Attualità - 23 febbraio 2022, 07:05

Sanremo: a due anni dall'inizio della pandemia, la testimonianza e l'appello di una famiglia colpita dal Covid "Non dimenticate mai quello che è stato"

"...anche oggi a distanza di così tanto tempo dai primi casi, se colpiti malamente da questo subdolo virus si possono vivere le stesse ansie e incertezze dell’inizio. E stare fuori dall’ospedale, senza poter vedere e spesso sentire una persona cara che viene portata via non è facile".

Sanremo: a due anni dall'inizio della pandemia, la testimonianza e l'appello di una famiglia colpita dal Covid "Non dimenticate mai quello che è stato"

"Questo è un appello a tutti voi che leggete perchè, in un momento che sembra essere in miglioramento, non dimentichiate mai quello che è stato". E' il messaggio lanciato da Erika Tirloni, figlia di Sergio e Susanna, una famiglia di Sanremo che ha recentemente dovuto fare i conti con il Covid-19. Una testimonianza maturata a 2 anni dall'inizio della pandemia in un momento dove la morsa del virus sembra stia allentando e si possa procedere verso un graduale ritorno alla normalità. 

"Questa lettera vuole essere il 'grazie' di una figlia che si è trovata a vivere, dopo più di due anni dalla comparsa dei primi casi di Sars-Cov-2, le stesse ansie e paure che hanno provato i parenti delle migliaia di persone colpite da questo terribile virus. - racconta Erika Tirioni - Mio padre, un uomo di 74 anni, giovanile e sportivo e in perfetta salute, si è ammalato a fine dicembre di Covid. Purtroppo la convinzione che bastasse fare una vita tranquilla e riservata l’aveva indotto a non vaccinarsi tempestivamente e questo è bastato per esporsi al virus. Il Covid l’ha colpito velocemente e piuttosto duramente e l’8 gennaio è stato ricoverato presso l’Ospedale di Sanremo con una grave insufficienza respiratoria e un successivo decorso ospedaliero incerto e complicato". 

"Fortunatamente - ricorda - dopo più di tre settimane di ricovero e terapia ne è uscito, anche se ancora parzialmente dipendente dall’ossigeno. E’ stata un’esperienza per lui e per tutti noi davvero dura, ma grazie alla tempestività e professionalità dei medici dell’Ospedale di Sanremo oggi possiamo dire di esserne usciti. Ci tengo a rivolgere un grazie di vero cuore a tutti i medici e alle infermiere/i del Reparto Castillo 2 di Sanremo, veri combattenti, di cui non conosciamo nemmeno il volto, che si sono dimostrati estremamente professionali competenti e dediti al proprio lavoro e al contempo pazienti e disponibili sia con mio padre che noi parenti che stavamo “al di fuori” di quel limbo ospedaliero".

"Perché si - rimarca la lettrice - anche oggi a distanza di così tanto tempo dai primi casi, se colpiti malamente da questo subdolo virus si possono vivere le stesse ansie e incertezze dell’inizio. E stare fuori dall’ospedale, senza poter vedere e spesso sentire una persona cara che viene portata via non è facile. Unico tramite sono i medici e gli infermieri, a cui ci sia aggrappa per vivere di speranza. Un grazie speciale va al dott. Giorgio Berta, al dott. Enrico De Astis e alla dott.ssa Francesca Castelli, che nonostante le fatiche quotidiane, ogni giorno si sono resi disponibili per aggiornarci sul quadro clinico del papà, dandoci speranza e fiducia fino alle sue tanto attese dimissioni. Tutti noi dobbiamo cercare di fare del nostro meglio, comportandoci con intelligenza e rispetto, così come quotidianamente fanno medici e infermieri. Grazie di cuore, siete persone speciali".

Redazione

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