Attualità - 05 dicembre 2021, 09:01

A Badalucco si pianta il grano per far rinascere l'aiuola intorno al campo sportivo

Durante la seconda guerra mondiale in Italia si arrivò ad utilizzare gli spazi dei giardini pubblici e le aiuole per coltivare il grano, pensando che così si sarebbe reso il Paese autonomo sulla produzione di questa materia prima.

A Badalucco si pianta il grano per far rinascere l'aiuola intorno al campo sportivo

Durante la seconda guerra mondiale in Italia si arrivò ad utilizzare gli spazi dei giardini pubblici e le aiuole per coltivare il grano. Sulla scia della battaglia del grano promossa dal Regime nel 1925, l’obiettivo era quello di rendere il Paese autonomo per la produzione della materia prima, da cui poi ricavare la farina. Per un obiettivo meno strategico il Comune di Badalucco domenica scorsa ha cominciato a coltivare a grano una grande aiuola.

Si tratta di quella più vasta che corre in fregio al lato nord del campo sportivo di Regione Premartin. La paternità di quest’idea se la dividono in tanti: il Comune, appunto, l’ASD Badalucco 2009, che gestisce la squadra di calcio locale ed “I cugini dei Sentieri”. Questi ultimi sono volontari locali, cultori di storia e dell’ambiente, noti per aver riportato all’onore del mondo, ed a magnifiche passeggiate, tutta una serie di bellissimi sentieri, dimenticati e sepolti dai rovi per l’incuria di decenni. 

“Per comprendere quello che intendiamo fare – dice Giampiero Boeri, dell’ASD Badalucco 2009 - occorre fare un balzo indietro nel tempo. Circa una decina di anni fa la precedente amministrazione comunale aveva riqualificato tutta l’area di Regione Premartin, creando una grande parcheggio parzialmente coperto ed aree verdi, di contorno al campo sportivo adiacente al complesso scolastico, con un costoso impianto di autoirrigazione. Non resse molto per l’incuria e per il colpo di grazia dell’inondazione del 2 ottobre 2020. L’acqua portò una coltre di fango dovunque e spazzò via l’impianto irriguo e le coperture delle tubature”.

A distanza di un anno nella zona sono in corso lavori ingenti per completare l’argine lungo il torrente Argentina, verso Taggia, e lavori meno impegnativi per riqualificare dal punto di vista estetico e funzionale l’area sportiva e quella adibita a parcheggio pubblico.

“Abbiamo già ripulito, con i nostri volontari – spiega ancora Boeri – tutte le aiuole della vasta superficie ed alcune, nell’impossibilità di ripristinare l’impianto irriguo, le abbiamo abbellite con piante perenni, molto belle da vedere e resistenti. Per quanto riguarda l’aiuola più grande abbiamo pensato di fare un esperimento, quello di utilizzare la coltivazione del grano. E’ una pianta molto resistente, coprente, decorativa e di facile manutenzione”.

Detto fatto in questi giorni si è passati alla fase operativa. Grazie al volontariato dei “Cugini dei sentieri” prima è stato preparato il terreno, con verdi il livellamento, la collocazione di nuovo terriccio e la concimatura. Domenica infine lo stesso Giampiero Boeri, aiutato dal vice sindaco Daniele Prevosto e da Franco Bianchi, uno dei “Cugini” ha messo a dimora 5 kg di semi di grano.

“L’area infine è stata tutta recintata con un nastro e cartelli che dovrebbero impedire l’accesso a persone e animali – dice Boeri – ora si tratta semplicemente di aspettare per verificare la riuscita del nostro 'esperimento', per poterlo poi estendere alle altre aiuole ancora da recuperare”

Nella sinergia entrerà anche il Comune di Badalucco, che nei prossimi mesi provvederà, con i finanziamenti, finalmente ricevuti, a rifare il manto erboso sintetico del campo sportivo. Si tratta dell’area ricreativa più importante della Valle Argentina, su cui, sotto la guida del giovanissimo mister Nicolas Deplano e di Roberto Hida con Josè Lupano, imparano a giocare a calcio una ventina di “pulcini” tra i 6 e i 12 anni, della squadra titolare Badalucchese.

“Tutto dovrà tornare non come prima dell’alluvione – conclude Boeri – anzi meglio. C’è solo da sperare che l’Argentina si limiti a scorrere nel suo vasto letto e rispetti la coltivazione del grano, che qui nella valle, un tempo lontano era davvero importante, per il sostentamento delle famiglie, numerose, che l’abitavano”.

Stefano Michero

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