“Fare accoglienza è una cosa seria e difficile. Farla durante tre anni rende l'accoglienza coabitazione: questa richiede il raggiungimento di un equilibrio dei diritti tra popolazione migrante e residente.” A dirlo è il Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano in risposta a due lunghe lettere pubblicate nei giorni scorsi su ‘InveceConcita’, il blog di Concita De Gregorio su Repubblica.
Alla De Gregorio, che tra l’altro era stata proprio a Ventimiglia per girare una puntata del suo programma ‘FuoriRoma, si sono rivolti Eugenio Cialfa e la nipote Nena, e un’ostetrica di Medici Senza Frontiere, Costantina Maffezzoni. Lettere che hanno, in un certo senso, criticato l’operato dell’Amministrazione in termini di gestione dei migranti in città evidenziando le difficili condizioni in cui vivono i molti accampati sotto il ponte, ma anche l’ingiustizia che ha rappresentato, a dire della Maffezzoni, la chiusura del centro delle Gianchette: “Esprimo disapprovazione per una gestione approssimativa e dannosa del problema migratorio a Ventimiglia - si legge dalla lettera dell’ostetrica di Msf - permettendo oltretutto a centinaia di stranieri di vivere in condizioni indecenti, sul greto di un fiume, senza servizi, acqua e cibo, condizioni non degne di un paese civile".
L’azione di trasferimento non è stata né studiata né decorosamente organizzata in collaborazione con chi ha lavorato con e per quelle persone si tratta non solo di problemi umanitari, ma anche problemi di sanità pubblica che non sembrano molto preoccupare la pubblica amministrazione: coloro che sono deputati e pagati per salvaguardare la popolazione, tutta, che vive e transita a Ventimiglia”.
Affermazioni a cui ha risposto pubblicamente con un altrettanto lunga lettera il primo cittadino difendendo il ruolo e il lavoro della Croce Rossa e di tutti coloro che hanno contribuito alla costituzione di una realtà come il Campo Roja e che in esso hanno svolto accoglienza.
Pur rivendicando la decisione di chiudere il centro delle Gianchette a favore di un’accoglienza strutturata al centro della Croce Rossa, il primo cittadino ha rivolto parole di ringraziamento nei confronti di volontari e volontarie che hanno aiutato le persone in transito da Ventimiglia: “Con un cenno speciale a coloro che presso la chiesa di Sant'Antonio hanno supplito in fase di emergenza alle carenze del dispositivo di accoglienza istituzionale - scrive Ioculano - oggi l'offerta di accoglienza è stata ampliata presso il campo CRI anche alle fasce più deboli, facendo venire meno l'urgenza del servizio reso dai volontari della chiesa di Sant'Antonio: di questo s'è fatto di necessità virtù, nonostante le oggettive carenze strutturali dell’edificio in cui avveniva.”
E per quanto riguarda la promiscuità del Campo Roja e la sua eccessiva distanza dal centro, il primo cittadino si è affidato a quanto affermato dal Garante dell'Infanzia: "Credo che, al di là delle polemica - conclude Ioculano - sia sufficiente richiamare la posizione del dott. Francesco Lalla che, a seguito della visita di entrambe le strutture, indicò il centro della CRI come quello idoneo all'accoglienza, senza nulla togliere all'aspetto umano rappresentato dalla chiesa delle Gianchette."





