Attualità - 31 gennaio 2020, 13:46

Intervento di lotta balistica alla processionaria del pino delle sezioni Federcaccia di Castelvittorio, Ceriana e Sanremo

Domani si effettueranno le operazioni nei Comuni di Castelvittorio e Ceriana. Sabato si ripeteranno nei boschi di Bajardo

Intervento di lotta balistica alla processionaria del pino delle sezioni Federcaccia di Castelvittorio, Ceriana e Sanremo

Domani mattina, sabato 1 febbraio, i cacciatori delle sezioni Federcaccia di Castelvittorio, Ceriana e Sanremo effettueranno su incarico dei comuni di Castelvittorio e Ceriana, nei rispettivi territori comunali, un intervento di lotta balistica alla processionaria del pino. Sabato 8 febbraio la stessa operazione si ripeterà nei boschi di Bajardo.

Spiega il presidente provinciale Fidc L. Calvini: “Detto fitofago presente in tutte le regioni italiane, attacca tutte le specie di pino (Pinus nigra, P. sylvestris, P. halepensis, P. pinea, P. pinaster, ecc); il lepidottero può essere presente in casi eccezionali sui cedri e larici.

Compie una generazione l'anno, in condizioni climatiche favorevoli (inverni miti), ma in certi casi può diventare di 2-4 anni, dove l'elevata altitudine o i climi più freddi non ne favoriscono lo sviluppo. Gli adulti escono dal terreno nei mesi estivi e lo sfarfallamento dura da un mese a 3 o 4 a secondo se l'estate è molto calda; le farfalle hanno un'abitudine notturna e non hanno organi predisposti per nutrirsi, quindi la loro vita è breve, da 1 o 2 giorni. Il maschio è un buon volatore, ma la femmina raggiunge distanze di più chilometri (sino a 15) dal punto di uscita dal terreno; depone le uova prediligendo le piante isolate o comunque quelle il cui profilo si stacca dalle altre; vengono deposte attorno a due aghi di pino e ricoperte dai peli grigio argento che la femmina si stacca dal proprio corpo per cementarli uno con l'altro; il numero delle uova varia da 100 a 300. La schiusa inizia dai 30 ai 40 giorni dalla deposizione.

Appena sgusciate, le larve iniziano ad alimentarsi mangiando le foglie vicino al nido e tessendo una ragnatela fitta sino a formare quello che viene chiamato nido estivo. All'arrivo dell'autunno, le larve hanno superato il terzo stadio e unendosi ad altre colonie formano un nido molto compatto e resistente che fungerà da ricovero per l'inverno”.

C.S.

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