“Un’emozione incredibile, un momento speciale che non pensavamo di poter vivere”: queste le parole di Patrizia ‘Patty’ Maron’ che, ieri sera alla sagra di Diano San Pietro, è riuscita a radunare quasi tutti i vecchi speaker e tecnici della mitica ‘Radio Capo Berta’, una delle emittenti radiofoniche di Imperia e della nostra provincia che, insieme a molte altre, hanno fatto la storia negli anni ’70 e ’80.
In un’era ormai passata (chi scrive ha partecipato a quegli anni emozionanti delle cosiddette ‘radio private’), tornare a parlare delle emittenti dell’epoca fa tornare alla mente ricordi indelebili, fatti di antenne montate sulle colline per farsi ‘sentire’, di microfoni scalcinati e di dischi consunti che giravano, a volte anche a giri sbagliati. Ma era la radio, la mitica radio che voleva farsi largo quando Internet non esisteva e se volevi fare una richiesta bastava telefonare. Altro che Spotify o Mp3, Ipod e cellulari. Dall’altra parte c’era chi ti parlava realmente.
Ed eccoli lì gli ‘speaker’ di Rcb, una delle storiche emittenti imperiesi (insieme a Stereo Imperia e Radio Progetto), tornati insieme per una sera, per ricordare quanto fatto da giovani, quando tutti si sperava di intraprendere questo come lavoro. Qualcuno c’è riuscito, molti altri no, anche perché le radio locali, come sono nate sono state purtroppo chiuse, strette nella morsa dei ‘network’ nazionali. Capo Berta è nata nel 1977, con una tecnologia (all’avanguardia per l’epoca), che le consentiva di trasmettere in contemporanea o alternativamente, dagli studi di Imperia e Diano Marina.
Sempre in diretta, sempre in onda tra musica, richieste, un po’ di sport e tante chiacchiere per intrattenere il pubblico. Una volta c’era quello, la radio. Ce lo ha insegnato Radio Monte Carlo e poi tutti dietro perché la Tv si guardava solo la sera, prima dell’avvento delle ‘pay’ e delle trasmissioni televisive 24 ore su 24. “Anche noi abbiamo però usato le nuove tecnologie – ci confessa ‘Patty’ – perché per radunare tutti abbiamo usato Whatsapp ed i social, e ce l’abbiamo fatta. Abbiamo portato quasi tutti ed è stato belissimo. Abbiamo rintracciato due generazioni di Radio Capo Berta, quelli più anziani e quelli più giovani. E, visto che sono la vice presidente della Pro Loco di Diano Borganzo, il luogo migliore era quello della sagra di ieri”.
Una ventina, tra speaker e tecnici: Alessandra Gaddini (Paperina), Budy Budy, Diego Vicario, Mimmo Alighieri, Fabio Garibbo (Cucciolo), Luigi Donato, Giuseppe, Luca Pietropaoli, Fabrizio Ascheri, Marilena, Cinzia, Luca ‘Luchino’ Giudice (che ora lavora in una casa discografica a Roma), Livy Rubini, Chicco Play Action, Fausto, Patrizia Maron (Patty), Bruno Prigliano, Stefano Lombardi, Lino ‘Linus’ Milesi, Giuseppe Coppola, Flavio Ferrarese, Franco, Manuela e Gabriele (Muppetz) Maffezzoli, figlio del fondatore della radio, Giuseppe che, purtroppo, non è più con noi. Un altro che non era presente perché morto negli anni scorsi, è Corrado a cui è stata dedicata la serata.
Mancavano anche: Ombretta Milesi, Mauro Piani, Carlo Capacci (già Sindaco di Imperia), Omar Munari (Direttore artistico di Radio Monte Carlo e Luca Valentini. Questi non c’erano, chi per impegni pregressi e chi, invece, non è stato proprio trovato dagli organizzatori. Una festa unica per chi ha vissuto gli anni d’oro della radio che, in tutta la provincia di Imperia, ha visto decine di emittenti aprire e chiudere. Un’era terminata e che difficilmente tornerà, proprio per il cambio generazionale che ha avuto la fruizione della musica ed il proliferare della tv ma anche delle emittenti radiofoniche nazionali, che hanno preso il sopravvento. Ma ieri, almeno per una sera, Radio Capo Berta c’era. Bravi ragazzi degli anni ’80, magari organizzatevi nuovamente in futuro.







