Eventi - 15 luglio 2021, 07:21

Impresa del sanremese Maurizio Ferratusco alla massacrante 162 km di Val D’Aran, primo tra gli italiani e 22° assoluto: “Ora sogno il Monte Bianco”

Agli atleti alla partenza erano circa un migliaio, ma solo 475 sono arrivati al traguardo

Maurizio Ferratusco al traguardo con la compagna Valentina

Maurizio Ferratusco al traguardo con la compagna Valentina

Lo sport sanremese mette al petto un’altra medaglia, un nuovo successo di un atleta matuziano nel panorama internazionale.
L’impresa di Maurizio Ferratusco non è stata proprio una passeggiata: 162 chilometri nella trail Val D’Aran, sui Pirenei tra Spagna, Francia e Andorra, gara proibitiva anche per i più preparati. Si corre in semi autonomia, con punti di ristoro ogni 10/15 chilometri e nello zaino tutto l’occorrente per affrontare le montagne.
Maurizio Ferratusco ha concluso la sua impresa in 31 ore e 27 minuti, piazzandosi primo tra gli italiani e 22° assoluto. Sono partiti in mille circa, sono arrivati in 475: ulteriore dimostrazione di quanto la gara fosse proibitiva.

“Nella mia carriera ho vinto una 120 chilometri, ma questa era di un altro livello - commenta ai nostri microfoni Maurizio Ferratusco, fresco di rientro in patria - abbiamo corso in una location stupenda, ma la gara è stata dura, siamo passati in posto da fuori di testa. Su un colle ho trovato solo pietre, ci sono arrivato di giorno ma ho pensato alle difficoltà di chi l’ha affrontata di notte”.

Maurizio ha portato a termine la sua grande impresa grazie anche al fedele aiuto della compagna Valentina: “Mi ha seguito e mi ha dato una grossa mano, senza di lei non sarei riuscito a finirla. Ha reso possibile tutto questo”.

Come tutti i grandi campioni, ora Maurizio Ferratusco ha nel mirino altri grandi obiettivi e un sogno chiamato Monte Bianco: “Adesso mi sono tolto la voglia di correre (ride, ndr), ora voglio recuperare, ma mi sono iscritto a questa gara perché finendola avrei avuto il diritto di correre il Monte Bianco, obiettivo della vita. L’anno prossimo ho in mente di tentarci, ma ora voglio solo riposare”.

Con un campione come Maurizio non possiamo non concludere parlando del mondo dell’outdoor e delle potenzialità del nostro territorio. Si sta puntando tanto sullo sport all’aria aperta, ma c’è ancora molto da fare: “Siamo in una zona con un potenziale altissimo, a Finale Ligure tutto è incentrato sull’outdoor e il nostro entroterra sarebbe ancora meglio. Abbiamo un potenziale, ma è ancora poco sfruttato. Ci sono, per fortuna, alcune persone che si stanno impegnando organizzando gare ed eventi. Qui non ci manca niente”.

Pietro Zampedroni

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