Fotogallery - 08 giugno 2018, 20:28

Elezioni comunali a Imperia: i comizi di chiusura della lunga campagna elettorale del capoluogo

Ci siamo! Giunge al termine la campagna elettorale per le elezioni comunali di Imperia che si terranno domenica 10 giugno. Questa sera, a partire dalle 18.30 prendono il via i comizi di chiusura in supporto dei candidati sindaco, che, ricordiamo, a Imperia sono otto

Elezioni comunali a Imperia: i comizi di chiusura della lunga campagna elettorale del capoluogo

Ci siamo! Giunge al termine la campagna elettorale per le elezioni comunali di Imperia che si terranno domenica 10 giugno. Questa sera, a partire dalle 18.30 prendono il via i comizi di chiusura in supporto dei candidati sindaco, che, ricordiamo, a Imperia sono otto.



A iniziare è Claudio Scajola, candidato indipendente sostenuto da quattro liste civiche: Area Aperta, Imperia Insieme, Obiettivo Imperia e Popolo della Famiglia, partito dal suo studio in viale Matteotti. Da lì l’ex Ministro è salito a bordo di un trenino della Riviera Trasporti, con il quale ha attraversato prima Porto Maurizio, e poi si è diretto in piazza San Giovanni, dove sul palco lo attendevano i volontari che lo hanno accompagnato durante tutta la campagna elettorale, gli stessi che compaiono nel manifesto elettorale, opera di Settimio Benedusi, che ritrae Scajola davanti a decine di persone. I candidati delle liste sono arrivati da diversi punti di Oneglia. Prima del comizio un concerto acustico ha intrattenuto i presenti.

Dopo l’esibizione di “Born to Run”, di Bruce Springsteen, che ha accompagnato la sua campagna elettorale, l’ex Ministro è salito sul palco in una piazza San Giovanni gremita, ricordando un altro leitmotiv che lo ha caratterizzato in questi mesi, la citazione contenuta nel film “Ogni maledetta domenica”: ‘Un centimetro alla volta’, riferendosi alla strada fatta in questi mesi.

Ne abbiamo fatti tanti e la dimostrazione siete voi. – ha detto Scajola - Abbiamo sicuramente già vinto la cosa più importante, riavvicinando tantissima gente di ogni età, non vogliamo allontanare nessuno, dal primo giorno, aperti a tutti contro nessuno”.

Scajola rivendica l’orgoglio verso la sua città. “Non vogliamo subirlo dagli altri, ma condividerlo”. Poi i ringraziamenti ai candidati e ai volontari. “Vi porterò sempre nel mio cuore”.

Per entrare nel vivo del discorso ci mette qualche minuto, ma lo ha fatto a gamba tesa, parlando del motivo per cui ha accettato di candidarsi a Sindaco. “Ci ho riflettuto a lungo, con i miei, con molti di voi. Ho pensato che di fronte alle difficoltà ognuno deve collaborare, non si può lasciare decadere la città di Imperia. Credo che la mia esperienza, la mia conoscenza dei problemi, la mia storia, mi abbiano dato una maturità e una forza grazie a cui, insieme a voi potrò fare il bene di Imperia”.

Fin dal primo comizio all’Auditorium della Camera di Commercio, Scajola ha promesso l’impegno pieno per la sua città. E lo ha ribadito oggi riservando una stoccata ai suoi avversari:  “Posso dedicare tutto me stesso alla nostra città e guardate che la situazione è talmente complicata che non bastano la conoscenza, studio dei problemi, l’esperienza, ci vuole tutta la giornata. Io lo posso fare, non so se tutti gli altri candidati, anche per problemi di lavoro, potrebbero dare tutto il tempo necessario disinteressato alla città di Imperia. Non lo credo”.

