Nella Pigna ci sono tre palazzine a rischio sgombero per via di gravi problemi strutturali che ne minacciano la stabilità. La questione è balzata agli onori della cronaca quando il Comune ha pubblicato un’ordinanza con la richiesta di lavori immediati, pena lo sgombero degli appartamenti proprio per scongiurare pericoli per i residenti. Ieri sera all’interno del centro sociale ‘Lina Lanteri’ di via Escoffier gli amministratori di condominio hanno convocato i residenti e i proprietari degli appartamenti per fare il punto della situazione.
La vicenda posa le sue radici nel 2017 quando, da un monitoraggio, è emersa la presenza di movimenti nel terreno che avevano delle conseguenze sulle palazzine. Nell’incontro del 14 febbraio 2018, stando a quanto affermato dai condomini, il Comune si sarebbe preso l’impegno di effettuare una perizia geologica a sua spese ma, ad oggi, la perizia non si è ancora vista. Qualche settimana fa, infine, l’ordinanza che prevede che ogni condominio si muova per effettuare le verifiche e incaricare un tecnico che potrà capire come mai gli stabili si muovono e poi redigere un progetto, effettuare i lavori ed emettere una perizia per comunicare al Comune che il problema è stato risolto. Ma, sempre stando a quanto affermato dai condomini, nessun tecnico sarebbe diposto a prendersi carico del lavoro senza prima capire che cosa realmente c’è sotto alle palazzine pericolanti. Un impegno che ha costi importanti per le tasche degli abitanti e dei proprietari.
Nell’incontro di ieri sera è emerso prepotentemente il tema della responsabilità: i condomini, infatti, vogliono tutelarsi al massimo per evitare responsabilità penali in caso di cedimenti. E, al momento, l’unica soluzione per essere in regola è proprio quella di nominare un perito, come richiesto dal Comune. Ma, poi, serviranno nuovi accordi con il Comune per lo studio del sottosuolo e la predisposizione dei lavori.
Per il momento, quindi, passa la linea di Palazzo Bellevue, ma i condomini non si fermeranno e chiederanno un impegno più concreto al Comune per andare alla radice del problema.







