Al Direttore - 21 giugno 2021, 11:21

Ventimiglia: rischio emergenza idrica a Ponente, le considerazioni di un nostro lettore

Secondo il nostro lettore il pericolo arriverebbe dalla presenza di anidrite

Ventimiglia: rischio emergenza idrica a Ponente, le considerazioni di un nostro lettore

Il nostro lettore Giorgio Mantovani formula alcune ipotesi sulla situazione dell'abbassamento di quota di scorrimento delle acque del Roya e sul rischio di emergenza idrica nei prossimi mesi.

Ho letto attentamente l'articolo del 20 giugno dove si descrive la temuta emergenza che si potrebbe verificare nei prossimi mesi in seguito al preccupante fenomeno di abbassamento della quota di scorrimento delle acque del Roya e mi sono domandato, come tutti, quali possano esserne le cause.
Tuttavia, poche settimane fa, nel rivedere le tragiche immagini del 2 ottobre scorso mi sono incuriosito su che fine avessero fatto i depositi di anidriti accumulati, sul versante francese, all'entrata del tunnel di collegamento con Limone, che l'impresa originariamente appaltatrice dei lavori avrebbe dovuto smaltire in breve tempo ma che, invece, con grande disappunto del sindaco di Tenda, giacevano esposti alle intemperie da un anno con gravi pericoli di sversamento proprio nelle falde acquifere sottostanti.
Orbene con mio grande sollievo ho trovato la notizia che nella prima metà di giugno tale materiale era stato sgomberato a tempo prima della grande alluvione
Nondimeno ho osservato: se tale materiale, l'anidrite, che già reagisce al contatto con la sola umidità dell'aria, aumentando il suo volume fino al 60%, fosse entrato effettivamente a contatto con l'acqua reagendo nel tempo fino a creare, dopo microfiltrazione del terreno, una vera e propria "barriera" al normale scorrimento delle acque cosa sarebbe accaduto?
Forse proprio ciò che sta accadendo. L'anidrite è la componente base della comune scagliola ovvero la base per la preparazione degli intonaci: essi si formano sottoponendo il materiale al calore ma il processo é reversibile.
E aggiungo: sarebbe stata sufficiente la quantità sversata in quell'anno, prima dell'asportazione a creare tanto danno? Oppure la sola quantità  lasciata, inevitabilmente, sul suolo durante le operazioni di carico e poi "dilavate" dal fenomeno torrenziale? Oppure ancora: sono state mai davvero rimosse quelle anidriti? Quella nelle immagini sembra davvero la colorazione lattiginosa della fanghiglia e dalle immagini si ha proprio l’impressione di una polvere bianco grigiastra disciolta in acqua che fango, la cui colorazione, semmai, è di tonalità marrone. Solo in pieno inverno lo scioglimento delle nevi determina un tale tono di colorazione ma nemmeno allora così accentuato. E poi non siamo certo in inverno. 

Redazione

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