoccupati. I locali e i servizi sono gli stessi e i disagi sono moltissimi. La capienza della struttura è di 161 degenti mentre oggi sono 65, alcuni perché purtroppo si sono registrati molti decessi ma anche perché molti altri sono andati in altre strutture”.

Massimiliano Scialanca ha dichiarato apertamente dei problemi che vivono gli ospiti all’interno: “Io faccio parte di alcuni gruppi – ha detto – dove ci sono parenti degli ospiti di ‘Casa Serena’, che si lamentano di gravi disservizi. Parliamo di gente anziana con difficoltà che, senza più punti di riferimento tra gli Oss e gli infermieri tagliati del 70%, sono traumatizzati perché considerati parte della loro famiglia”.

Il pronunciamento del Tar non c’è stato e, quindi, cosa accade? “Ho parlato con uno degli avvocati – risponde Scialanca – che mi ha confermato come la sentenza possa arrivare nei prossimi giorni, forse entro la fine di questa settimana. Noi lo speriamo e ci auguriamo che il ricorso del Comune possa essere accolto. E’ infatti un settore molto delicato, che riguarda in primis gli anziani ospiti ma anche un centinaio di lavoratori che, al momento, sono senza un impiego”.

Alcuni dipendenti, fortunatamente, sono riusciti a ricollocarsi e, anche questo potrebbe essere un problema per ‘Casa Serena’: “Ci sono professionalità molto importanti e riaverle in futuro non sarà facile, visto che c’è necessità in altre strutture. Purtroppo, in questi mesi c’è stato uno screditamento di ‘Casa Serena’ con una serie di articoli usciti, senza dimenticare anche i molti controlli di Asl e organismi competenti che hanno riscontrato delle anomalie. Solo 65 ospiti non c’erano mai stati, visto che nei periodi di minor affluenza arrivavano a circa 120”.

E ora cosa potrà accadere dopo la sentenza del Tar, ovvero la permanenza dell’attuale società oppure il ritorno al Comune? “Una ventina di giorni fa ci siamo visti con la società di gestione di ‘Casa Serena’ – risponde Scialanca – dandoci disponibilità a trovare una soluzione, anche se è un po’ tardi, sia per i lavoratori che non sono più in struttura che per il rilancio della stessa. Se dovesse tornare in pista la vecchia proprietà del Comune, cosa che noi speriamo, abbiamo già parlato con le società che gestivano in precedenza il settore assistenziale e quello di pulizia. Ci hanno dato disponibilità per garantire il servizio ma rimaniamo attenti per trovare la soluzione”.

Il Comune, in caso di accoglimento del ricorso, si vedrebbe tornare indietro la struttura con tanto di gestione. Proprio per questo nei mesi scorsi ha affidato allo studio Omnia l’assistenza per la gestione della pratica per il rilascio dell’Accreditamento Istituzionale Regionale. La Rsa di Poggio, lo ricordiamo, è accreditata istituzionalmente dal 2013 ed è una condizione imprescindibile per poter mantenere la convenzione in essere con la Asl 1 Imperiese e quindi l’introito annuo di circa 1.025.000 euro, derivante dalle quote sanitarie corrisposte dalla stessa.

Carlo Alessi


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