Politica - 20 dicembre 2017, 23:35

Sanremo: il Consiglio Comunale approva la nuova convenzione con la Sinfonica e la proroga del conferimento del ramo idrico di Amaie in Rivieracqua

Discussa anche la mozione del M5S per un albergo diffuso nella ‘Pigna’

Sanremo: il Consiglio Comunale approva la nuova convenzione con la Sinfonica e la proroga del conferimento del ramo idrico di Amaie in Rivieracqua

La discussione si è aperta con il punto relativo alla convenzione con l’Orchestra Sinfonica. La proposta in votazione riguarda quindi il nuovo piano economico per i contributi che il Comune erogherà alla Fondazione. Il documento fa riferimento al futuro e alla sostenibilità dell’Orchestra Sinfonica con un’elevazione del contributo da 800 mila euro a un milione di euro. Si parla anche di una proposta transattiva per un vecchio credito con accettazione da parte della Sinfonica di una transazione di 550 mila euro. Il nuovo piano operativo, in accordo tra Comune e Fondazione, avrà la durata fissata al 2021. All’interno della delibera anche tutta una serie di norme che consentiranno al Comune di monitorare costantemente l’attività della Fondazione e soprattutto i conti dell’Ente con la possibilità di sospendere i contributi qualora non venissero rispettati gli accordi.

Grazie ai consiglieri comunali per essere qui in convocazione urgente su due argomenti importanti come la Sinfonica e Rivieracqua – ha dichiarato nel proprio intervento il Sindaco Alberto Biancheril’urgenza è dettata dal fatto che noi ci siamo presi un impegno ad aprile del 2017 con l’intento di dare un po’ di tranquillità alla Fondazione in un momento non facile per il Comune e per le partecipate. È stato fatto un grande lavoro per dare più certezza alla Fondazione e c’è da parte di tutti la volontà di mantenerla. Sono stati fatti dei passaggi che hanno coinvolto anche la commissione dell’Orchestra, abbiamo voluto anche mettere dei ‘paletti’ per avere un maggiore controllo dell’attività. È vero che aumentiamo il contributo, ma ci vuole anche un maggiore controllo. Sono state anche inserite delle modifiche per l’accreditamento della Fondazione come Ente di formazione. Tutti noi abbiamo a cuore il patrimonio della Sinfonica, ma allo stesso tempo sappiamo che questa è una possibilità che diamo per lavorare e mettersi alla pari nei prossimi 4 anni. Ci sarà anche un sacrificio da parte dei lavoratori, tutti faranno la propria parte. Questo era l’equilibrio che avevo chiesto, sono soddisfatto del percorso che è stato fatto ma dobbiamo seguire molto bene l’attività della Fondazione nei prossimi mesi. Diamo un contributo ma chiediamo anche un controllo”.

Parola al consigliere Paola Arrigoni (M5S): “La gestione della Fondazione è fondamentale, i dipendenti non hanno nessuna colpa su questa situazione. Noi siamo favorevoli da sempre non solo a salvare la Sinfonica ma anche a rilanciarla. Sarebbe stato meglio trattare questo ordine del giorno dopo aver incontrato i sindacati. Noi continuiamo ad avere delle perplessità. La dottoressa Barillà aveva specificato che il Comune non può dare contributi ma solo fondi a fronte di servizi. Sanno tutti che la Fondazione è in passivo, ma non si è scelto di chiedere lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione. Anche nel nuovo documento si legge che la Fondazione ha l’obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio e speriamo che i soci fondatori si avvalgano di questa facoltà”. “Non è possibile che siano sempre i musicisti a pagare con le riduzioni dello stipendio – ha concluso Paola Arrigoni – per una carenza di fondi dovuta al mancato rilancio della Sinfonica”. Nel proprio secondo intervento il MoVImento 5 Stelle ha annunciato il proprio voto favorevole “perché il bene dell’acqua pubblica è primario”.

Ho sempre considerato poco la Sinfonica come un’istituzione storica o come un bene culturale, ma ho considerato i 38 lavoratori e le loro famiglie – ha detto Francesco Prevosto (ex Sanremo Insieme Ecologia e Libertà) – in politica si guarda sempre al bene generale, bisogna stare attenti ad avere sempre presente il fatto che siamo in presenza di lavoratori e di persone. Oggi inizia una nuova epoca. In città ho trovato più solidarietà per la Sinfonica che per i lavoratori. Difendo la realtà della Sinfonica anche se non ne sono un frequentatore, ma difendo i lavoratori. Credo che compiremmo un grosso errore se lanciassimo alla Fondazione e ai lavoratori un messaggio sbagliato, se loro interpretassero quello che stiamo facendo adesso, che è un grosso sacrificio, è un continuare la storia, che prima o poi le risorse si trovano. Se lanciamo questo messaggio tra 4 anni saremo di nuovo daccapo. Il problema che ha di fronte la Fondazione, e lo dico anche ai lavoratori, è che se loro pensano che le difficoltà siano dovute a una cattiva gestione sbagliano. La Fondazione è andata in crisi per il taglio che è stato fatto nel 2006 senza un piano di rientro, non hanno risolto il contenzioso. Oggi il Comune fa la sua parte, e i lavoratori la loro parte l’hanno fatta tagliandosi gli stipendi ma hanno anche firmato un documento nel quale ci chiedono di controllare la gestione e noi lo dobbiamo fare. Da adesso la parte dev’essere fatta da chi governa la Fondazione, da chi la dirige”.

