Il Cameraman e tecnico sanremese, Roberto Pecchinino, ha vinto la causa intentata 17 anni fa contro la Rai, azienda per la quale ha lavorato per molti anni.
La causa civile, iniziata nel 2001, è la battaglia legale protratta da Roberto Pecchinino, regista e collaboratore dell’ente di Stato dal 1986. Nel 1999, infatti, venne chiesto dall’amministrazione della città dei fiori, Pecchinino ha realizzato una redazione ufficiale Rai a Sanremo (prima in via Pietro Agosti e poi in piazza Colombo), per il rinnovo della convenzione del Festival. Sanremo è stata, infatti, la prima città italiana non capoluogo di Provincia ad avere una sua sede esterna gestita da privati.
Gli ingenti investimenti sostenuti da Pecchinino non sono mai stati rimborsati e, nonostante le prove prodotte durante la causa civile, sia la sentenza di 1° grado che quella di 2° grado lo hanno visto soccombere, con la condanna a rifondere alla Rai Radiotelevisione Italiana la somma di 10.000 euro per le spese legali.
Roberto Pecchinino, però, non ha mai smesso di rivendicare è la tutela del diritto d’autore per aver realizzato circa 8.500 servizi giornalistici come autore delle riprese e del montaggio, senza vedersi riconosciuta la firma sugli stessi che, semplicemente, sono stati trasmessi in modo ‘anonimo’.
Nel 2015 Pecchinino ha presentato un ricorso in Cassazione, che si è pronunciata favorevolmente. La Corte ha stabilito che ‘la lesione del diritto d’autore, pur nella componente di diritto della personalità riferito alla paternità ed integrità dell’opera e non all’utilizzazione della stessa, può dar luogo al risarcimento del danno patrimoniale, qualora dalla sua lesione sia derivato un pregiudizio economico al soggetto che ne è titolare, ed in tal caso la risarcibilità del danno è illimitata’.
Con la vittoria in Cassazione, il sanremese Roberto Pecchinino, traccia la strada a migliaia di cineoperatori e montatori, che raramente vedono riconosciuta la loro realizzazione con la firma sui servizi effettuati.