Sono convinto che tra cinque anni Imperia sarà diversa da come è oggi. – continua Scajola, che come obiettivo principale si pone quello del creare lavoro - Dare lavoro ai giovani che devono trovare la propria realizzazione da noi.  Sono tante le cose da fare, la prima credo sia la riscoperta del senso di comunità, Pericle esaltava il concetto di Polis, poi abbiamo condiviso la tesi secondo cui la comunità per Imperia è il rifugio di fronte alle difficoltà nel Paese”.

Il riferimento è alla politica nazionale, e al neo governo a guida Lega e MoVimento 5 Stelle.

C’è una confusione tale che non sfugge a nessuno, l’Italia è in difficoltà, c’è una transizione non compiuta, i partiti sono disaggregati, quei partiti che si sono combattuti con più astio fanno il governo insieme. Il centrodestra è sfasciato, Forza Italia vota contra il governo attuale, anche il pd, ma è sfasciata la sinistra. C’è una tale confusione che noi abbiamo pensato che a Imperia dovessimo chiamarci fuori, che dovessimo farlo quasi per un senso di protezione, che la comunità imperiese si dovesse unire per dare lavoro, far crescere l’economia, dare serenità agli anziani e prospettive ai giovani e non si poteva fare in altro modo che uscire dalle beghe della politica di questo momento”.

Mi conoscete tutti, ho sempre cercato di unire. Mi turba essere stato occasione di divisione, mai stato un mio intendimento, ma ho sempre cercato di dire la verità delle cose. Imperia ha perso negli ultimi dieci anni il 14%  della sua ricchezza, il 10% di posti di lavoro. Di fronte a una situazione di tale emergenza, dove anche l’attività turistica, alla base più importante della ricchezza, è in difficoltà, perché il turismo è cresciuto del 2%, molto meno che in altre realtà. Penso alla Puglia, dove è cresciuto del 22% nell’ultimo anno. Non possiamo non accorgerci che non è possibile non avere una città pulita, non è possibile un depuratore che puzza, avere i marciapiedi rotti, avere più buche che a Roma. Credo che di fronte a questa situazione, ognuno debba fare qualcosa per migliorare la nostra città, ecco perché ho accettato di mettere la mia disponibilità. Non sono un illuso, non pensavo che gli imperiesi avessero detto ‘non votiamo neanche, abbiamo Scajola, è stato quattro volte ministro, conosce i problemi’. Conosco il mondo, ma non pensavo che qualcuno vicino a me diventasse contrario a me, credo che nella vita ci vogliano coerenze, ma prima i valori”.

Un accenno, Scajola lo ha fatto anche in riferimento alla vicenda del porto turistico.

Siamo riusciti ad ammazzare il porto turistico. Ho ricevuto delle persone di fuori Imperia. Mi dicono che si vergognano quando incontrano i loro amici che gli chiedono se sono soddisfatti dell’acquisto del proprio posto barca a Imperia. Mi hanno tirato fuori l’atto notarile dell’acquisto del posto barca, ma poi gli è arrivata la lettera che dice che non è più loro. Vi pare possibile? Che credibilità possiamo avere in giro se abbiamo perso la dignità? Dobbiamo rinascere, farci meno male da soli, saper vedere il futuro”.

Andando avanti nel suo intervento, Scajola ha parlato della propria ricetta per il risanamento della città, partendo dalla proposta di creare una rete dei musei e risolvere il problema del limite troppo basso dei decibel per i locali pubblici, oltre ovviamente al futuro del porto turistico.

"Dobbiamo farlo ripartire questo porto. Qui c’è chi dice che ci sono delle responsabilità politiche perché il porto è fermo. Allora, qui c’è qualcuno che guarda solo indietro, qui non c’è nessuno che guarda avanti. Io mi assumo tutta la responsabilità di essere stato il primo fautore della necessità che a imperia ci fosse il più bel porto turistico che si poteva realizzare. Questa responsabilità me la prendo.

Altri si dovrebbero prendere la responsabilità degli esposti che hanno fatto che hanno portato a un’inchiesta fasulla finita con tutti assolti. Questa responsabilità se la devono prendere. Imperia è ferma da nove anni per questo motivo.

