Archiviata la pratica della pista ciclabile, il consiglio comunale di Sanremo ha affrontato la discussione sul conferimento del ramo idrico di Amaie Spa in Riveracqua e sul futuro del ramo elettrico. Il dibattito è stato aperto dall’assessore Massimo Rossano: “La volontà dell’Amministrazione è quella di mantenere pubblica l’acqua – ha spiegato - Oggi diamo il via ad un progetto che ha le radici a quando venne fondata Rivieracqua. Si passa da una società consortile ad una spa. Questa è la garanzia affinchè i Comuni più importanti possano avere controllo e potere sulla società. In questo scenario infatti Sanremo avrebbe il 45,25% del capitale sociale al pari di Imperia”.
“La Lega non parteciperà al voto perché su questa pratica abbiamo riscontrato importanti criticità su questioni tecniche – è intervenuto Daniele Ventimiglia - Oggi i libri di Rivieracqua ricordiamoci che siano in Tribunale. Auspichiamo inoltre che pratiche così importanti ci vengano sottoposte con maggior anticipo per avere maggiore tempo. La pratica porterà ad una svalutazione di Amaie contro una sopravvalutazione dell’Amat di Imperia. Perché Amaie vale così tanto meno di Amat ? Questo è dovuto ad un’errata valutazione di Amat. Bisogna rivedere le valutazioni prima di conferire. Auspichiamo poi che si diano assicurazioni ai dipendenti che non si sentiranno più sicuri”. Sulla stessa linea si è dichiarato Giampiero Correnti del gruppo 100 per 100.
La parola è poi passata ad Alessandra Pavone del Partito Democratico. “Abbiamo sempre sostenuto il diritto all’acqua contro politiche speculative – ha detto – L’obiettivo di Rivieracqua sarà quello di fornire un servizio al costo reale. L’Amaie opera da più di 100 anni nel nostro territorio con importanti risultati. Siamo ancora in tempo per trasformare Rivieracqua in modo che possa creare posti di lavoro e fornire un servizio di qualità ai cittadini”.
“Io ritengo che tutti i servizi essenziali debbano essere gestiti dal pubblico, che però deve fare i conti con le proprie casse – è intervenuto Umberto Bellini di Sanremo al Centro – Se ci sarà la necessità ben venga il privato, se però garantirà certe caratteristiche”. Lorenzo Marcucci ha criticato la Lega che, dopo aver espresso critiche, ha lasciato l’aula senza aspettare i chiarimenti dell’Amministrazione sulle questioni poste. “Parlare a banchi vuoti non è motivo di orgoglio – ha aggiunto Giuseppe Faraldi – Non lo ritengo infatti una cosa positiva, specialmente all’interno del consiglio comunale. In merito alla pratica stiamo parlando di un concordato che sarà sottoposto e che potrà essere accettato o meno. Non fare nulla avrebbe però voluto dire creare perdite importantissime per molte aziende del territorio. In questo modo invece le andiamo a tutelare. Rivieracqua è nata già male per la scelta della tipologia di società consortile, perché non si può pensare che possano valere alla stessa maniera Comuni di grandezza molto differente”.
La parola è poi passata a Giorgio Trucco del Pd: “Diamo con questa pratica forza ad una società che vanta un importante curriculum centennale – ha esordito – Sono contento oggi di votare questo passaggio. Mi dispiace trovare il vuoto tra i banchi dell’opposizione. Nulla da dire sulle scelte al momento della votazione, pur comprendendone le difficoltà, ma questa assenza mi sembra una mancanza alla vita amministrativa della città in un suo momento importante. Questa era poi anche l’occasione di dimostrare il sostegno alle imprese”.
Prima del voto finale, che ha dato il via libera alla pratica, è intervenuto anche il sindaco Alberto Biancheri che ha salutato il Comitato per l’Acqua Pubblica presente in sala ed ha criticato l’opposizione. “Forse non a tutti è stata chiara l’importanza della pratica – ha detto il Primo Cittadino – Se oggi siamo qui dobbiamo ringraziare gli uffici, sono infatti tre anni che si parla di Rivieracqua e della salvaguardia della nostra partecipata. Posso assicurare le difficoltà di questo conferimento, perché dovevamo garantire 120 persone e la storia di una società. Conferire la società tre anni fa sarebbe stato rischioso, perché oggi le perdite le avrebbe dovute coprire l’Amaie. Tutto è nato da convenzioni stipulate negli anni scorsi che non hanno tenuto conto di tante cose, come i cosi indiretti. Il fallimento è stato quello di non essere riusciti a mettere d’accodo tutti i sindaci. Vogliamo ora portare avanti l’impegno preso dal Comune di Sanremo davanti a tutti i sindaci. Questa sera non ho visto umiltà da parte dei consiglieri di opposizione, perché non hanno voluto ascoltare le motivazioni della pratica”.





