Economia - 05 settembre 2019, 09:44

Follicular Unit Extraction: cos’è e perché è diventata la terapia tricologica più richiesta

Dietro la sigla FUE si nasconde un particolare procedimento tricologico volto al rinfoltimento del cuoio capelluto.

Follicular Unit Extraction: cos’è e perché è diventata la terapia tricologica più richiesta

Dietro la sigla FUE si nasconde un particolare procedimento tricologico volto al rinfoltimento del cuoio capelluto. L’acronimo significa Follicular Unit Extraction – estrazione di unità follicolare –, è una differente declinazione della definizione Follicular Transfer (FT) e sta a indicare la tecnica di autotrapianto di capelli più consolidata e tecnologicamente evoluta attualmente presente sul mercato. Un mercato, precisiamo, che all’interno di un business più ampio, quello dei trattamenti dermatologici e tricologici, si sta affermando sempre di più come strumento di riaffermazione sociale e relazionale da parte di molti individui.

La perdita dei capelli dovuta ad alopecia androgenetica, infatti, è tra le cause più comuni e al tempo stesso più trascurate di esclusione e/o autoreclusione sociale, soprattutto tra i più giovani. Più del 50% degli uomini soffrono di questa patologia, innocua dal punto di vista clinico ma fortemente incidente sul piano relazionale. Con l’aumento dei fattori di rischio (quali smog, diete sbilanciate e prodotti per l’igiene del cuoio capelluto troppo aggressivi), l’età media in cui l’alopecia androgenetica comincia a manifestarsi in maniera visibile si è notevolmente abbassata: ciò ha comportato che sempre più individui di età di poco superiore – a volte persino inferiore – ai 20 anni soffrissero di un serio diradamento della copertura del cuoio capelluto. Le conseguenze sul piano sociale sono spesso molto più preoccupanti di quanto si pensi: esclusione da comunità ampie, difficoltà nella relazione con l’altro sesso, impedimenti nel processo di costruzione di una vita affettiva appagante. Nei casi più gravi, si rischia persino un mancato riconoscimento in ambito lavorativo, con ricadute negative sul piano economico.

In anni recenti, un numero sempre maggiore di persone ha avuto accesso ai trattamenti tricologici contro l’alopecia androgenetica. Ciò è dovuto principalmente alla drastica riduzione dei prezzi dei trattamenti stessi, soprattutto nella rete delle cliniche internazionali situate in paesi in cui il costo della vita è molto più basso rispetto all’Italia. Nello specifico, il trapianto di capelli a Istanbul è ormai diventato un must, grazie soprattutto alla proliferazione di cliniche specializzate dotate di tecnologie all’avanguardia e gestite da personale medico di alta formazione. Una realtà, quest’ultima, che negli ultimi anni ha superato agilmente la naturale diffidenza degli italiani nei confronti delle cure specialistiche in paesi non appartenenti al blocco UE o – per chi può permettersele – agli stati del Nord America.

La tecnica FUE è la più praticata nelle cliniche maggiormente qualificate specializzate in operazioni di trapianto di capelli in Turchia. Essa consiste in un espianto di una quota di bulbi dalla zona con una più folta presenza di capelli nell’area del cuoio capelluto (in genere la zona occipitale), e nel successivo trapianto nella zona interessata da alopecia che deve essere rinfoltita. Si tratta di una tipologia di intervento caratterizzata da un livello di invasività men che trascurabile, con una degenza praticamente nulla e dei risultati garantiti e duraturi. Inoltre, se un tempo sussistevano dei dubbi in merito alla durata dell’operazione, al giorno d’oggi il livello di evoluzione di tale tecnica fa in modo che l’intervento possa essere ultimato in tempi estremamente contenuti, a prescindere dall’ampiezza dell’area da ricoprire. Un vantaggio non di poco conto, soprattutto in considerazione del fatto che, grazie al sussistere del doppio benefit contenimento dei prezzi/contenimento dei costi, sono sorte numerose agenzie qualificate che propongono offerte comprendenti viaggio + soggiorno + trattamento (generalmente a Istanbul o in altre città turche) in un’unica soluzione. Con la prospettiva di unire l’intervento estetico a un non meno piacevole corollario turistico.

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