Attualità - 02 maggio 2020, 08:27

“Non siamo orde barbariche”: protestano duramente i proprietari delle seconde case in Costa Azzurra

Giudicate offensive le parole del Ministro francese, chiesta la sospensione della Taxe d’Habitation

“Non siamo orde barbariche”: protestano duramente i proprietari delle seconde case in Costa Azzurra

Sentirsi paragonati ai barbari che scendono in Costa Azzurra per occupare il territorio, infettarlo costringendo gli abitanti a tornare allo stato di confinamento in tanti proprio non lo hanno digerito.

Le parole del Segretario di Stato francese, con delega al turismo, Jean-Baptiste Lemoyne (riportate ieri da Montecarlonews) “L’idea non é quella di veder arrivare orde di vicini per visite in massa”, sono suonate come offensive per i proprietari di seconde case che si affacciano sul mare della Costa Azzurra. Proprietari di seconde case di Menton, Villeneuve Loubet, Nizza e Villefranche: sono decine le mail e i messaggi ricevuti in queste ore da persone che si sono sentite, innanzi tutto, offese.

Costretti, giustamente, a rimanere confinati nelle loro città di residenza, immaginavano, dopo l’11 maggio, di poter raggiungere la Costa Azzurra e lo spiraglio del raggio di 100 km, inserito nelle norme di deconfinamento, aveva fatto sperare che, almeno per una parte dei piemontesi e dei liguri, con tutte le cautele del caso, le seconde case potessero riaprirsi. Invece il rischio è quello di un’ulteriore chiusura forzata, almeno fino a quando, passaporto sanitario alla mano, non sarà possibile dimostrare di essere negativi al test.

E qui parte la seconda arrabbiatura: la pratica impossibilità di ottenere un tampone nelle proprie regioni italiane di residenza e quindi l’impossibilità di essere in grado di ottemperare ad una richiesta che appare, almeno questa, più che legittima. “Puoi venire, a condizione che mi dimostri di non essere infetto”, semplicissimo per chi vive a Nizza o in Costa Azzurra: laboratori e servizi pubblici effettuano test, come Montecarlonews in queste settimane ha più volte documentato, praticamente impossibile in Piemonte dove manco li fanno ai medici. Eppure il certificato sarà la base per potersi spostare: è corretto che chi ti deve ospitare ti chieda almeno di dimostrare di non portargli dei problemi in casa.

E allora…proteste per quella parola offensiva pronunciate dal Segretario di Stato francese, ma anche proteste verso il diritto negato di conoscere il proprio stato di salute da parte di alcune regioni italiane.

Con una rivendicazione: questa è un refrain che torna un po’ in tutti i messaggi e nelle mail ricevute in queste ore. Fino a quando sarà impedito di raggiungere le proprie seconde case in Costa Azzurra venga, almeno, sospesa la Taxe d’Habitation, sarebbe una questione di giustizia.

Redazione

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