Calcio - 03 novembre 2017, 15:10

Calcio, Serie D. Argentina Arma, tutta la verità di Augusto Podestà: "Vi svelo tutto. Le voci sulla preparazione sbagliata? Si parla sempre dietro i cespugli"

A tu per tu con l'ex allenatore, in coppia con Carruezzo, che parla per la prima volta dopo l'addio ai rossoneri

Augusto Podestà, ex allenatore dell'Argentina Arma in coppia con Eupremio Carruezzo

Augusto Podestà, ex allenatore dell'Argentina Arma in coppia con Eupremio Carruezzo

L'Argentina Arma è ultima in classifica a quota 2 punti nel proprio girone di Serie D e le cose al momento non sono migliorate dopo l'addio del duo formato da Carruezzo-Podestà. I rossoneri tra 48 ore dopo la pesante sconfitta contro lo Scandicci in casa, torneranno in campo a Viareggio per dare una svolta alla propria stagione. Ai nostri microfoni per la prima volta dopo l'addio al sodalizio rossonero è Augusto Podestà a dire tutta la verità: ecco l'intervista esclusiva rivierasport.it

 

Augusto Podestà come prima cosa le chiedo che cosa non ha funzionato all'Argentina Arma? "Come prima cosa la coerenza della Famiglia Del Gratta, perchè avevamo accettato un incarico dove c'erano 19 esordienti su 24 nella categoria, con cui avremmo iniziato e man mano che si fossero presentate delle lacune saremmo intervenuti. Lacune che avevamo individuato ma tutte la società rinviava gli interventi da fare e ora ho capito il perchè: si stava trattando la cessione societaria e quindi non volevano fare operazioni onerose, questa è stata la realtà.

"Da un punto di vista informale quello che non ha funzionato è stata la mancanza di tempo, perchè una rosa così giovane ed inesperta avrebbe avuto l'opportunità di poter sbagliare. Ora qualche correttivo il Direttore Caserta lo sta facendo, prima il nulla".

A livello personale ha qualche rammarico? "Probabilmente quello di aver creduto alle persone: ho dato fiducia e dato credito persone in questo preciso momento storico dell'Argentina Arma non si sono dimostrate all'altezza della situazione, le stesse persone che fino all'anno scorso facevano faville ad Arma di Taggia".

Capitolo preparazione atletica: cosa si sente di rispondere a chi ha messo in dubbio i suoi metodi di lavoro? "Gli infortuni vanno divisi in traumatici e muscolari. Gli unici infortuni muscolari è stato quello patito sotto la mia gestione da Fici, che è rimasto fuori per due partite, mentre tutti gli altri sono stati infortuni traumatici.

Alle voci messe in giro sulla mia preparazione sbagliata, visto si parla sempre dietro i cespugli, posso dire di andare a rivedere gli infortuni: se un giocatore prende una storta non è colpa dei gradoni, se un giocatore prende un calcio non è colpa dei gradoni... Quando è nata questa diatriba sulla condizione atletica e sugli infortuni avevamo fuori Mannella che è recidivo perchè purtroppo ha una criticità propria; Fici per un affaticamento muscolare; Eugeni per una flebite alla tibia destra e se posso dire una cosa la flebite è tutto che un infortunio muscolare; Moro per una sospetta distorsione al ginocchio a causa di una botta rimediata da Cardini contro il Savona. Questi erano i  ostri infortunati, di cui uno muscolare...

E' chiaro che probabilmente la colpa, se di colpa vogliamo parlare, riguarda un giocatore su cinque. Fin quando sono stato all'Argentina ho svolto 100 allenamenti compreso le partite, mi pare che il problema muscolare non c'era. Tutti questi problemi salvo infortuni traumatici non ci sono stati: mi sembra che questa sia stata una motivazione per creare una discussione".

A suo parere l'Argentina Arma di oggi si può salvare? "L'Argentina Arma di oggi così com'è è stata rinforzata e probabilmente deve ancora lavorare: immaginate com'era quando ce l'avevo io... Bisogna anche considerare il calendario: noi abbiamo trovato tutte le forti e il Savona ha vinto ad Arma perchè aveva Gomes, senza di lui non l'avrebbe mai portata a casa. Alla fine un conto è parlare di un'idea di calcio e un conto e far giocare undici figurine..."

Una cosa che rifarebbe e una che non rifarebbe all'Argentina Arma? "Accetterei di nuovo la proposta che mi è stata fatta dalla Famiglia Del Gratta. Cosa non rifarei? Non accetterei passivamente di essere "gestito" da terzi e cercherei di impormi su scelte che invece per un sorta di aziendalismo".

Riccardo Aprosio

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