Guardiamo al futuro. Io sono un cristiano peccatore, che pensa e crede che tutte le persone vadano perdonate, ma devono prima sapere di avere peccato, pentirsi ed espiare. Dopo di che peccherà di nuovo, ma deve sapre che qui c’è della gente che ha fatto i guai di questa città.

Ora noi non possiamo andare indietro, dobbiamo andare avanti. Dobbiamo risolvere tutti i contenziosi del porto e possiamo risolverli solo cercando di metterli con autorevolezza, tutti insieme, affinché ognuno perderà anche qualcosa, ma il porto si possa liberare dalle 500 pendenti cause che ci sono. Se no il porto di Imperia rimarrà come l’Italcementi.

L’obbligo è quello lì. Qualcuno dice poi che il porto deve essere del Comune, sarei il primo ad essere felice, ma i soldi? C’è gente che parla per prendere in giro le persone, come è successo nelle ultime elezioni politiche. Noi dobbiamo prima pulire il problema del porto dal contenzioso, quando è pulito dobbiamo vedere quanto costa finirlo e quanto può costare l’operazione economica nel complesso, a quel punto potremo valutare se vi sono risorse del Comune, se serve il sistema bancario o cosa potrebbe servire. Altrimenti sono soltanto slogan e demagogie.

Il porto da solo non basta, ci deve essere una valorizzazione dei percorsi turistici. La comunità funzionava meglio cento anni fa e anche prima. Nella città di Imperia e a Moltedo abbiamo patrimoni artistici che nessuno consosce. Quanti di noi conoscono bene il Parasio? Ieri l’ho fatto tutto a piedi con molti di voi e molti di voi non conoscevano molte cose che abbiamo visto. L’abbiamo fatto a piedi perché gli ascensori non funzionavano. Abbiamo pensato di prendere l’ascensore del mercato, ma non funzionava neanche quello. Viene lo sconforto".




 



Alle 18.30 in piazza Fratelli Serra, è il centrodestra a scendere in campo a sostegno del candidato Sindaco Luca Lanteri, oggi supportato sul palco dal presidente della Regione Giovanni Toti, dal Parlamentare e segretario federale della Lega Edoardo Rixi, dall'Assessore Regionale Marco Scajola, dalla segretaria cittadina di Fratelli d'Italia Lorenza Bellini e dal segretario regionale Massimiliano Iacobucci. “La Forza della Squadra” è stato lo slogan che ha caratterizzato tutta la campagna elettorale di Luca Lanteri, che ha visto a proprio sostegno i big del centro destra, tra cui, ricordiamo, il leader della Lega Matteo Salvini e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, oltre a vari esponenti di Forza Italia, tra cui ricordiamo Mariastella Gelmini, Maurizio Gasparri e Lara Comi.

L'on. Rixi è fiducioso sul risultato di domenica e così si è espresso: “Spero di poter festeggiare già domenica la vittoria di Luca Lanteri, perché a me perdere tempo non piace, lavorare altri 15 giorni per una cosa che possiamo ottenere ora mi sembra stupido. Se la gente vuole Imperia così com’è e vota la sinistra, che ha mandato due ex ministri che qui non hanno fatto nulla e vengono oggi in campagna elettorale a sponsorizzare una persona che si appoggia al Pd, partito che ha sfasciato il paese per dieci anni forse non ha capito i problemi di questa città”.