Ha poi preso la parola il Consigliere Robert Von Hackwitz (Sanremo Attiva): “Il primo ringraziamento va ai lavoratori che hanno rinunciato a parte dello stipendio, poi voglio ringraziare il Sindaco per l’impegno che ha messo in questa pratica. Concordo con Prevosto che i vertici della Fondazione non debbano essere suscettibili e chiedere aiuto. Credo che questo sia uno degli aiuti che la Fondazione può avere per risollevare le proprie sorti. Dalla relazione è evidente come la situazione di difficoltà della Fondazione sia sistemica da una decina di anni, credo che ci sia una cattiva gestione. E lo dimostra che la riduzione dei contributi non ha visto una conseguente riduzione dei costi. Ben venga che ci sia un riferimento esplicito per l’affidamento di incarichi, perché gli affidamenti diretti rischiano sempre di avere qualche incrinatura che può dare a qualche malpensante come me di chiedere se tutto è in regola come la presenza tra gli artisti rappresentati della Sinfonica di Massimo Cotto, poi presidente della commissione giudicatrice di Area Sanremo. Rinnovo il mio invito a non essere suscettibili né alle acritiche e né avere la presunzione di saper risolvere tutto. Ora la festa è finita, è l’ultima volta che il Comune interviene, bisogna cambiare passo”.

Concordo con Prevosto sul fatto che il momento in cui abbiamo scollinato è stato il Consiglio di aprile quando nell’aria non c’era questo consenso così forte nel voler salvare l’Orchestra Sinfonica – ha dichiarato Franco Solerio (Forza Italia – ricordo attacchi molto forti gli organi che gestiscono la Sinfonica. In quella riunione Forza Italia disse che avrebbe sostenuto qualsiasi delibera finalizzata al salvataggio della Sinfonica. Quello che abbiamo detto allora lo ripetiamo stasera, noi siamo favorevoli a questa delibera”.

La discussione prosegue poi con Valerio Nurra (PD): “Sono molto contento perché tutti la pensiamo allo stesso modo e siamo tutti contenti che la Sinfonica sia stata salvata. È vero, dopo il 12 aprile c’è stato un grosso passo avanti, un cambiamento di vedute e oggi infatti possiamo parlare di un inizio. Eravamo tutti preoccupati del riuscire a tappare il ‘buco’ della Sinfonica. I lavoratori della Sinfonica sono come i lavoratori di altre aziende che, in un momento di difficoltà, devono tagliarsi lo stipendio. Non penso che siano denigrati, a loro va un plauso. Grazie a questo piano quadriennale si è potuto fare un ragionamento sul futuro dell’Orchestra Sinfonica”.

Nella sua opera di questi ultimi mesi il Sindaco ha lavorato in modo diligente, con perseveranza per raccogliere l’invito di quel Consiglio e lo ha trasformato in un atto amministrativo concreto con il finanziamento – ha aggiunto Adriano Battistotti (Sanremo al Centro) – la transazione ha un vantaggio per il Comune, da oggi i costi per le spese legali cessano completamente e già questo è un vantaggio che otteniamo per il Comune e per la Fondazione. È stato proposta una modifica in modo che l’oggetto delle finalità della Sinfonica fosse allargato alla formazione e per attingere a finanziamenti europei, mi chiedo: se le criticità sono iniziate nel 2006 quando sono mancati i fondi del Comune, se è vero che negli ultimi anni si creava un disavanzo di centinaia di migliaia di euro, se tutto questo accade da una decina d’anni mi chiedo perché non è stato preso prima un cambio di rotta? Perché non c’è stata un apertura della Sinfonica verso un mercato diverso, di cambiare la propria mission? Perché c’è stata una chiusura della Sinfonica quando è stata proposta una Orchestra giovanile internazionale?”.

Parola a Federico Carion (Sanremo al Centro): “Credo che con un atteggiamento positivo e collaborativo da parte di tutti gli attori la Sinfonica ritorni al ruolo che merita, uno dei volani per la promozione della città verso quei mercati che sono affamati della nostra cultura musicale italiana. Mi riservo nuove considerazioni dopo la riunione della commissione di febbraio”.

