Il circondario del monte Caggio in passato ha rivelato la presenza di alcuni menhir, altari sacrificali, tombe a tumulo, dolmen, rocce coppellate e incisioni vulvari.
Testimonianze di una antica civiltà riemersa dalle nebbie del passato dopo millenni tra i boschi dell'entroterra. Nuove indagini, condotte di recente nel circondario, hanno portato alla scoperta di un altro menhir lastriforme, uno dei tanti primi calendari dell'umanità che misura cm.155 di altezza, rivolto a mirare i movimenti del sole per rilevare i solstizi e gli equinozi, il ciclo delle stagioni, la loro assicurazione di vita sulla terra.
Il menhir è stato ricavato da un blocco di arenaria quarzifera che rivela le tracce di una lavorazione finalizzata snellire le forma. Sul lato retrostante per indicarne la sacralità, ha rivelato la presenza di un foro emisferico di 4 centimetri e profondo 3. Una coppella realizzata per evitare di non confondere il monolite con un blocco di roccia comune, un particolarismo locale che di norma si trova sul 30/40% dei menhir localizzati sul territorio.
La nuova e scoperta contribuisce ad arricchire il patrimonio archeologico di un nuovo modello di società fiorita nell'estremo Ponente Ligure nel 4° millennio a.C., che si riallaccia alla cultura Megalitica. Una gloriosa civiltà che, per la prima volta nella storia dell'umanità, ha saputo creare monumenti di cultura materiale e religiosa capaci di sfidare i millenni.






