La Giunta non concede la chiusura di corso Italia per il concerto della Combriccola del Blasco al BugaBuga di Bordighera e in città scoppia la polemica. La richiesta, avanzata dal locale, non è stata accolta: “Come per gli anni precedenti - spiega il titolare Angelo Bincoletto - avrei voluto proporre un bell'evento per vivacizzare una città ormai spenta e per dare la possibilità a cittadini e turisti di vivere una serata ed una nottata di ottimo livello musicale. E come per gli altri anni, chiaramente, si sarebbe dovuta chiudere corso Italia. Non un’eccezione, ma ormai una regola, com’è successo recentemente, e per tre giornate consecutive, per il mercatino del gusto. Una chiusura per una decina di ore quando il traffico non sarebbe poi stato così rilevante.”
La chiusura di corso Italia avrebbe consentito la realizzazione del concerto proprio davanti al locale e, secondo quanto riporta il titolare, il parere favorevole dato in via ufficiosa da un consigliere comunale e successivamente da un assessore, l’avrebbe portato a concludere l’ingaggio della band per la serata di fine anno. La palla, però, è passata in mano alla Giunta bordigotta che ha scelto di negare l’autorizzazione: “Le decisioni vengono prese collegialmente - spiega il Vice Sindaco Mauro Bozzarelli - e la Giunta ha scelto di non concedere l’autorizzazione per ovvie ragioni di sicurezza.”
La band suonerà comunque, ma ovviamente in spazi più ridotti del previsto: “L’ingaggio - continua Bincoletto - è stato mantenuto, per correttezza, ma dato il minor spazio e la non chiusura della strada chiusa, sarà quasi impossibile per tutti potervi assistere. Al di là delle diverse considerazioni dei vari amministratori mi preme sottolineare come sembra non vi sia l’intenzione di ravvivare questa città ormai spenta, che non ha bisogno solo di svaghi, ma che comunque sono importanti per offrire ai cittadini e ai turisti che ancora ci scelgono, eventi importanti e di qualità. D'altronde abbiamo visto cosa è successo per la pista di pattinaggio e per il villaggio di Natale. C'è da chiedersi se è questo che cittadini e turisti gradiscono. Sono scelte che rischiano di creare un circolo vizioso che potrebbe portare alla scelta degli imprenditori di trasferire impegni e investimenti in altre zone.”
Tra le motivazioni dell'Amministrazione a sostegno della decisione di non chiudere corso Italia per consentire il concerto della Combriccola del Blasco, ovviamente la sicurezza, ma è proprio questo che non convince il titolare del BugaBuga: "Il decreto Minniti sulla sicurezza urbana è entrato in vigore nel 2017 - spiega al nostro giornale - questo non vuole dire che non si possa riuscire ad organizzare più nulla. Lo notiamo nelle località limitrofe ed e in tutta Italia, soprattutto in questo periodo natalizio. Anche a Bordighera lo scorso anno, a decreto Minniti in corso, l’Amministrazione Pallanca diede l’autorizzazione alla chiusura di corso Italia per l’organizzazione della festa di Capodanno, da me organizzata, e l’avrebbe concessa anche a Bordighera alta sei il richiedente fosse stato una società o un’associazione con un rappresentante legale che ne avesse fatto richiesta ufficiale.
È chiaro che è il comune che deve decidere il merito, ma è altrettanto chiaro che è lo stesso comune, a sua discrezione, a dover mettere il richiedente nelle condizioni di poter organizzare. Se mi fossero state poste delle prescrizioni le avrei discusse e molto probabilmente accettate, ma ho avuto solo un diniego a dimostrare una precisa volontà."
Angelo Bincoletto contesta il fatto che non gli siano state indicate eventuali modalità con cui garantire la sicurezza e, allo stesso tempo, consentire lo svolgimento del concerto: "Avrei dovuto sostenere le spese per la sistemazione dei blocchi di cemento, anche per spazzi ridotti? - continua - avrei dovuto sostenere altra burocrazia? Con un raggio di azione più ridotto, ad esempio. I mezzi di soccorso, eventualmente, avrebbero potuto raggiungere corso Italia a nord e a sud a seconda del punto di intervento.
Che avessi o meno accettato prescrizioni ormai non ha alcuna importanza perché non mi è stato richiesto e non ho, pertanto, potuto discutere. In fin dei conti sono un imprenditore che, tra l’altro, organizza eventi e non sono aggiornato su disposizioni burocratiche ed amministrative, però son, e sono sempre stato disponibile al dialogo e all’osservanza di quanto prescrivono le leggi. Tutto ciò non è successo e nessuno mi può togliere dalla testa che non c’è stata volontà amministrativa."