Il presidente Toti prima di introdurre il candidato Lanteri ha detto: “Credo che qui oggi scriviamo qualcosa di più che eleggere Luca Lanteri sindaco di Imperia, noi qua oggi scriviamo un pezzettino di quella lunga pagina politica che è cominciata tre anni fa e che vuole cambiare profondamente la politica. Una politica fatta dove la gestione del potere è fatta insieme per il bene di tutti e non da soli per il bene proprio, dove il ‘noi’ vale più di ‘io’, sempre e comunque”. Credo che Luca abbia dimostrato non solo di avere la testa di costruire un programma, di capire che con la collaborazione di tutti avremmo potuto fare un grande lavoro, ma ha avuto il coraggio di metterci la faccia, di dire ‘io sono pronto a farlo’, e non era facile metterci la faccia in quel momento in questa città. Ma non solo ha avuto il coraggio di metterci la faccia, ma avrebbe avuto anche il coraggio di non metterla, che è quello che mi ha fatto dire che è la persona giusta per tutti noi. Chi si è presentato ha detto: ‘se servo ci sono, se non servo ci sono lo stesso’, l’esatto contrario di cosa ha fatto qualcun altro”.

Dopo gli interventi degli ospiti, parola al candidato sindaco Luca Lanteri:“In quei giorni a Imperia, prima che mi candidassi, regnava la paura. La paura di vederci condannati ad essere amministrati da chi già aveva occupato il posto, forse abusivamente però aveva occupato il posto e pensava di avere negato ad altri la possibilità di creare una proposta seria di centrodestra. Le due soluzioni erano o un tonfo nel passato o una riproposizione di un’amministrazione che aveva completamente fallito”

Dopo un saluto a ciascuna delle cinque liste a suo sostegno, Lanteri ha proseguito: “Metteremo subito in moto tutto, non tralasceremo nessuna pratica. Penseremo immediatamente alla ciclabile e sarà l’opera che rivoluzionerà Imperia e ci metteremo subito tutte le energie. Il nostro programma lo abbiamo spiegato bene in lungo e in largo, è un libretto di 18 pagine, gli altri han fatto un piccolo pieghevole che fa quasi sorridere. Eppure sono riusciti ad attaccarci su tutto e per tutto perché sapevano che comunque l’obiettivo da sconfiggere eravamo noi, che eravamo avanti col consenso e i sondaggi, ma anche con le idee e col programma. Noi siamo pronti, abbiamo le idee chiare e conosciamo la città, daremo tutte le energie. Ci sarà una giunta preparata e capace in modo da poter partire dal primo giorno ad affrontare tutti i temi che sono aperti”.

Avviandosi verso la conclusione, il candidato del centrodestra termina così:“Mi spiace che altri hanno provato in tutti i modi a denigrarci, cercando di metterci in cattiva luce dicendo che eravamo diretti da Genova. Noi vogliamo invece che Imperia sia aperta verso le altre città con le quali dovrà interfacciarsi per creare questo grande progetto turistico. Non una città chiusa, non un principato come qualcuno sta proponendo”.

 

 


 

 

Si conclude al parco urbano la campagna elettorale di Guido Abbo. Qui, insieme a vari componenti delle liste a suo supporto, il candidato sindaco ha per prima cosa piantato un pino marittimo simbolo di: "qualcosa che nasce, che resterà" per poi dedicarsi alle foto di gruppo e infine a un discorso conclusivo, il tutto nel segno dello slogan: "la forza della normalità”.

Queste le sue parole ai nostri microfoni a margine dell’incontro:

"Abbiamo voluto chiudere questa campagna elettorale piantando un pino marittimo qui al parco urbano in un punto dove ce n’era uno che è morto sperando che questo nostro ‘spelacchio’ abbia maggior fortuna. Il simbolo di qualcosa che nasce e che resterà, noi abbiamo lasciato tante cose. Una cosa fondamentale che abbiamo piantato nella storia della città, oggi definitivamente, sono i 18 milioni per la pista ciclabile con la richiesta odierna di erogazione della prima tranche del 20% di 3,6 milioni".