Mario Robaldo (PD) ha aggiunto: “Esprimo soddisfazione per l’approvazione della pratica di questa sera anche se ci rendiamo conto dei sacrifici e della difficoltà del momento. Sarà un risultato che andrà ad aiutare la Sinfonica, indica quello che dico da mesi, che se si riescono a mettere le insieme le forze le idee possono svilupparsi e portare dei risultati per la città”.

Al termine di una lunga discussione la pratica è stata votata all’unanimità da tutto il Consiglio Comunale con l’applauso del pubblico presente. In sala, per assistere alla seduta, alcuni rappresentati delle associazioni culturali della zona e dell’Orchestra Sinfonica.

Il Consiglio è stato poi chiamato a discutere la pratica per la proroga e la conferma del conferimento del ramo idrico di Amaie in Rivieracqua. Il tutto in un periodo molto delicato per la società consortile tra la richiesta di fallimento da parte di Amat (udienza rinviata al prossimo 19 gennaio) e l’inchiesta della Guardia di Finanza.

Dopo l’illustrazione della pratica da parte dell’Assessore Paola Cagnacci è intervenuto il Consigliere Simone Baggioli (Forza Italia): “Qualche mese fa parlammo di Rivieracqua e uscirono dichiarazioni entusiastiche da parte di componenti della maggioranza. C’erano progetti come il rifacimento delle linee fognarie ma le banche che dovevano finanziare gli interventi si sono ritirate e la cosa mi aveva stupito. Noi votammo contrariamente evidenziando il fatto che se abbandonano le banche ci preoccupammo anche noi. Oggi la musica è differente, vediamo una Rivieracqua con pesanti accuse da parte della Procura che hanno portato alle dimissioni dei vertici. E c’è anche una richiesta di fallimento da parte di Amat che oggi si è discussa in tribunale”.

Parola poi a Paola Arrigoni (M5S): “Rivieracqua è un Ente pubblico che gestisce un bene pubblico e che doveva gestirla nel modo più trasparente possibile, ma così non è stato. E ci sono responsabilità anche da parte del Pd. Noi avevamo osteggiato quella nomina (Massimo Donzella, ndr) che non doveva essere politica. Noi a luglio avevamo presentato un’interrogazione per rivolgere pressanti richieste all’Amministrazione per esercitare controllo su Rivieracqua. Sul sito di Rivieracqua era già palese la situazione delle consulenze e noi vi avevamo invitato ad andare a visitarlo. Solo di consulenze in tre anni sono stati spesi 1.172.966 euro, una media di 38 mila euro al mese: 101 consulenze e nessuno ha posto un freno? A settembre avevamo chiesto al Sindaco di azzerare il Cda di Rivieracqua, poi c’è stata un’inchiesta della Procura con tutto il Cda indagato. Vi chiedo di andare sul sito di Rivieracqua e leggete i nomi e le motivazioni delle consulenze. Oltre alla questione delle consulenze c’è anche il problema delle condizioni in cui versa e pare che non sia stato compreso l’impatto della somma per l’acquisto delle reti Amat”.

Ancora per Forza Italia è intervenuto Franco Solerio: “Ero Assessore quando si prese la decisione di nominare una società unica per garantire la gestione pubblica del servizio idrico integrato. Feci presente che era una scelta innovativa, ancor prima del referendum, ma la vera sfida era quella di non fare il solito carrozzone pubblico. Purtroppo così non è stato e questa sera è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. C’è una responsabilità politica perché Rivieracqua è stata amministrata da Amministrazioni Comunali di sinistra che hanno portato all’istanza di fallimento. Perché i Comuni devono intervenire? Ci sono anche molti altri quesiti a cui questa delibera non risponde, penso che la maggioranza avrebbe dovuto dare un segnale molto pi forte dicendo che stasera non si sarebbe conferito il servizio idrico gestito da Amaie. Rivieracqua è un malato terminale, ci saranno indagini, forse sarebbe stato meglio chiudere questa esperienza e iniziarne una nuova ma con dei patti chiari con i Comuni”.

Il primo intervento della maggioranza è stato di Mario Robaldo (PD): “Bisogna vedere quando Rivieracqua è nata, Baggioli era in Consiglio Comunale quando tutto è iniziato. Questa sera noi non facciamo il conferimento di Amaie in Rivieracqua, diamo una proroga a una delibera che era già stata votata. A differenza della volta scorsa qui ci sono dei paletti ben precisi, bisogna salvaguardare i conti e il bilancio del Comune di Sanremo. Torno al 2011, quando ci fu il referendum per l’acqua pubblica e nacque Rivieracqua. Fu una bella cosa unitaria. Non sono contrario ai privati, ma siccome l’acqua è un bene primario no bisogna speculare. Questa sera ribadiamo la fiducia a Rivieracqua e diamo un impulso. Confido che si vada avanti e che questa soluzione sia portata avanti, è ovvio che se ci dovrà essere un guadagno da parte di un privato le conseguenze sarebbero scontate. Chi ha fatto la battaglia sull’acqua pubblica dovrebbe ricordarsela. I lavori si faranno quando ci saranno i fondi, quando si risanerà l’azienda con le bollettazioni. La pratica di questa sera secondo me è doverosa, stasera non conferiamo niente”.

