Torna nuovamente alla carica Carlo Barillà per il contratto relativo alla gestione dei campi di Pian di Poma a Sanremo che, secondo quanto da lui affermato nei mesi scorsi, non sarebbe mai stato firmato con l'Unione Sanremo (la società che gestisce la Sanremese Calcio) e, quindi, non sarebbe valida la gestione stessa.
Barillà, presidente della ‘Golden Sanremese’ che, insieme alla Carlin’s Boys e alla Sanremo Boys aveva partecipato alla gara per la gestione, poi vinta dalla Unione Sanremo questa volta sottolinea come il Tar della nostra regione abbia accettato il suo ricorso presentato contro il Comune, condannandolo al pagamento delle spese legali.
“Per anni – dice Barillà – è stata fatta la proroga tecnica per la gestione dei campi all’Unione Sanremo, fino al 2017 quando mi sono messo di mezzo e, finalmente, è stata fatta una gara alla quale nessuno ha partecipato perché i costi erano impossibili da sostenere. Con la gara deserta il Comune ha affidato direttamente, per 6 mesi, la gestione all’Unione Sanremo, dividendo il valore dell’appalto. Io ho impugnato questo affidamento e, dopo due anni il Tar mi ha dato ragione”.
Ora è probabile che, del caso, si occuperà la Corte dei Conti. “Secondo il Tar – prosegue Barillà – sarebbe stato corretto mettere in atto la ‘rotazione’ della gestione tra l’Unione Sanremo, la Golden Sanremese e le altre società. Ora gli atti sono stati annullati ma, al momento non è prevista una ulteriore gara, visto che nel 2018 è stata proposta ed è stata vinta dalla Unione Sanremo. Ma, visto il pronunciamento del Tar è palese che sia stata favorita la società che gestisce la Sanremese”.





