I pescatori di Imperia, Sanremo e di tutta la provincia, rischiano di scomparire. Una tradizione lunga secoli che potrebbe passare la mano a causa della crisi del comparto, dettata da regole sempre più severe (e per certi versi inique per la nostra zona), che oggi vedono quella che si può considerate la mazzata finale, con il deciso aumento del gasolio.
Le flotte di pescatori della nostra provincia hanno aderito all’iniziativa lanciata domenica dall’associazione ‘Produttori pesca’ durante un’assemblea svolta a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, e che ha riunito circa l’80 per cento delle marinerie italiane.
Dopo l’incontro al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, questa mattina è stata organizzata sul porto vecchio di Sanremo una assemblea per trattare gli scottanti temi sul tavolo. Inizialmente sembrava che il comparto volesse organizzarne due, una di queste nel pomeriggio a Imperia ma, alla fine, è stato deciso di raggruppare i pescatori di Sanremo, del capoluogo e anche di Bordighera, in un unico ‘sit-in’ di protesta, con tanto di striscioni esposti sui pescherecci.
Sicuramente il caro gasolio ha fatto scatenare una situazione già di per sé drammatica. La conferma ci arriva da Lara Servetti di Legacoop Liguria: “Non dobbiamo dimenticare – ci ha detto – il caro dell’elettricità e delle materie prime. Il tutto in un contesto di sofferenza della pesca. In quella a strascico le norme europee hanno fermato per altri 11 giorni le barche, oltre ai 30 giorni consecutivi, sabato, domenica, festività e altri 48 giorni. Tutto questo ha portato a una soglia di non sostenibilità, che porterà alla chiusura dell’intero settore e, se la situazione non verrà portata sui tavoli competenti, in Liguria sparirebbe completamente il comparto”.
Un grave problema anche per la pesca del ‘Gambero rosso’, un’eccellenza della nostra provincia: “Dopo il nuovo decreto, ognuno dei pescatori farà la sua scelta ma è possibile che si arrivi alla scomparsa di questo tipo di pesca. Una scelta scellerata della Comunità Europea, che avrà ricadute anche sul settore della ristorazione e del turismo”.
Il settore della pesca chiede un allentamento delle norme comunitarie: “E’ la cosa più importante – prosegue Servetti – perché ci porteranno alla chiusura totale. Ma chiediamo anche piani di gestione a livello regionale, visto che le caratteristiche delle barche liguri sono diverse dalle altre e, per questo, bisogna adattare le norme a seconda delle zone”.
Calogero Volpe, storico pescatore insieme alla sua famiglia a Sanremo, ha espresso gravi preoccupazioni: “Siamo arrivati alla frutta e non sappiamo più come uscirne. Il caro gasoliom, aumentato del 70% in due mesi, è sicuramente una mazzata ma le nuove normative non ci permetteranno di andare avanti. E questo bloccherà il futuro dei giovani in questo comparto. Io sono alla terza generazione e mio figlio sarebbe alla quarta, ma non vedo futuro per lui. Noi, a Sanremo, facciamo prevalentemente la pesca del gambero e proprio in questi giorni i ristoranti ci chiamano in continuazione perché sono senza. Noi siamo una piccola flotta di pescherecci e non distruggeremo mai, prendendo una minima parte di quanto offre il mare. Ma riusciamo a sopravvivere vendendo il nostro prodotto principalmente qui in Liguria, con qualche cliente a Milano o nel Principato di Monaco. Noi riuscivamo ancora a pescare consumando meno gasolio per un lavoro durissimo. Ci si deve nascere, con grande sacrificio e passione, ma ce l’hanno fatta passare”.
Insieme ai pescatori anche quelli di Bordighera e di Imperia. Rocco Iarrori è uno di loro e ci ha spiegato la tradizione del mestiere: “Specialmente la pesca a strascico ha una tradizione di professionalità, che si distingue perché si va dalla conoscenza dell’attrezzatura e del fondo, fino a quella della presenza di scogli e relitti sul fondo. Con i rischi di perdere attrezzature costosissime. Il caro gasolio ha ora dato la mazzata finale, perché non può influire sul 70% della spesa e porta a lavorare in perdita”.
A Imperia sono 5 le imbarcazioni sul porto, contro le 25 di una volta: “Tra le Leggi italiane ed europee, a molti non è più convenuto mantenere queste imprese”. C’è il rischio che sparisca la pesca nella nostra provincia? “Se non cambiano le cose, in particolare lo strascico, penso proprio di si”.































