Attualità - 06 maggio 2022, 18:22

Enrico Vanzina presenta il suo Diario Diurno al Casinò, "Sanremo? Ho portato una mia canzone e ricordo lo sbarco sulla Luna"

10 anni di appunti, fino al 2021, per raccontare l'Italia che cambia. Poi un pensiero sulla guerra in Ucraina: "...Adoro il pensiero che nasce dal basso, quindi il contrasto a questa guerra assurda, a questa follia fatta da un governante che non sta bene di testa".

Enrico Vanzina presenta il suo Diario Diurno al Casinò, "Sanremo? Ho portato una mia canzone e ricordo lo sbarco sulla Luna"

Enrico Vanzina grande ospite dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo. Questo pomeriggio lo sceneggiatore di tantissimi capolavori della comicità italiana, ha portato il suo 'Diario Diurno'. Ultima pubblicazione che racchiude al suo interno 10 anni di annotazioni, fino al 2021: il racconto dell'Italia e degli italiani e soprattutto una riflessione puntuale fatta con il dono della sintesi ma con la profonda capacità di trasmettere emozioni.

Vanzina ha accompagnato il pubblico alla scoperta di questa sua opera edita da HarperCollins, in un alternarsi di domande e risposte grazie alla presenza di Carlo Sburlati e Marzia Taruffi. Per il Comune di Sanremo, il sentito intervento dell'assessore Silvana Ormea che ha speso parole di stima per Vanzina per la sua capacità nell'aver saputo raccontare l'Italia attraverso la commedia, non solo una risata fine a sé stessa ma una vera e propria fotografia sul Paese che stava cambiando. 

L'INTERVISTA

Che cosa troverà il lettore nel suo Diario Diurno? "Parole - scherza Vanzina - Attraverso quello che mi capitava tutti i giorni, osservazioni, impressioni, emozioni soprattutto, ho cercato di raccontare non me ma noi. E' l'Italia degli ultimi 10 anni, vista da un cervello libero, indipendente che ci riporta indietro nel tempo e ci fa fare una galoppata nei fatti salienti, nelle persone che sono scomparse, nelle emozioni vissute. E' un libro che rappresenta bene cos'è l'Italie e cosa siamo noi italiani". 

Il libro si interrompe a pochi mesi dalla guerra come l'avrebbe raccontata? "Questo diario per fortuna finisce al tempo del Covid quando questo cominciava già ad allontanarsi e mi sono fermato prima di iniziare a scrivere sulla guerra. E sulla guerra ho le idee chiarissime. Come dico nel libro, sono un liberale pop. Io sono nato in una famiglia di liberali e adoro il pensiero che nasce dal basso, quindi il contrasto a questa guerra assurda, a questa follia fatta da un governante che non sta bene di testa. - replica Vanzina - Non c'è da discutere molto l'Ucraina è stata invasa in maniera cruenta, una grande ingiustizia storica che la storia farà pagare a chi l'ha fatta. C'è solo da sperare che trionfi la pace che può trionfare solo se ci sono due persone che si vogliono sedere al tavolo. Se invece il finto dialogo sulla pace è una occasione per continuare una invasione, non va bene".

"La storia non si ferma mai ed è imprevedibile. Sono un ragazzo degli anni 50 e pensavo che una seconda guerra mondiale ci avrebbe allontanato da questo orrore che si ripete. Sono cambiate tante cose e tante cose non cambiano. L'Italia è di Totò, è rimasta identica. Ci sono sempre gli impicci, i potenti che si credono chissà chi, dei piccoli malaffari provinciali. E' una Italia dove il credito è misconosciuto.- prosegue -  E' una Italia che non guarda mai al futuro e non impara le lezioni della storia. Però è una Italia che nei momenti difficili riesce a stringersi intorno a qualcosa di molto forte. Siamo il paese della solidarietà vera. Noi siamo rassegnati al presente ed è terribile perché significa non ricordare il passato e non immaginare il futuro. Nel libro cerco di spiegare ai più giovani che bisogna vivere il presente immaginando che diventi un ricordo perchè i ricordi servono moltissimo per immaginare il futuro". 

Qual è il suo rapporto con Sanremo? "Sono venuto diverse volte a Sanremo. Scrissi una canzone per un film che si chiamava 'Eccezionale Veramente' e fu presentata qui a Sanremo. Quindi ho avuto una canzone scritta da me sul palco di Sanremo. Ho fatto parte della giuria. Ho dei ricordi meravigliosi. Tra cui quando l'uomo sbarcò sulla Luna io ero qua, in una casa di amici. Uno dei momenti più importanti della mia vita" - conclude Vanzina. 

Stefano Michero

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