“La drammatica stagione della Shoah interessò anche Sanremo e la Riviera. Ho già ricordato, infatti, da parte mia, in altra occasione il triste destino della famiglia Viterbo, ma anche la coraggiosa azione umanitaria del padre cappuccino Giacinto Lagomarsino, che si prodigò nella diocesi intemelia per salvare, in quel periodo terribile, non pochi israeliti dalla ‘soluzione finale’. E' qui il caso, invece, di ricordare un'altra infelice storia di ebrei sanremesi, che finirono tragicamente i loro giorni nei campi di concentramento nazisti. Prelevati dalle S.S. nel marzo del 1944 e imprigionati, nonostante che avessero superato i settant'anni e non fossero in buone condizioni di salute, essi furono avviati inesorabilmente dal locale comando tedesco verso i lager della morte. Le stesse autorità di polizia di Imperia, collaborazioniste, avevano raccomandato, nel relativo rapporto informativo al Prefetto, l'opportunità di soprassedere all'avvio di quei poveracci nei luoghi di sterminio, in considerazione della precarietà del loro stato. Tutto si svolse in fredda sequenza nei primi mesi del 1944, durante la fase più buia dell'occupazione tedesca. E alla ricostruzione dei fatti contribuiscono i documenti dell'epoca. In particolare la nota n 013447 dell'11 aprile 1944, divisione Gabinetto, inviata dalla Questura di Imperia al Prefetto e avente per oggetto ‘Persone appartenenti alla razza ebraica-arresto’, in cui si legge che ‘Da elementi del Comando Germanico S.S di Imperia sono state arrestate il 7 corrente a Sanremo le sotto-notate persone appartenenti alla razza ebraica:
1) Abraham Elena fu Maurizio e fu Moritzsohn Elena, nata a Danzica il 5/9/1866,
2) Camerini Emma fu Giuseppe e fu Norsa Diana, nata ad Alessandria d'Egitto l'8/8/1870,
3) Camerini Natalia fu Giuseppe e fu Norsa Diana, a Trieste il 21/12/1852,
4) Camerini Raffaele fu Giuseppe e fu Norsa Diana, nata a Trieste il 17/9/1864,
5) Grassetti Ida fu Giacomo e fu Virginia Ferraresi, nata a Verona il 22/3/1871.
Le dette persone non erano state arrestate da quest'Ufficio perché superiori ai 70 anni. I predetti israeliti, sempre per disposizione degli elementi S.S. sopraccitati, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza del Commissariato di p.s. di Sanremo e sono state poi accompagnate in queste carceri, a disposizione del sopraccitato Comando Militare Tedesco.
Tanto per opportuna notizia.
F.to Il Questore’.
Di qualche giorno più tardi è il nuovo rapporto della medesima Questura imperiese, che porta la data del 20 aprile 1944, con il quale si assicura l'esatto adempimento delle istruzioni impartite in materia di cittadini non ariani, oltre ad informare ancora il Prefetto che ‘si trovano in carcere alcuni ebrei di età superiore ai 70 anni e gravemente malati e che pertanto, dovrebbero, a parere di questa Questura e in ottemperanza delle disposizioni ministeriali, essere esclusi dall'essere internati nei campi di concentramento, dal momento che dette persone hanno necessità assoluta di essere assistite da congiunti seco conviventi, pure di razza ebraica, perché, com'è noto, gli ebrei non possono avere a loro servizio ariani’. Delle raccomandazioni, se pur burocratiche, della Questura di Imperia non si tenne purtroppo conto, stante lo stretto regime di detenzione gestito direttamente dalle S.S. in forza al Comando Germanico. A distanza di tanto tempo ci si augura che simili vergogne non debbano mai più ripetersi.
Pierluigi Casalino”.





