Al Direttore - 29 marzo 2018, 13:25

Il Santuario della Madonna del Laghetto (Laghet) e dintorni in un ricordo del 1838

Pierluigi Casalino racconta un pezzo di storia della vicina Francia

Il Santuario della Madonna del Laghetto (Laghet) e dintorni in un ricordo del 1838

"Nel già più volte citato libro 'L'Italia descritta e dipinta con le sue isole' del 1838, viene ricordato il Santuario della Madonna del Laghetto con tutta la sua carica di spiritualità e il suo forte richiamo devozionale fin dal XIV secolo non solo presso le genti liguri. Un richiamo che resta intatto a tutt'oggi.  

'Il Santuario della Madonna del Laghetto, si legge, infatti, in quella descrizione del 1838, giace in grembo ad una valle romita. Esso è celebre in tutta la Provenza e, al tempo della sua festa, per tre giorni, i Francesi varcano il Varo senza bisogno di carte o di passo, e si rendono in folla, misti coi Liguri, a venerare il miracoloso delubro... Spiccandosi da questa colonna la strada maestra diviene al villaggio della Turbia. All'ingresso della Turbia zampilla una fontana, modernamente restaurata, i Romani qui ne condussero le acque. Per metà Romano è questo villaggio, cioè fabbricato coi materiali tolti al monumento di Augusto'. Una lapide testimonia che al Laghet sostò in preghiera Carlo Alberto, reduce dalla disfatta di Novara, nel 1849 e prima di lui, nel 1831, si raccolsero in questo luogo i fedeli nizzardi per pregare per la salute dell'amato re Carlo Felice e poi in suffragio della sua anima alla notizia della sua morte. Durante la Settimana Santa, inoltre, il Santuario vedeva toccanti commemorazioni della Passione del Signore e momenti di meditazione a cui partecipavano pellegrini liguri e francesi.

E tra il Varo e la Turbie si collocava invero (e inequivocabilmente si colloca ai giorni nostri, di là dei confini politici in atto) il territorio dell'antico e storico confine occidentale d'Italia (e della stessa Liguria romana e poi napoleonica, avendo il grande Corso incorporato la contea di Nizza, nel 1797, alla repubblica ligure, dopo averla sottratta ai Savoia, e successivamente inserita nell'impero francese), non solo ricordato dagli storici greci e latini e segnato da Augusto. Una linea di frontiera che venne stabilita persino dall'autorità indiscussa di Dante (come ho ricordato non di rado anche su Sanremonews) e che i geografi d'oggi giorno riconoscono come un assunto dimostrato e scientificamente certo.  

Pierluigi 
Casalino". 

Redazione

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