Attualità - 12 aprile 2018, 13:19

Sanremo: incontro con le scuole sul cyberbullismo, Paolo Picchio ricorda la figlia Carolina "Le parole fanno più male delle botte" (VIDEOSERVIZIO)

Una platea di studenti delle scuole superiori ha ascoltato la testimonianza di Paolo Picchio e gli interventi del Questore Cesare Capocasa, della ex senatrice Elena Ferrara e del Direttore Tecnico Capo del Compartimento Polizia Postale, Roberto Surlinelli.

Sanremo: incontro con le scuole sul cyberbullismo, Paolo Picchio ricorda la figlia Carolina "Le parole fanno più male delle botte" (VIDEOSERVIZIO)

“Bisogna fare attenzione perchè può diventare davvero un’arma di distruzione”. Ecco che cos’è il cyberbullismo per Paolo Picchio. Quest’uomo è il padre di Carolina, una 14enne che si è tolta la vita nel 2013 dopo esser stata oggetto di atti di bullismo via web. Una tematica sempre di grande attualità e che rende necessaria una vera e propria educazione nei ragazzi. Anche per questi motivi, la Questura di Imperia e la Polizia Postale hanno organizzato stamani un incontro al Palafiori di Sanremo con i ragazzi delle scuole superiori della città dei fiori, di Bordighera e Ventimiglia.

VIDEOSERVIZIO




Davanti a queste giovani mente un parterre di personalità importanti: Cesare Capocasa, Questore di Imperia; Elisa Ferrara, senatrice prima firmataria della legge 70/2017, il dr. Roberto Surlinelli Direttore Tecnico Capo del Compartimento Polizia Postale di Genova e dr. Paolo Picchio rappresentante della Fondazione Carolina. Sempre più spesso il cyberbullismo è al centro di notizie di cronaca che arrivano da tutta Italia. Un problema concreto che parte proprio nelle scuole. 

Grazie alla legge 71/2017, oggi ci sono delle disposizioni a tutela dei minori e degli strumenti per contrastare il bullismo in rete. Una pratica che coinvolge sempre più giovani attraverso un uso distorto dei social network. Proprio ad Imperia venne attuata per la prima volta la nuova legge promossa dall’allora senatrice Ferrara. Da parte della Questura della provincia di Imperia c’è un’attenzione costante su queste tematiche delicate.

“Il nostro impegno va avanti da tempo con incontri di sensibilizzazione. - rimarca il Questore, dott. Capocasa - Si tratta di iniziative fondamentali per creare nelle giovani generazioni la consapevolezza del web e della conoscenza della rete. La rete è un’opportunità e non un pericolo ma dobbiamo conoscerla ed avere quell’atteggiamento critico che ci consenta di sfruttarla e non rischiare di imbatterci in tutto quello che la rete può nasconderci. Sono incontri per educare i giovani e fargli capire come muoversi in rete senza rischi”.

L’ex senatrice Ferrara ha portato avanti una lunga battaglia per far passare questa legge e dare gli strumenti per prevenire questo fenomeno, definendo degli strumenti che tutelino i soggetti colpiti e colpendo gli autori di queste pratiche con una maggiore responsabilizzazione per riparare al danno. “La legge si muove sul piano della partecipazione attiva degli studenti per promuovere la loro competenza digitale. - spiega Elena Ferrara - Quindi  il fatto di potersi muovere sulla rete con consapevolezza mantenendo anche un controllo etico  su quella che è la loro competenza tecnologica. Le due misure fondamentali  sono: per chi subisce atti di cyberbullismo, poter fare segnalazioni per avere il blocco o la cancellazione del contenuto ritenuto lesivo  della propria dignità. Un diritto importante che dà strumenti di resilienza. Dall’altra parte per chi invece si macchia di  condotte di cyberbullismo, la possibilità di essere in qualche modo ripreso senza entrare subito in un sentiero che lo porta ad un processo penale ma con una procedura di ammonimento, peraltro proprio ad Imperia è stata attuata fin dagli inizi della legge”.

La testimonianza più importante è stata senza ombra di dubbio quella di Paolo Picchio. Questo genitore porta strenuamente avanti la memoria di Carolina. Dalla nascita della fondazione sono stati oltre 300 gli incontri nelle scuole dove questo padre ha raccontato la grande eredità lasciatagli da sua figlia.

“Io porto la storia di mia figlia che è stata la prima vittima acclarata di cyberbullismo. Ha lanciato un messaggio fortissimo a tutti i ragazzi. Ragazzi, parlatevi. Le parole fanno più male delle botte. Bisogna tornare  a rispettarsi, soprattutto sapendo che dall’altra parte dello schermo c’è un essere umano e quindi nessuno deve avere il diritto di svillaneggiarlo, perforarlo, denigrarlo Bisogna far ragionare di più i ragazzi su quest’uso dei social network perchè sono uno strumento  fondamentale di cognizione, di informazione, di svago ma deve essere usato con estrema cautela ed intelligenza”.

