E’ stata illustrata nella tarda mattinata di oggi nella sala consiliare di Palazzo civico dopo il sopralluogo presso il cantiere, alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa Giorgio Mulè, del sindaco di Imperia Claudio Scajola, del Direttore Regionale dell’Agenzia del Demanio Giovanni Zito e delle principali autorità locali, l’articolata operazione di razionalizzazione e riqualificazione di immobili pubblici della città.
Un progetto di rifunzionalizzazione di beni di proprietà dello Stato, destinato a soddisfare le esigenze logistiche di diverse amministrazioni e ad abbattere i costi legati agli affitti passivi, che coinvolge il Comune di Imperia, l’Agenzia del Demanio, l’Agenzia delle Entrate, il Comando Provinciale della Capitaneria di Porto di Imperia, il Comando Regionale Liguria della Guardia di Finanza, il Comando Provinciale di Imperia – Legione Carabinieri della Liguria e il Ministero della Cultura (MiC).
Giorgio Mulè (sottosegretario Difesa): “Nasce un Polo amministrativo che sarà all’avanguardia non solo per Imperia, per la Liguria, ma a livello nazionale. Si concretizzano qui le 6 missioni del Pnnr ma vengono coniugate con un effetto di anticipo e con una reale visione amministrativa frutto dell’amministrazione del sindaco di Imperia coniugata con una amministrazione virtuosa che è quella dell'Agenzia Del Demanio che crea un polo amministrativo nel quale dalla transizione ecologica a quella energetica, all'efficienza si ritrovano tutti insieme nell'ex caserma Crespi che non è soltanto la nuova caserma dei carabinieri, ma è appunto l'unione di più esigenze amministrative come l'Agenzia delle Entrate, le commissioni tributarie e tutto il resto che gravita intorno a un polo che nel totale ospiterà più di 300 impiegati e che servirà decine di migliaia di persone”.
Alla base dell’operazione c’è la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa del settembre scorso che prevede di ricollocare funzioni pubbliche all’interno di immobili demaniali, in alcuni casi accorpando gli uffici in un singolo edificio come per l’Agenzia delle Entrate di Imperia, che potrà così chiudere due contratti di locazione passiva, generando ingenti risparmi di spesa, pari a circa € 560.000. Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, infatti, si trasferiranno in una porzione di nuova edificazione della ex Caserma Crespi, in sostituzione dell’edificio centrale che sarà demolito e ricostruito. Il MIC ha già liberato la Crespi, consentendo l’avvio dei lavori e l’attuazione del progetto condiviso e, una volta terminati gli interventi di rifunzionalizzazione sulla ex Palazzina Comando, riceverà in uso governativo una porzione dell’immobile da adibire a sede dell’Archivio di Stato di Imperia e Sanremo, con la conseguente chiusura di altre due locazioni passive e un risparmio di ulteriori € 60.000 annui. Il Comando Provinciale del Carabinieri, invece, lascerà l’attuale sede in affitto passivo per occupare la residua porzione del nuovo plesso in costruzione della Crespi, con un risparmio annuo pari a circa € 130.000 di canoni di affitto. Il Comando Regionale della GDF razionalizzerà l’attuale uso governativo dell’immobile demaniale Caserma De Amicis. Il Comune di Imperia, realizzerà a propria cura e spese la Palazzina alloggi, insistente sul demanio marittimo, suddividendola in 16 alloggi di servizio da assegnare agli ufficiali della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri e della GDF.
“Era un sito abbandonato da molti anni nel centro della città - ha detto il sindaco Scajola - c'era la necessità di dare spazi agli uffici dello Stato in particolare ai carabinieri, ma anche all'Ufficio delle Entrate, uffici della Motorizzazione all'ufficio degli archivi che avevano situazioni di assoluto disagio, coniugando quindi un'area dismessa situazioni di disagio e nel contempo costi che nel totale erano intorno agli 800mila euro di affitti. L’ Agenzia delle Entrate, grazie alla capacità dell'ingegnere Zito e dei suoi collaboratori e con l'aiuto fondamentale che abbiamo avuto dal governo attraverso anche il sottosegretario Mulè, ci ha permesso di avere circa 30 milioni di euro. la cosa importante che ha illustrato l'ingegner Zito è che i soldi ci sono, i progetti sono quasi pronti e il cronoprogramma ci porta a dire che nel 2026 saranno terminati i lavori e saranno efficaci tutti gli uffici là collocati”.
A 6 mesi dalla firma dell’intesa si registrano le prime fasi esecutive dell’operazione tra cui la dismissione da parte del MiC della porzione dell’ex Caserma Crespi destinata all’Agenzia delle Entrate ed all’Arma dei Carabinieri ed il rilascio del finanziamento di 29,5 milioni di euro per la rifunzionalizzazione dell’immobile. Procede in linea con i tempi pianificati la progettazione della demolizione dell’Edificio Centrale e della nuova costruzione da parte dell’Agenzia del Demanio, che sta curando anche la progettazione architettonica della Palazzina alloggi, in sinergia con le amministrazioni coinvolte.
Conclude il direttore Regionale dell’Agenzia del Demanio Giovanni Zito: "La nuova costruzione sarà fin dall'inizio mirata, dalla progettazione, alla gara, all'esecuzione a rispettare quelli sono gli attuali protocolli green, l'obiettivo è, quindi, quello di avere un edificio che non solo sia pienamente a norma, rispettoso delle esigenze della pubblica amministrazione, ma anche sostenibile, quindi, molto attento alla sicurezza sui luoghi di lavoro, al risparmio energetico e all'efficientamento energetico e, soprattutto, anche la vulnerabilità sismica. di questa dimensione. Non esistono in Liguria esempi di e queste dimensioni, caserma Crespi nel 2026 si potrà definire un polo che concentrerà in unico compendio una concentrazione di circa 8 pubbliche amministrazione, abbiamo degli esempi analoghi in Italia in Liguria, no. Abbiamo in Liguria altri finanziamenti importanti su Genova Sanremo, però non di questa portata come concentramento di pubblica amministrazione”.
L’iniziativa rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra Istituzioni ed Enti territoriali in grado di attivare operazioni di rigenerazione urbana e di incentivare l’utilizzo e la riqualificazione di immobili pubblici sottoutilizzati, per generare risparmi sui costi degli affitti passivi, e al contempo efficientare il patrimonio secondo un modello di sviluppo sostenibile per il territorio.












