Politica - 28 settembre 2018, 22:56

Bordighera: Consiglio comunale bollente, duro botta e risposta fra Giovanni Ramoino e il Presidente Farotto “Dalla prossima volta la inviterei a sedersi fra i banchi dell’opposizione, ora fa parte di quella”

Al centro della discussione è arrivata poi la richiesta di dimissioni dell’Assessore Baldassarre presentate da parte della minoranza per un presunto conflitto di interessi, essendo quest’ultima consulente legale dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

Bordighera: Consiglio comunale bollente, duro botta e risposta fra Giovanni Ramoino e il Presidente Farotto “Dalla prossima volta la inviterei a sedersi fra i banchi dell’opposizione, ora fa parte di quella”

Sono state molte le pratiche discusse nel Consiglio comunale di Bordighera che si è svolto questa sera nella Sala Rossa di Palazzo del Parco. A tenere banco, però, sono state principalmente due questioni: il chiarimento sulla precedente assise chiesto dal consigliere Giovanni Ramoino e la richiesta di dimissioni nei confronti dell’Assessore Marzia Baldassarre avanzata dai consiglieri d’opposizione, compatti, fatta eccezione per Giuseppe Trucchi. 

Ad accendere fin dai primi minuti il Consiglio è stato un acceso botta e risposta fra il Presidente Farotto e lo stesso Ramoino che, pur essendo stato espulso da gruppo di maggioranza, ha mantenuto il suo posto alla destra del Presidente, così come ha fatto il consigliere Sapino. 

“Dalla prossima volta la inviterei a sedersi dalla parte dell’opposizione - ha detto il Presidente Farotto - perché lei oggi fa parte di questa. Vedremo come fare, metteremo un banco apposta per lei.” 

Un botta e risposta che ha portato poi all’intervento del consigliere Ramoino inserito all’ordine del giorno per discutere di quanto accaduto nella precedente assise quando, il Vice Presidente Laura Pastore, non avrebbe concesso a quest’ultimo di intervenire a conclusione di Consiglio 

“Credo sia doveroso chiedere scusa ai cittadini per il tono con cui si è conclusa la scorsa riunione - ha detto Ramoino - ma mi riferisco ai modi, non ai contenuti. Mi è stato negato il diritto di parola per fatto personale. La richiesta di intervento in questo caso ha un importante rilievo perché consente alla persona che sente lesa la sua dignità di difendersi. Voi pensate che io sia un burattino, ma il buon senso non sapete nemmeno cosa sia e la legge la rispettate solo come volete voi. Ho le foto di chi vi diceva di togliermi la parola.” 

Giovanni Ramoino ha colto l’occasione anche per togliersi alcuni sassolini dalle scarpe relativamente alla sua espulsione dal gruppo di maggioranza: “Durante un Consiglio comunale - ha detto - c’è stato un applauso, poi avete fatto una riunione al bar in cui avete deciso che Ramoino avrebbe dovuto pagare. Prima mi avete applaudito e poi pugnalato alle spalle. Il Sindaco mi ha chiamato nel suo ufficio per dirmi che non avrebbe potuto difendermi. Voi pensate alla vostra dignità, non alla mia o a quella della mia famiglia. Anch’io ho la mia dignità e mi devo difendere.” 

Ad appoggiare quanto detto da Ramoino è intervenuto il consigliere Giuseppe Trucchi: “Mi sembra che ci sia un po’ di creatività nell’interpretazione del regolamento comunale da parte di questa Amministrazione - ha detto - l’unica garanzia che le opposizioni hanno in un sistema come questo è il rispetto delle regole. Ricordo molto bene l’ultimo Consiglio, quello in cui il consigliere Ramoino ha acceso la luce rossa e la Presidente Pastore non l’ha visto. Ramoino ha dato un pugno sul tavolo ed è stato chiaro a tutti che volesse parlare per fatto personale, com’era giusto che fosse. A quel punto il Presidente è andato in confusione anche consigliato da chi gli diceva di chiudere."

Puntuale è arrivata la risposta di Laura Pastore, Vice Presidente del Consiglio comunale oggetto dell’ordine del giorno presentato da Giovanni Ramoino: “Al termine della replica del consigliere Pallanca, non essendoci altri punti successivi ho chiuso il Consiglio - ha detto - il nostro regolamento cita che a quel punto l’assise si chiude. Terminata la replica non c’era spazio per discussione, ritengo di aver rispettato il Regolamento del Consiglio comunale, anzi forse mi si potrà rimproverare di essere stata anche troppo rigorosa.” 

Al centro della discussione è arrivata poi la richiesta di dimissioni dell’Assessore Marzia Baldassarre presentate da parte della minoranza per un presunto conflitto di interessi, essendo quest’ultima consulente legale dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo. 

“Chiediamo all’avvocato Baldassare di ammettere che la sua presenza in quella Giunta è stata inappropriata - ha detto Mara Lorenzi - o di dimettersi, perché la città ha bisogno di imparzialità da parte dei suoi amministratori.” 

“Io non richiedo le dimissioni - ha aggiunto Giuseppe Trucchi - però mi preme fare alcune specificazioni: a mio parere è evidente che qui ci sia una situazione di incompatibilità. Avrebbe potuto semplicemente uscire durante quella votazione. La forma è quella che garantisce i diritti delle minoranze. Io non voglio chiedere le dimissioni, ma l’annullamento della delibera. Poi potrete rivotarla comunque e come vorrete, ma è una questione di forma ed è importante.” 

In disaccordo con il suo capogruppo Massimiliano Bassi che, invece, ha appoggiato la richiesta di dimissioni: “Non sta a me decidere se l’Assessore si debba dimettere - ha spiegato - ma ci sono gli enti preposti. La pratica è stata inviata alla Prefettura, sarà il Prefetto a decidere questo. Una volta svelato l’errore formale, sarebbe bastato annullare la delibera e tornando indietro.”  

Il Consiglio comunale ha respinto la richiesta dell’opposizione e l’Assessore Marzia Baldassarre ha così difeso la sua posizione: “Voglio ringraziare la minoranza che ha proposto questa mozione - ha detto nella sua relazione - non posso fare a meno di sottolineare come il rilievo giornalistico dato a questa vicenda non avesse altro che la volontà di creare un caso politico. L’avvocato è un soggetto estraneo al suo cliente con il quale non può essere identificato. Non faccio parte dell’Orchestra Sinfonica, sono un consulente esterno con compenso fisso e individuato a priori. L’esecuzione di un concerto in più o in meno non mi crea alcun vantaggio.” 

Simona Della Croce

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