“La pandemia ha toccato pesantemente la situazione sanitaria, la chiusura credo fosse indispensabile, la gente però è allo stremo, credo non si possa andare avanti con la politica di chiusura generalizzata”. A parlare è Antonello Ranise, medico imperiese e consigliere comunale di 'Cambiamo'.
“La Liguria è arancione anche con rt sotto l'1. - continua – Credo che la cosa migliore da fare di fronte a una situazione del genere e a una crisi economica e sociale, sia quella di prendere misure mirate e chirurgiche in modo da controllare l'insorgere di focolai, e questo è stato fatto bene dal presidente Giovanni Toti”.
Ranise si ritiene soddisfatto dell'approccio del nuovo governo sulla campagna vaccinale.
“La variante inglese è più infettiva e bisogna procedere a tappeto con il vaccino. Il governo Draghi ha accelerato l'iter, in Liguria il 73 per cento degli over 80 sono stati vaccinati. Bisogna vaccinare di più, a tappeto, partendo da anziani e fasce deboli, è l'unico modo per bloccare infezioni, decessi e sovraccarico ospedaliero. Io sono per una apertura maggiore dei centri di vaccinazione, come Toti aveva sottolineato in precedenza, e mi sembra che il governo si stia muovendo in questo senso. L'esempio da seguire sono Stati Uniti e Inghilterra che sfruttano i centri dove possono somministrare il vaccino anche figure addestrate e non solo medici e infermieri”.
In questi giorni si dibatte sulla possibilità di istituire l'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. Il consiglio regionale ha approvato un documento proposto dal Partito Democratico in tal senso. Una richiesta analoga era arrivata da Fratelli d'Italia e dallo stesso Giovanni Toti. Sulla questione sembra voler intervenire anche il governo. Ranise si dice invece contrario.
“Io sono di idee liberali, non sono tendenzialmente a favore di nessuna presa di posizione che venga imposta d'ufficio o resa sostanzialmente impossibile da rifiutare. Sono a favore ovviamente della vaccinazione, ma spero e credo che il personale sanitario, adeguatamente informato e sensibilizzato possa vaccinarsi, ma non sono a favore dell'obbligo e francamente non lo credo costituzionale. All'inizio c'era diffidenza anche per la troppa disinformazione, ora si è creata una coscienza maggiore, io sono stato vaccinato e non ho avuto problemi, mia figlia è stata vaccinata con Astrazeneca, e neanche lei ha subito effetti collaterali”.
In Liguria non mancano le polemiche sulla quantità di vaccini somministrati. La nostra regione si trova infatti al penultimo posto in Italia per dosi somministrate rispetto a quelle consegnate.
“Non è una gara, la Liguria ha somministrato le dosi su un dato anagrafico, quindi partendo dagli anziani. - spiega Ranise - La distribuzione ha avuto un rallentamento nelle prime fasi, mentre ora c'è maggiore collaborazione con le regioni, per cui credo che tutte le regioni saranno virtuose”.
È stata fatta polemica anche per il fatto che in Italia non sempre si è preferito vaccinare prima gli anziani, vaccinando alcune categorie professionali, al di là del personale sanitario.
“È un dato tecnico, lo stesso Draghi e molti virologi dicono che, premesso che sia impossibile vaccinare tutti, bisogna partire dagli anziani e da chi ha problematiche gravi di salute. È stato dimostrato che questo maledetto virus sui giovani ha un impatto marginale, mentre può essere letale man mano che si va avanti con l'età. L'indirizzo deve essere quello di avere adeguate basi logistiche, e la scelta di affidare la campagna al generale Figliuolo va in questo senso”.