"La campagna elettorale è stata un’esperienza umana fortissima, al di là di quello che sarà l’esito. Noi partiamo da outsider, il centrosinistra in generale non è nel suo momento migliore quindi i miei alleati non hanno la spinta che potrebbero avere in altri momenti. La nostra lista ‘Imperia al centro’ è stata costruita in 15 giorni e mi ha dato un’energia pazzesca, sono 29 ragazzi che un mese fa appena si conoscevano mentre ora sono una squadra fortissima. La nostra campagna elettorale è stata pulita, libera, tranquilla, senza schemi militari. Siamo partiti con lo swing chiudiamo con il nostro amico ‘spelacchio’. La nostra forza è la normalità, questa ci contraddistingue non abbiamo ambizioni di potere. Amiamo la nostra città, speriamo di poter continuare a governarla bene guardando l’orizzonte con obiettivi strategici importanti. Le decisioni che prendiamo oggi avranno effetto tra 10-20 anni, così come purtroppo le decisioni di 10-20 anni fa hanno degli effetti negativi su ciò che viviamo oggi. Il nostro auspicio è quello di riuscire a farlo, se così non fosse avremo comunque piantato un seme importante".

"Non sono quello dei pronostici. I miei avversari dicono già tutti di aver vinto, io non ho numeri non mi interessano. Mi interessa il cuore delle persone, nel cuore di quelli che incontro qualche buona sensazione la sento".

 

Alle 18.30, Lucio Sardi, candidato di “Sinistra in Comune per Imperia” in piazza De Amicis con Giovanni Paglia, membro della segreteria nazionale di Sinistra Italiana.L’ospite dell’ultimo comizio prima del silenzio elettorale è stato il deputato di “Liberi e Uguali”.
Abbiamo costruito una lista che ha l’idea di non essere chiusa e identitaria, ma che sia radicata nei valori della sinistra – ha dichiarato Lucio Sardi – non abbiamo avuto paura di mettere la parola “Sinistra” nel simbolo perché pensiamo che la sinistra in questa città abbia una storia di tutto rispetto. I problemi di questa città sono molti, il dramma che vive questa città è lo “spappolamento” della politica. Il fatto che una persona come Claudio Scajola abbia potuto ricandidarsi, che una persona come Luca Lanteri abbia potuto ricandidarsi venendo a proporre un programma che era la negazione di tutto quello che è stato fatto negli anni precedenti senza assumersi la responsabilità di quanto fatto dal centrodestra, ha segnato il fatto che in questi ultimi 5 anni si è persa un’occasione, quella uscente del Sindaco Capacci che, non a caso, non si è ricandidato. Non abbiamo accettato di mischiare la destra con la sinistra. Non abbiamo potuto rifare l’esperienza di 5 anni fa per scelte di altri, ma abbiamo ricostruito lo stesso schema e penso che se abbiamo avuto un risultato importante nel dibattito politico di questa città sia proprio per questo. Siamo legati alle nostre idee ma guardiamo ai problemi della città facendo proposte concrete e realizzabili”.

 

 

Il MoVimento 5 Stelle chiude la campagna con l’incontro in piazza San Francesco alle 20.30. La candidata Sindaca Maria Nella Ponte, ha incontrato i cittadini in compagnia dei consiglieri regionali Alice Salvatore e Marco Deferrari e della Senatrice Elena Botto.

“E’ stata una campagna elettorale molto intensa, la prima esperienza per me. – ha detto Maria Nella Ponte - Siamo stati sostenuti dal gruppo di Genova, dal MoVimento 5 Stelle e abbiamo avuto un’esperienza fantastica soprattutto per il rapporto con i cittadini che ci sono stati molto vicino e ci hanno sostenuto, sia nel contatto fisico nella città, sia sui social network. Siamo stati molto molto contenti di questo riscontro con i cittadini e con la popolazione”. Sen. Elena Botto “Sono molto contenta di presenziare qui e sostenere la nostra candidata Sindaco. Abbiamo la grande opportunità di avere un Sindaco 5 Stelle in un momento in cui con un governo 5 Stelle si potrà realizzare molto, il programma è improntato sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini, mi sembra ottimo per questa città e mi auguro che i cittadini sceglieranno il MoVimento”. Alice Salvatore “Siamo qui a combattere anche una battaglia molto difficile e dura contro personaggi politici che hanno avuto un ruolo protagonista negli ultimi decenni nella città di Imperia. Noi con Maria Nella Ponte abbiamo trovato una candidata Sindaca forte, credibile e convinta di quello che sta facendo per la cittadinanza, e soprattutto con l’intento di rinnovare il rapporto tra istituzioni e cittadini, e rendere finalmente fruibili, trasparenti, aprire alla comunicazione con la cittadinanza, tutte quelle che sono le decisioni normalmente prese dentro il palazzo, e sino a qui effettivamente scollegate con la realtà circostante”.

