Al Direttore - 01 dicembre 2017, 08:01

E' già partito il toto Sanremo 2018: il pensiero del nostro lettore Pierluigi Casalino

"Appuntamento criticato e amato, atteso o sopportato, destinato forse a finire o anzi a non finire mai dato che nessuno saprebbe dire quando potrebbe finire una simile manifestazione".

E' già partito il toto Sanremo 2018: il pensiero del nostro lettore Pierluigi Casalino

E' già partito il toto Sanremo 2018. Un gioco di società che sempre piace quando si avvicina la data d'inizio della manifestazione canora sanremese. Sono rumors, ma i nomi dei futuri protagonisti del Festival che circolano sono come al solito di quelli che vanno per la maggiore, salvo le inevitabili sorprese a cui Sanremo ci ha abituato nel corso della sua storia".

Interviene così sul prossimo Festival il nostro lettore Pierluigi Casalino, che prosegue: "Appuntamento criticato e amato, atteso o sopportato, destinato forse a finire o anzi a non finire mai dato che nessuno saprebbe dire quando potrebbe finire una simile manifestazione. Se si dice, infatti, che si tratta di un concorso che non dice mai nulla sulla qualità della canzone italia (o sul suo stato di salute), il Festival di Saremo resta un punto di riferimento comunque del mondo della canzone. Nel bene e nel male. Non vince quasi mai il motivo migliore, e i premi collaterali, come quelli della critica, cercano di superare tale aspetto negativo, ovviando in qualche modo a deficit artistici non certamente di poco conto. E ciò nonostante il Festival continua a sedurre, anche all'estero, e conserva intatto il suo fascino. Lo si segue anche se lo si bistratta e già questo movimento socializzante le renderebbe merito. Non siamo più ai tempi in cui la domenica mattina dopo la conclusione della gara c'era già chi fischiettava il motivo più orecchiabile e anche i dischi sono ricordi lontani. La storia d'Italia è passata anche di lì, però".

"Ed a Sanremo - termina - dobbiamo riconoscere un altro merito: quello di averci fatto sentire meno soli, più italiani, dunque, anche essendo all'estero. E quando lontano dall'Italia si sente qualche canzone uscita dal repertorio sanremese ci si commuove e ci sentiamo a casa nostra. Non sappiamo perché, ma anche per questo Sanremo è Sanremo".

Carlo Alessi

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