“Abbiamo un tesserino che scade nel 2020 rilasciato dal Comune di Ventimiglia, invece oggi ci hanno consegnato una lettera con cui ci comunicano che è l'ultimo giorno.” A dirlo sono i brocanteurs del mercato dell'Antiquariato di Ventimiglia che hanno ricevuto la seconda, nonché definitiva comunicazione, relativa a quella che è di fatto la chiusura del mercatino. Decisione, quella del Comune, che era arrivata circa un mese fa da parte del Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano e che, già allora, i brocanteurs non avevano preso bene.
“Ci sono stati dei problemi – aveva spiegato il primo cittadino in quell'occasione al nostro giornale - ho un verbale della Polizia Locale che riscontra diverse assenze, inoltre avevamo già detto loro di tenere più pulito e non l'hanno fatto. Abbiamo avuto problemi di vario tipo, quindi si è deciso di dire basta. Anche qualitativamente come mercato non si distingue e su questo andremo a lavorare nel momento in cui si farà un discorso sul brocante e l'antiquariato di qualità. I quattro mercatini al mese con questa impostazione si chiudono sabato prossimo.”
LE INTERVISTE
In realtà, dopo ulteriori incontri, il mercato è proseguito fino ad oggi quando con una lettera è arrivata la comunicazione di definitiva chiusura, non senza polemiche e preoccupazioni. I brocanteurs, però, non ci stanno e sabato prossimo si presenteranno nuovamente con i loro gazebo ed oggetti d'antiquariato, come atto di protesta nei confronti di questa decisione dell'Amministrazione.
“Noi non possiamo offrire un mercato di alta qualità – spiega Mariangela Tozzini, in rappresentanza di un gruppo di brocanteurs - questa gente mette in piazza quel che ha in casa. Il 17 luglio ho chiesto personalmente al Sindaco di cambiare il nome del mercato e di non chiamarlo più dell'antiquariato, ma la cosa non è stata presa in considerazione.”
"Ci sono delle famiglie che non hanno una pensione completa e non arrivano a fine mese, con questo possono arrotondare. Se il Sindaco ha detto che vuole un mercato di qualità, proponendoci di andare a Ventimiglia Alta, deve offrire anche una città di alta qualità: dalle aiuole, ai passaggi pedonali e molto altro, questo non ci sembra.
Due mesi fa c'è stata una rissa con un signore, da quel momento ci hanno detto che non saremmo più potuti venire più, per uno dobbiamo rimetterci tutti? Se invece il timore è quello di attentati, provvederemo a sbarrare la strada da una parte e dall'altra così siamo protetti, ma allora dovrebbero prendere provvedimenti anche per il mercato del venerdì. Dal ponte un camion potrebbe arrivare fino a Nervia, quindi non credo che la ragione della chiusura sia legata alla sicurezza.
Tra i brocanteurs anche Gianni Brunati, un veterano dei Mercatini dell'Antiquariato, anche lui non comprende quanto deciso dall'Amministrazione: “E' da più di 30 anni che ho la licenza per il mercatino di Ventimiglia, e non solo. Non capisco perché lo vogliano eliminare. Chiediamo almeno una motivazione. Noi vogliamo farlo, io sabato prossimo verrò e metterò il banco, poi che vengano a togliercelo. Vado anche in altre città e non ho mai avuto problemi, è la prima volta.”
Quel che lamentano i brocanteurs è sicuramente una mancata regolamentazione del Mercato dell'Antiquariato, sotto certi aspetti minore rispetto ad altre realtà. Questo favorirebbe anche la vendita di oggetti e prodotti che non rientrerebbero in quelli consentiti, ma se questo fosse il problema: “Perché non pensare di affidare la gestione del mercato ad un agente di Polizia Locale - continuano i brocanteurs - che si faccia carico di controllare la merce ed ovviare quindi alle eventuali problematiche che potrebbero insorgere.”
C'è poi la preoccupazione di chi su questa attività ha fatto affidamento per poter vivere e che ora si trova in seria difficoltà: “Mio marito percepisce 350 euro di pensione al mese – spiega Rosalia Gemona - io 280. Questo mercato ci permette di pagare i debiti e le bollette. Come facciamo ora? Sabato sarò la prima a tornare qua.”










