“Denunciamo l'inerzia dimostrata dalle amministrazioni locali nella tutela dell'immagine degli operatori, chiamati ancora comunemente ‘vigili urbani’, che sono tuttora visti dai cittadini come una sorta di ‘ausiliari del traffico’, addetti unicamente al controllo dei parcheggi e privi di qualsiasi autorità”.
Interviene in questo modo il sindacato di categoria Ospol-CSA sulle recenti aggressioni, fisiche e verbali, subite dagli operatori di Polizia Locale della provincia di Imperia. “È una situazione insostenibile - denuncia il segretario aziendale ospol-CSA di Sanremo, Riccardo Faraldi -. Nel corso degli anni è andata sempre più configurandosi una situazione in cui i nostri colleghi sono costretti a rapportarsi con un’utenza sempre più ostile. L’utente medio non è a conoscenza del fatto che agli operatori di Polizia Locale sono ascritte, ai sensi di legge, le medesime qualifiche di Poliziotti e Carabinieri: ciò significa che possono quindi effettuare arresti, perquisizioni, controlli documentali ed ogni altra operazione prevista ai sensi del codice della strada, del codice penale e di qualunque altra legge dello Stato”.
Secondo il sindacato è necessario che le Amministrazioni ed i Comandi di Polizia Locale intraprendano un’azione di informazione che comporti l'istituzione di uffici stampa e organi di controllo,con particolare riferimento al mondo dei social network, dove spesso vengono attuate vere e proprie campagne diffamatorie nei confronti degli operatori: “Questo – prosegue il sindacato Ospol-Csa – anche al fine di valorizzare l'immagine e il lavoro di questi ultimi al servizio della cittadinanza. Nelle ultime settimane abbiamo appreso, basiti, dell'aggressione di un collega, intento a svolgere servizio di rimozione di veicoli in occasione della gara ciclistica Milano-Sanremo, da parte di un soggetto che non riconosceva l'autorità di questi. Sempre a Sanremo un altro operatore è stato umiliato e affrontato spavaldamente da un operatore addetto alla raccolta dei rifiuti che si è rifiutato di declinare le proprie generalità per un semplice controllo stradale”.
“È sempre più difficile lavorare in queste condizioni – termina il sindacato – e, mentre da una parte lo Stato, le prefetture e le stesse amministrazioni esigono il contributo delle polizie locali per la sicurezza pubblica, dall'altra ci si trova costretti a ‘barcamenarsi’ tra l'insipienza di molti utenti e l'inerzia Delle amministrazioni che dovrebbero tutelare in ogni circostanza l'immagine della polizia locale: al contrario, finiamo spesso per essere invisi agli stessi politici a causa del nostro lavoro!”














