Attualità - 08 settembre 2017, 19:30

Bordighera Book Festival: Vladimir Luxuria presenta "Il coraggio di essere una farfalla" e ripercorre il suo rapporto con i genitori davanti ad una folla attenta e curiosa

Tante le persone accorse per ascoltare la scrittrice ed attivista del mondo lgbt.

Bordighera Book Festival: Vladimir Luxuria presenta "Il coraggio di essere una farfalla" e ripercorre il suo rapporto con i genitori davanti ad una folla attenta e curiosa

Secondo giornata per Bordighera Book Festival. C'era grande attesa a Bordighera per la presentazione del libro di Vladimir Luxuria, "Il coraggio di essere una farfalla". Ecco le foto dal locale Buga Buga di Bordighera. Tante le persone accorse per ascoltare la scrittrice ed attivista del mondo lgbt.

Si tratta della quinta opera scritta da Luxuria. Con il pubblico la scrittrice ha ripercorso alcuni momenti della sua storia.



"Quando avevo 17 anni non avrei mai immaginato che un giorno i miei genitori si iscrivessero all’Agedo, quindi che diventassero quegli eterosessuali che diventano portavoce dell’uguaglianza generale. Con mia madre non è stato facile. Quando ne abbiamo discusso, lei ha avuto un periodo di grande difficoltà perché spesso si ha più paura del giudizio degli altri rispetto al benessere della persona che hai di fronte". "Oggi per noi è una situazione migliore rispetto a quando avevo 16 anni. - prosegue Vladimir Luxuria - Con mia madre ho avuto periodo di allontanamento e poi grazie alle mie sorelle con un lavoro reciproco ci siamo riavvicinate. La ciliegina ce l’ha messa Maurizio Costanzo. Quando ho iniziato a fare spettacolo, mi ero confidato con lui e la redazione di questo problema di comunicazione avuto con mia madre. Lui disse voglio invitarti con mia madre. Anche lei aveva avuto il desiderio di chiarire e scegliere questo noto. Lei accettò e ci fu una puntata importante che poi servì a tante altre persone per affrontare questo tema in casa". 

"Mio padre era quello che temevo di più La cosa più brutta è temere che i tuoi genitori non ti vogliano bene o non ti accettino o che tu sia la causa di sofferenza dei genitori. Io infatti cercavo di andare sempre bene a scuola per dare almeno questa soddisfazione. - conclude la scrittrice - Quando abbiamo organizzato il primo pride a Foggia, la mia città, c’era un problema economico e non bastavano i soldi per i carri. Mio padre che era andato in pensione da poco e faceva l’autotrasportatore mise a disposizione il suo camion lo colorò ed al posto delle barbabietole ci mise delle drag queen che ballavano ed ho visto che era orgoglioso in una città dove io me ne sentivo di ogni a 16 anni ed ho visto una città colorata piena di gente". 

Simona Della Croce

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