Alcuni abitanti di Bussana Vecchia si sono attivati per illuminare a proprie spese lo storico campanile della bhiesa di Sant’Egidio, ogni sera fino alla fine della quarantena. Nota nell’antico borgo come ‘chiesa Grande’, per differenziarla da quella ‘Piccola’ in precedenza un oratorio e ancora un ospedale, è da secoli il simbolo del villaggio ben visibile da Poggio, speculare a Bussana Vecchia, ma anche da Beuzi, dall'attigua Valle Armea e dalla relativa foce al chilometro 666 della via Aurelia.
In questo momento di difficoltà e isolamento imposto per ragioni di salvaguardia della salute pubblica, i bussanelli si uniscono idealmente ed economicamente per offrire una luce in un periodo a dir poco buio della storia del nostro territorio, del nostro Paese e del mondo intero.
Quella che oggi è conosciuta come chiesa di Sant'Egidio subisce nel corso dei secoli numerose modificazioni sia strutturali che di culto. È possibile che esistesse già un tempio paleocristiano parecchio precedente alle prime evidenze storiche pervenuteci. Le prime fondazioni, infatti, risalgono al 1100 d.C. ove la popolazione di allora erige una prima chiesetta in onore a San Pietro. Quel periodo è caratterizzato dal dominio dei Conti di Ventimiglia nella cittadina che vengono accolti senza troppe resistenze da parte della popolazione che vede nei nuovi signori possibilità di difesa e lavoro, dovute alla costruzione della cinta muraria. In seguito ad alcune battaglie avvenute tra gli Ottoni intemeli e Genova, Bussana e la sua chiesa ricadono sotto la giurisdizione dell'allora crescente potenza della "Superba" repubblica marinara che garantisce agli abitanti una relativa indipendenza. Nel XIV secolo la chiesa viene ampliata raggiungendo proporzioni modeste e, nonostante l'incuria dei decenni successivi, sopravvive alla peste nera che impazza in tutta l'Europa. Nel 1404 viene pertanto ristrutturata. Alcune fonti propendono per l'assegnazione del culto a Santa Maria delle Grazie e solo a seguito di Sant’Egidio, mentre altre datano in quell'anno tale conferimento religioso al Santo Patrono di Bussana. Nei secoli successivi le modificazioni sono molteplici, la chiesa in stile romanico viene restaurata e riconvertita in stile barocco e molti sono gli artisti succedutisi per i periodici perfezionamenti, in particolare i Comanedi originari di Osteno, in provincia di Lugano. Nel 1887 il tetto dell'edificio collassa sotto le poderose scosse sismiche che cambiano per sempre l'assetto sociale e strutturale di Bussana ed altri paesi liguri. Eppure il campanile resiste e continua ad essere il simbolo dell'antico borgo.
Gli associati di Bussana Vecchia Resilient hanno deciso di offrire l’illuminazione dell’antico campanile, simbolo di resistenza attraverso i cambiamenti e le avversità che talvolta sconvolgono le vite dei cittadini. La data d’esordio dell'iniziativa promossa dall'associazione coincide con lo scorso venerdì. Sarà portata avanti ogni sera a partire dal tramonto, fino a quando non sarà dichiarata la cessazione della quarantena da parte delle autorità nazionali.