Il comunicato della Questura

“Fate valere la vostra forza tranquilla, quella dell’amicizia e della solidarietà, vincerete voi questa sfida”.
Con queste parole il Questore di Imperia, Cesare Capocasa, ha accolto gli oltre 700 ragazzi presenti, stamane, al Palafiori di Sanremo, riuniti in occasione di un dibattito sul cyberbullismo.

Gli alunni, provenienti dai comprensori scolastici di Sanremo, Bordighera e Ventimiglia, sono stati i protagonisti di questo incontro, fortemente voluto dal Questore di Imperia nell’ottica della vicinanza alle fasce cosiddette a rischio, tra le quali, certamente, si annoverano i giovanissimi.

L’incontro organizzato in collaborazione con la Onlus Fondazione Carolina, il cui fondatore, dr. Paolo Picchio, è proprio il papà di Carolina: “Io ho perso mia figlia a causa del cyberbullismo. Vorrei che cose del genere non debbano mai più accadere. Risvegliatevi, tornate alla vita vera, quella fatta di abbracci ai genitori e di sorrisi reali, non di emoticons e barriere virtuali”.
A seguito di un video che vedeva ricostruiti gli ultimi attimi di vita della propria figlia, si è rivolto a una platea commossa e colpita dal male che un gesto, magari fatto con leggerezza, può provocare nelle persone. “Le parole fanno più male delle botte, eccome se fanno male”. Le stesse parole che Carolina ha scritto sui social prima di  togliersi la vita, capaci di arrivare diritto al cuore di tutti i presenti.

Carolina era l’alunna dell’Onorevole Ferrara, all’epoca dei fatti maestra della ragazza.
Prima firmataria del ddl che poi si è trasfuso nella legge 71/17 sul cyberbullismo, la Ferrara era anch’ella presente oggi, in sala, in qualità di illustre relatrice, testimone di un’epoca che è cambiata, molto più social e - per questo - molto più pericolosa.

“Sarete voi la prima generazione di genitori digitali - ha detto l’ex Senatrice - voi per primi potrete istruire i vostri figli sul corretto uso della rete; noi, la generazione dei vostri genitori, è stata colta impreparata, ed è proprio questo lo scopo di questi incontri: rendervi consapevoli che il mondo digitale, ove reale e virtuale si fondono, può essere una risorsa ma anche una minaccia”.

Nel corso dell’incontro i giovani sono stati resi edotti delle conseguenze delle proprie azioni, con riferimento anche agli istituti giuridici che la nuova legge mette a disposizione della Polizia di Stato, fra tutti quello dell’ammonimento.

Ha affermato il Questore: “Ho avuto il privilegio di emettere il primo ammonimento in Italia, un provvedimento finalizzato a prevenire il ricorso all’azione penale e a rendere il minore più consapevole del disvalore del proprio atto. La misura vuol essere un deterrente per incidere, in via preventiva, sui comportamenti dei soggetti di giovane età, bloccando l’escalation di condotte che polarizzandosi in direzione di vittime spesso vulnerabili, possono portare a conseguenze molto gravi”.

Prevenzione e sensibilizzazione sono state le parole chiavi dell’incontro, perché solo attraverso la prevenzione e l’informazione è possibile arginare questo fenomeno.

Gli Istituti scolatici, rappresentati stamane dal Prof. Novaro, referente provinciale per il cyberbullismo nelle scuole, sono stati coinvolti al fine di stilare un protocollo di attuazione, in collaborazione anche con la Prefettura e con le Forze di Polizia, per fronteggiare bulli e cyberbulli fin dai banchi di scuola, luogo ove, per eccellenza,  nascono le prime animosità tra i ragazzi.

Non sono mancanti neanche i profili prettamente tecnici della materia, esposti dal Direttore Tecnico Capo Roberto Surlinelli, del Comportamento di Polizia Postale di Genova.

“La rete memorizza e registra tutto - è stato il monito di Surlinelli - chi agisce su internet pensa di non poter essere rintracciato; la Polizia di Stato è pronta a raccogliere la sfida. I dati da analizzare sono tanti, ma abbiamo specifici software e strumentazioni di ultima generazione”.

Presente in sala anche il Colonnello Mommo, Comandante Provinciale dei Carabinieri appena insediatosi ad Imperia, cha ha voluto sottolineare, con la sua presenza, l’importanza dell’iniziativa.

Il Questore, prima di lasciare i ragazzi, ha voluto rivolgere loro un appello: “Chiamateci sempre, aiutateci ad aiutarvi”

Stefano Michero

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