È poi intervenuto Robert Von Hacwitz (Sanremo Insieme): “La cosa positiva è che questa Amministrazione si è impegnata fortemente per la difesa del risultato referendario per l’acqua pubblica e per il conferimento della gestione dell’acqua pubblica a Rivieracqua. Come movimenti per l’acqua abbiamo sbagliato perché non ci siamo fatti sentire come dopo il referendum. Con i movimenti per l’acqua abbiamo sempre avuto anche la serietà di dimostrare che studiavamo le cose. Questa sera sono in disaccordo con i miei colleghi della minoranza, credo che quando si parla ai cittadini si debbano essere chiari. Quando Solerio dice che ci dovrebbe essere la copertura dei costi basta leggere la normativa che la prevede solo quando c’è la tariffa d’ambito che c’è solo con il gestore unitario. Non si può ripartire perché la legge prevede certe condizioni per l’affidamento in house. Non c’è un piano B, se salta Rivieracqua arriva il privato e salta tutto: Amaie, Amat, Aiga. E i debiti non spariscono ma invece di esserci i Sindaci che si impegnano, il privato che arriva manda un decreto ingiuntivo ai Comuni. Ricordo anche che l’unica società che ha la concessione per la gestione del servizio idrico è Rivieracqua”.

Nella discussione è intervenuto anche il Sindaco Alberto Biancheri: “Qui parliamo di Sanremo, della nostra città. Noi siamo un’unica cosa, un Consiglio Comunale che deve tutelare la propria città e le proprie partecipate. Non è questo il buon esempio. Questa è la strada che dobbiamo portare avanti perché non ci sono soluzioni B. Se domani ripartiamo da zero Amaie non gestisce più il servizio idrico. Questo non è un problema politico, bisogna trovare una soluzione perché non ce ne sono altre. Ho solo visto soluzioni che andavano a peggiorare la situazione. Il Cda deve fare un grande lavoro di mediazione. Questa sera noi votiamo il conferimento del ramo idrico di Amaie in Rivieracqua, ma a determinate condizioni, non possiamo correre il rischio di ritrovarci soci di una società che rischia di avere delle perdite delle quali non possiamo assumerci la responsabilità. Non possiamo fermarci in questo percorso, se Amaie blocca il conferimento vuol dire far fallire il progetto Rivieracqua. Questa è un pratica importantissima per il Comune e per la Provincia. Si potevano fare scelte migliori negli anni passati. Su questa delibera sarà nostra cura fare subito un passaggio alla Corte dei Conti. Volevamo aspettare l’istanza di fallimento, ma siamo al 20 gennaio e ormai avevamo dato un termine, ci sembrava giusto riferire in Consiglio. Vi chiedo di affrontare questa pratica con maggiore sensibilità perché è una pratica complessa e per prima cosa noi dobbiamo salvaguardare Amaie”.

Tra i banchi del PD intervento del Consigliere Alessandro Lanteri: “Sono orgogliosamente tesserato di un partito ma penso che su una pratica come Rivieracqua sia inutile discutere di cosa ha fatto la destra o la sinistra. Noi non possiamo far altro che scegliere all’interno di regole che non possiamo cambiare. Ora c’è anche il problema del tempo. Credo che ora sia opportuno tutti insieme sostenere l’acqua pubblica”.

In occasioni come queste sono i principi che guidano il nostro ragionamento – ha aggiunto Adriano Battistotti (Sanremo al Centro) – il servizio idrico integrato vale 50 milioni di euro all’anno, tutti capiranno che questo volume d’affari legato a una concessione di 30 anni fa un miliardo e mezzo di euro e fa gola ai privati. La delibera di questa sera è ineludibile ed è molto chiara, conferma tutto quello che può confermare. Una delibera tecnicamente perfetta, che dovrebbe renderci orgogliosi e dobbiamo compiacerci che la sua portata sia stata capita anche da molti Consiglieri di opposizione”.

La delibera è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza, del MoVimento 5 Stelle e di Sanremo Attiva. Voto negativo da parte del gruppo di Forza Italia.

Il Consiglio Comunale di questa sera si è chiuso con la discussione della mozione presentata dal MoVimento 5 Stelle per la creazione di un albergo diffuso nella 'Pigna'.

Pietro Zampedroni

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