Un libro che offre una prospettiva di lungo periodo, in larga parte inedita, della presenza ebraica nello spazio ligure-provenzale declinandola sotto le più varie valenze economiche, sociali, culturali e politiche.
E’ un volume, curato da Alessandro Carassale e Claudio Littardi, al quale hanno contribuito diversi autori (italiani e francesi), docenti e ricercatori presso università o enti di ricerca. E’ stato redatto con un attento spoglio delle fonti documentarie, la presa in esame, minuziosa e proficua, di ogni aspetto della quotidiana esistenza umana all’interno dei contesti cittadini (non mancando di valutarne i riflessi sugli ambienti rurali, legati in particolare allo sfruttamento e alla compravendita, per usi rituali, dei cedri e delle palme di Bordighera e Sanremo) al di qua e al di là della linea di frontiera prima genovese-sabauda, in seguito italo-francese.
Nello spazio fluido, permeabile, da sempre aperto al dialogo e allo scambio, gli ebrei hanno rappresentato degli attori non secondari, capaci di relazionarsi con le istituzioni e gli operatori locali. Fino alla tragica congiuntura degli anni ‘30/’40 del secolo scorso quando per gli ebrei stranieri, in fuga in seguito alle leggi razziali del 1938, quella di Ventimiglia rappresentò davvero una drammatica frontiera e il Nizzardo divenne un luogo di persecuzioni e deportazioni.
Al volume, curato da Alessandro Carassale e Claudio Littardi, hanno contribuito: Gian Paolo Lanteri, Luciano Maffi, Antonio Musarra, Angelo Nicolini, Jean-Louis Panicacci, Simonetta Tombaccini, Paolo Veziano, Andrea Zanini, Andrea Zappia.





