Politica - 03 febbraio 2018, 10:30

Casapound a Imperia, intervista al responsabile provinciale Matteo Diana. "Ci ispiriamo ai valori del fascismo. La gente? E' con noi"

"Su Imperia ci stiamo radicando, lo scorso anno abbiamo fatto sessanta tessere e quest’anno puntiamo al doppio. Casapound è in piena ascesa e può solo crescere"

Casapound a Imperia, intervista al responsabile provinciale Matteo Diana. "Ci ispiriamo ai valori del fascismo. La gente? E' con noi"

Siamo persone che hanno a cuore l’Italia, che non si arrendono. Non siamo fatalisti, ma lottiamo per la nostra nazione, puntando sui giovani, senza far mistero di ispirarci ai valori del fascismo, un movimento interclassista per eccellenza”. È così che risponde, nella maniera più naturale, al nostro giornale, il giovane Matteo Diana, responsabile provinciale di Casapound che ieri sera abbiamo incontrato in occasione dell’inaugurazione della sede e dell’arrivo di Simone Di Stefano.

Musica sullo sfondo, alle pareti manifesti, striscioni, un Fascio littorio, una bandiera della Repubblica Sociale Italiana, una dello stato libero di Fiume e persino una sciarpa degli ultras dell’Imperia Calcio, nella piccola sede al Parasio, dove i militanti dicono di essere stati bene accetti dal vicinato. Eppure a Imperia l’arrivo di Casapound a qualcuno, secondo loro a pochi, secondo altri a molti, non piace. La dimostrazione si è vista nei giorni scorsi, quando l’hotel Corallo è stato costretto dal mail bombing ad annullare il comizio di Di Stefano che si è poi tenuto a fianco della sede.

L’abbiamo presa male. – non nega Matteo – Noi siamo stati chiari sin dall’inizio con la direzione dell’hotel, abbiamo la ricevuta in cui era specificata la natura dell’incontro. Ci sembra si siano nascosti dietro a un dito, ma abbiamo chiesto e ottenuto il pagamento di una penale”.

Avete pensato che la città non vi volesse?

Ma no, è stata una polemica montata ad arte da alcuni media. La città ci vuole, la risposta è sempre stata positiva, non abbiamo nessun tipo di problema, e comunque non mi va di parlare troppo di persone che contano poco e presto non conteranno nulla”.

Le parole di Matteo non lasciano spazio a equivoci. Casapound è una realtà e lo dimostrano le 150 persone presenti ieri sera che voteranno un movimento che conta di sfondare la quota del 3% e entrare in Parlamento. Non importa da dove arriveranno i parlamentari.

Dobbiamo mandare dieci combattenti in Parlamento. – continua Matteo – Siamo ottimisti, veniamo da ottimi risultati come a Ostia, a Lucca e a Bolzano. Su Imperia ci stiamo radicando, lo scorso anno abbiamo fatto sessanta tessere e quest’anno puntiamo al doppio. Casapound è in piena ascesa e può solo crescere”.

A Imperia presenterete una lista per le comunali?

Questo non chiedetemelo, perché non lo so proprio

Se invece chiedete a Matteo Diana cosa intende portare avanti Casapound, la risposta è semplice: “Dal punto di vista nazionale la priorità è la sovranità che significa controllo delle frontiere. Diversamente non si è una nazione. oggi non l'abbiamo perché ci è stata tolta passo dopo passo, governo tecnico dietro governo tecnico. Noi vogliamo riprenderci lo Stato costruito dai nostri nonni”.

Francesco Li Noce

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