“Bella e impetuosa come un canto di rivolta”. Una frase tratta da un brano di Bronson ‘Per sempre qua’, si sostituisce a quella rivolta al primo cittadino di Ventimiglia “Iocualno bastardo, noi non ci scusiamo”.
La frase diretta ad Enrico Ioculano era comparsa ad una decina di giorni dalla sentenza di condanna per l’attivista che gli diede del “bastardo” via Facebook. Nel parcheggio del cimitero di Oneglia, a pochi metri dal Tribunale di Imperia, la scritta che era un chiaro riferimento alla sentenza e a quella parola specifica che ha visto finire condannata Rosella Dominici, è comunque sparita, per lasciare spazio al passo di una canzone.
La vicenda parte nel settembre del 2015 a seguito delle tensioni createsi al confine, nella zona dei Balzi Rossi, quando venne sgomberato il presidio dei ‘no border’ e dei migranti accampati in zona nel tentativo di andare in Francia. In quelle ore Rosella Dominici insultò via Facebook il Sindaco Enrico Ioculano dandogli del “bastardo” e finendo poi condannata in Tribunale.





