Attualità - 08 settembre 2019, 07:25

Dieci anni fa se ne andava Mike Bongiorno, uomo simbolo della televisione italiana e del Festival di Sanremo

Ha esordito a Sanremo nel 1963 e lo ha poi condotto per ben undici edizioni

Mike Bongiorno al Festival di Sanremo con Valeria Marini e Piero Chiambretti (foto da Dagospia)

Mike Bongiorno al Festival di Sanremo con Valeria Marini e Piero Chiambretti (foto da Dagospia)

Era l’8 settembre del 2009 quando, all’improvviso, Mike Bongiorno ci ha salutati per sempre. Quel suo ‘Allegria!’ ha risuonato per decenni nelle case di tutti gli italiani e anche quel giorno il pensiero è andato subito al motto che lo ha reso famoso per generazioni di telespettatori.

A dieci anni dalla sua scomparsa Mike Bongiorno resta un simbolo della Tv nazionale, specie a Sanremo dove ha lasciato la sua impronta conducendo ben 11 edizioni del Festival. La prima nel 1963, l’ultima nel 1997 con Valeria Marini e Piero Chiambretti. La Città dei Fiori ha scelto di omaggiarlo con la statua posizionata in diretta tv in via Escoffier durante l’edizione 2013 del Festival di Sanremo con Fabio Fazio. Ad oggi la foto con la statua di Mike è un must per moltissimi turisti e amanti di Sanremo.

E intanto la televisione italiana omaggia il Mike nazionale con una serie di programmi dedicati. Ieri sera edizione speciale di ‘Porta a Porta’ su Rai1 intitolato ‘Allegria allegria allegria’ con collegamento diretto con Mediaset e con Gerry Scotti in diretta da Cologno Monzese. Presente la vedova di Mike, Daniela Zuccoli, insieme al figlio Leonardo. Tra gli ospiti: Carlo Conti, Amadeus, Flavio Insinna e Marco Liorni. Da Gerry Scotti gli altri due figli Nicolò e Michele, all’interno dello studio intitolato proprio al padre. Sempre ieri anche uno speciale intitolato ‘Allegria’ con Vincenzo Mollica e un racconto di Fiorello, grande amico di Mike.

E mentre Sanremo si prepara a ospitare altre decine di statua per ricordare i grandi del Festival, per il momento Mike Bongiorno viene ricordato a dovere tutti i giorni da chi si ferma per qualche secondo e scatta una foto ricordo all’incrocio tra via Matteotti e via Escoffier, a pochi passi dal ‘suo’ Ariston.

Pietro Zampedroni

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