Sempre a Oneglia, in piazza Bianchi, Maria Sepe, candidata Sindaca di Potere al Popolo, ha tenuto il comizio di chiusura.

“E’ l’ultimo giorno, l’ultima sera. Siamo esaltati. - ha detto Maria Sepe - Attendiamo i risultati, proviamo a raccogliere i frutti di quello che abbiamo seminato in questi giorni. Siamo l’unica forza autenticamente di sinistra, se di sinistra si può ancora parlare. Noi siamo quello, siamo la sinistra, perché abbiamo il coraggio di scelte radicali. Siamo gli unici a parlare di porto commerciale, siamo gli unici a parlare di sviluppo economico sostenibile, siamo gli unici a parlare di sbocchi occupazionali, gli unici a parlare di cultura, con la ‘C’ maiuscola, quella che attraversa in lungo e in largo questa città, e siamo gli unici ad avere il coraggio di parlare di antifascismo, e farlo con forza, con determinazione, perché noi siamo prima di tutto antifascisti”.

“Ci siamo spesi molto in questa campagna elettorale. – continua – Abbiamo dei membri in questo gruppo che sono estremamente competenti, ci riuniamo nelle assemblee, lavoriamo, elaboriamo tutti i nostri contenuti e quel programma che è un programma sostenibile, un programma concreto che tiene conto, prima di tutto delle persone che soffrono i morsi della crisi, dei giovani che non hanno lavoro, in particolar modo dei giovani indifferenti che non cercano neanche più il lavoro. Noi abbiamo costruito quel programma per tutte queste persone, affinché queste risposte possano finalmente arrivare. Non sappiamo cosa accadrà. La compagine politica imperiese è estremamente fluida, compromessa. L’ultima questione è accaduta solamente stamattina, la dichiarazione pubblica, la richiesta pubblica di un voto disgiunto. Una manovra furbesca, da parte di Abbo, ovviamente, del vice Sindaco uscente, ma io confido profondamente nell’intelligenza degli imperiesi. Capire che non è più tempo di voto disgiunto, è tempo di scegliere per se stessi, per i propri figli, ma soprattutto di scegliere per questa città”.

Alessandro Casano, Alternativa Indipendente, ha incontrato i propri sostenitori alle 18 in piazza Sant’Antonio.

Carlo Carpi, candidato di "Carlo Carpi per Imperia", non ha tenuto invece il comizio perché impegnato al convegno degli imprenditori di Rapallo. 

Sono particolarmente soddisfatto dell’esito della mia campagna elettorale, - ha commentato Carpi a Imperia News - riuscita in ogni punto della sua pianificazione, nella comunicazione a livello locale e regionale dei nostri punti programmatici. Sono soddisfatto della mia capacità di farmi conoscere e di tessere relazioni per un futuro politico con il territorio, e di poter essere determinante anche in funzione di un ballottaggio qualora non dovessi riuscire a raggiungere il quorum. Ho dimostrato di avere capacità organizzative e gestionali alla pari dei partiti non sfigurando nelle mie iniziative di propaganda con affissione di manifesti, distribuzione di volantini e la presenza partecipazione agli eventi a cui sono stato invitato dai sindacati di categoria e dai cittadini”.  

Francesco Li Noce - Andrea Gavi - Lorenzo Bonsignorio - Pietro Zampedroni

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