“Riteniamo che la salute delle persone non possa essere trattata con leggerezza, ma piuttosto con molta attenzione. La tutela del sistema sanitario, costituisce per noi, una delle questioni più rilevanti all’interno di ogni società complessa, un buono stato di salute rappresenta una risorsa importante sotto molti profili ed è funzionale al raggiungimento di obiettivi di prosperità e di progresso”.
Lo evidenziano i segretari regionale e ponentino della Uil Fpl Carlo Mario Benvenuto e Milena Speranza, che proseguono: “Il diritto costituzionale alla salute dovrebbe essere uno degli obiettivi prioritari di chi ha responsabilità collettive: i decisori pubblici e le tecnostrutture amministrative. L’avvio della privatizzazione dei tre Ospedali del Ponente ligure, Albenga, Bordighera e Cairo costituisce una sfida da raccogliere ma con alcuni punti fermi. Al di là della forma di gestione decisa (privata) il servizio erogato, dovrà garantire, ai bisogni dei cittadini, efficacia ed efficienza. Tale innovazione gestionale dovrà fornire certezze nell’erogazione e negli standard dei servizi resi- senza improvvisazioni- anche al fine di evitare le fughe di pazienti verso altre Regioni o addirittura oltreconfine. Risulta indispensabile acquisire dalla Regione Liguria un preciso cronoprogramma sulla prospettata realizzazioni dell’attività di pronto soccorso con i relativi piani finanziari e occorre addivenire ad una preciso accordo sindacale che salvaguardi gli attuali livelli occupazionali ed economici degli operatori degli ospedali del Ponente”.
“Non abbiamo pregiudizi su quanto deciso dalla Giunta Regionale ma piuttosto, ci sentiamo parte attiva di una trasformazione del Sistema Sanitario Regionale che deve andare nella direzione della sostenibilità finanziaria, della difesa e tutela dei posti di lavoro, senza che nessuno possa pensare di abbandonare, totalmente in mano ai privati, parti importanti della nostra Sanità Ligure, senza prevedere strumenti trasparenti che rafforzino il controllo Pubblico. Auspichiamo che la convocazione dei sindacati da parte dell’Assessore alla sanità possa inaugurare una costruttiva fase di rapporti. Sarebbe a tal proposito opportuno, costituire una specifica commissione, formata da tutte le parti interessate, dalla Regione, dai Sindaci, dalle Asl e dalle Organizzazioni Sindacali Confederali e di categoria in grado di monitorare e verificare i passi della riforma”.





