Politica - 16 dicembre 2017, 14:16

San Bartolomeo al Mare: sulla gestione tariffe del campo di calcio è ancora “querelle”, la minoranza ri-replica con una nota al nostro giornale

Nella parte iniziale della nota la minoranza denuncia: “La totale assenza dell’Amministrazione, che si comporta come Ponzio Pilato, non prendendo alcuna equa decisione per risolvere un’antipatica situazione che si trascina da oltre un anno".

San Bartolomeo al Mare: sulla gestione tariffe del campo di calcio è ancora “querelle”, la minoranza ri-replica con una nota al nostro giornale

Nella querelle relativa all’utilizzo del campo sportivo di San Bartolomeo al Mare, scoppiata nuovamente in questi ultimi giorni tra le associazioni calcistiche (dilettantistiche) Dianese&Golfo e San Bartolomeo, l’aspetto che è emerso, secondo la minoranza, capitanata da Paola Franceschini: “Risulta assolutamente vergognoso!” E' quanto riportato in una lunga e alquanto dettagliata nota della minoranza pervenuta al nostro giornale, che vogliamo proporre nella sua interezza, riguardo alla questione della gestione tariffe del campo sportivo.

Nella parte iniziale della nota la minoranza denuncia: “La totale assenza dell’Amministrazione, che si comporta come Ponzio Pilato, non prendendo alcuna equa decisione per risolvere un’antipatica situazione che si trascina da oltre un anno. La cosa è a dir poco oltraggiosa! L’esistenza della convenzione, la previsione di un utilizzo ‘non esclusivo’, la corresponsione di un contributo comunale per la gestione della struttura e di uno ulteriore per la promozione dello sport giovanile, il rimborso delle spese relative all’acquedotto sino a un tetto massimo di consumi sono ormai a conoscenza di tutti e non necessitano di ulteriori approfondimenti. Così come non necessitano di riflessioni le considerazioni circa la sede delle associazioni o la residenza dei bambini. Il dianese è, di fatto, una realtà unica nella quale – grazie alle situazioni che favoriscono l’aggregazione, prima tra tutte la scuola – i bambini e/o i ragazzi possono trovarsi a frequentare indifferentemente e casualmente l’una o l’altra realtà sportiva”.

La nota prosegue con una risposta alla replica del sindaco Urso, in cui diceva: “Non abbiamo abdicato al nostro ruolo. Nel giro di un anno e poco più abbiamo convocato una trentina di riunioni per mettere tutti d’accordo. Il rimborso spese fissato per l’utilizzo del campo, pari a 200 euro a partita, l’abbiamo stabilito a ragion veduta, in base alla tariffe che applica la Federazione”.

La minoranza ha replicato nuovamente dichiarando che: “Un’Amministrazione che non perde occasione per sottolineare la ‘valenza educativa e formativa dello sport’, non si rende conto della contraddizione che origina abdicando al proprio ruolo di “attore principale” nella gestione della struttura sportiva e riconoscendo, di fatto, al gestore una posizione monopolista attraverso la previsione di un rimborso spese (non lo vogliamo considerare un affitto) assolutamente spropositato? L’utilizzo del termine ‘spropositato’ non è casuale perché, se qualcuno ne ha voglia, può rendersene conto direttamente attraverso una ricerca delle tariffe applicate per l’utilizzo dei campi sportivi a livello giovanile, anche per strutture qualitativamente migliori (normalmente differenziate tra partite con pubblico pagante o non pagante e allenamenti)”.

“Nessuno mette in discussione l’importanza – riprende la minoranza - quanto a numero di tesserati e squadre – delle ex Dianese e Golfodianese, ora fuse nella Dianese&Golfo, ma non potrebbe essere diversamente dato che operano da molti anni sul territorio del comprensorio; da questo, tuttavia, non può automaticamente discendere che nuove realtà sportive che si formano – qualunque ne sia il motivo - si trovino in una situazione di subordinazione tale da impedirne una corretta crescita. A parità di quota associativa (ipotizziamo) come può risultare attraente un’associazione che non ha strutture e non può garantire un regolare e certo svolgimento degli allenamenti e delle partite e che – senza ricevere contributi – deve “rimborsare a forfait” chi gestisce la struttura sportiva utilizzata? Se si è onesti, si deve riconoscere che – a queste condizioni – la fine delle neonate associazioni calcistiche è già segnata”.

“Sia chiaro (e lo ribadiamo) – prosegue la minoranza nella nota - che il concetto del rimborso spese è, in linea di principio, assolutamente condivisibile ma dev’essere commisurato all’onere che rimane effettivamente a carico del gestore e qui sorgono le perplessità. Se spostiamo il punto di vista, calandoci nella realtà della convenzione – alla luce del sintetico bilancio settore giovanile che il gestore ha consegnato al Comune – rileviamo che le spese connesse a oneri/adempimenti previsti dalla convenzione sono (azzarderemmo un ampiamente) coperti dal contributo annualmente erogato dal Comune stesso; che, se si esclude – forse e parzialmente – la voce ‘allenatori settore giovanile’ non c’è traccia di spese/uscite legate ad iniziative tendenti alla “promozione dello sport giovanile” per la quale, come ormai tutti sanno, il gestore riceve un ulteriore (specifico) contributo. Ma soprattutto – e a nostro avviso, gravemente irregolare – non c’è traccia di spese o entrate legate alla “Coppa Primavera”, citata nella polemica sui social ma soprattutto frequentemente richiamata dall’Amministrazione come “eccellenza sportiva del nostro Comune”.

“Di questo torneo – continua la nota - che nel 2017 ha visto la partecipazione di 195 squadre (fate voi il conto delle presenze) ed è stato giustamente definito “coppa dei record” – non si trova traccia nel bilancio dell’associazione gestore. Non c’è traccia delle spese sicuramente sostenute per la preparazione dei numerosi pasti serviti agli atleti all’Area Manifestazioni né c’è traccia delle spese (e, ben più, grave delle entrate) derivanti dallo “street food” proposto dall’associazione ai non atleti. Con un bilancio così predisposto e presentato all’Amministrazione, individuare un onere rimasto effettivamente a carico del gestore rimane veramente difficile…. Ma la questione “rimborso spese” può essere affrontata e valutata, più semplicemente, anche con il cosiddetto “conto della serva”. Un rimborso spese, per essere tale, deve semplicemente coprire – in maniera anche approssimata ma senza lucro – l’onere sostenuto e viene solitamente determinato in base all’esperienza. Se, con riferimento alla struttura sportiva comunale, ipotizziamo un rimborso medio di € 150 per ogni utilizzo significa che sappiamo essere questo l’onere normalmente sostenuto per gestione, manutenzione e utenze. E se, per difetto, tra allenamenti e partite ipotizziamo tre utilizzi settimanali spalmati da settembre a giugno (ossia per circa 30 settimane) significa che l’onere complessivo determinato da questa situazione è di circa € 12.000. Questa cifra rappresenta, tuttavia, circa la metà degli oneri che – sempre in base al bilancio e senza tener conto dei contributi comunali – l’associazione con tutte le proprie squadre sostiene per gestione, manutenzione e utenze. Forse, nel rimborso richiesto, c’è veramente qualcosa che non funziona”.

Maurizio Losorgio

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