Al Direttore - 12 maggio 2017, 12:48

Sanremo: la storia del comunista Giuseppe Anselmi raccontata dallo studioso Andrea Gandolfo

Una tra le tante eroiche figure di partigiani sanremesi che si sono distinti nel corso della Resistenza

Sanremo: la storia del comunista Giuseppe Anselmi raccontata dallo studioso Andrea Gandolfo

La storia del comunista Giuseppe Anselmi raccontata dallo studioso Andrea Gandolfo:

“E’ da poco passata la festa della Liberazione e tra le tante eroiche figure di partigiani sanremesi che si sono distinti nel corso della Resistenza, credo che ve ne sia uno in particolare che meriti di essere ricordato sopra tutti gli altri: il gappista comunista Giuseppe Anselmi, a cui, tra l’altro, nel dopoguerra, sarebbe stata dedicata la via dove era ubicato il vecchio palazzo di giustizia della città. Per rimembrarne le gesta durante la guerra di Liberazione fino al suo estremo sacrificio, invio questo mio breve contributo:

Nell’estate del 1944, constatata l’impossibilità del primo Cln di Sanremo a dare un contributo significativo all’azione politica e alla lotta armata nel circondario sanremese, i comunisti matuziani decisero di intensificare la guerra partigiana tramite la costituzione sulle colline e nei dintorni della città dei primi Gap (Gruppi di Azione Patriottica), il cui comando venne affidato a Giuseppe Anselmi, che si mise subito in contatto con Aldo Baggioli e Adolfo Siffredi per l’organizzazione di queste formazioni.

I primi gappisti sanremesi, guidati tra gli altri anche da Adriano Siffredi, cominciarono già nel maggio del ’44 a compiere le prime azioni armate in città, alle quali partecipava spesso personalmente lo stesso Anselmi, che il 15 settembre venne però arrestato da elementi della Gnr e dell’Upi, condotto in carcere e sottoposto ad estenuanti interrogatori, torture e falsi allettamenti dei suoi aguzzini affinché rivelasse i nomi dei dirigenti dell’organizzazione cospirativa sanremese e imperiese, la quale, grazie al suo fiero e coraggioso silenzio, non subì alcuna conseguenza.

Il giorno successivo all’arresto di Anselmi, Alfredo Rovelli, a nome del Cln di Sanremo, aveva peraltro inviato un rapporto al Comando di Imperia per comunicare ai dirigenti del capoluogo che i componenti del Cln matuziano, i quali avevano adottato tutti i provvedimenti del caso, sarebbero stati costretti a rallentare momentaneamente la «macchina dell’organizzazione locale», esprimendo anche la loro viva preoccupazione per un’eventuale confessione di Anselmi, che avrebbe potuto compromettere tutto il movimento cospirativo locale, i cui esponenti avevano tuttavia «fondati motivi» per ritenere che una tale eventualità non sarebbe accaduta.

La sera del 6 novembre Anselmi, insieme ad Armando Benza e Luigi Novella, venne infine fucilato a Imperia in località Castelvecchio all’incrocio della via che porta alla frazione Oliveto per rappresaglia dell’uccisione del milite della Gnr Bartolomeo Ottonello avvenuta due gioni prima alla periferia di Oneglia. I corpi dei fucilati vennero quindi lasciati per due giorni e due notti sulla pubblica strada per scherno e ammonimento ai partigiani, ma la popolazione locale li ricoprì pietosamente di fiori in segno di sincera solidarietà. Poco prima della sua fucilazione Anselmi aveva anche mandato un’accorata lettera alla famiglia, dalla quale traspare chiaramente la nobiltà d’animo, la dirittura morale e il coraggio del militante comunista sanremese, che avrebbe affrontato serenamente la condanna a morte spogliandosi della giacca per essere meglio colpito in spregio dei suoi carnefici e consapevole di aver compiuto fino in fondo il suo dovere.

La notte successiva la sua fucilazione il Cln di Sanremo fece affiggere sui muri della città un manifesto, nel quale deplorava l’assassinio di Anselmi, al cui sacrificio tutto il popolo matuziano si inchinava per rendere omaggio alla memoria di un uomo che non era stato soltanto un comunista, ma soprattutto un «combattente per la risurrezione spirituale della nostra gente». La sua morte, secondo il manifesto redatto dal Cln, era stata quella di un «giusto», che aveva affrontato il plotone di esecuzione «calmo, sereno e sorridente», immolandosi «non vinto ma vittorioso» senza tradire la sua causa e sognando un mondo «rigenerato e rigeneratore» che sarebbe sorto dalle rovine della guerra allora in corso. Il suo olocausto, infine, avrebbe dovuto rappresentare un «monito» per i nazifascisti e uno «sprone» per tutti quelli che stavano lottando affinché si potesse affermare un’era di «giustizia e libertà» e di «fraterna concordia... nella nazione e fra le nazioni».

Il 17 novembre il Cln di Sanremo inviò quindi una lettera alla famiglia Anselmi per associarsi al dolore dei congiunti dello scomparso, allegando una missiva del Cln provinciale di Imperia, che esprimeva anch’esso il «proprio commosso cordoglio e la più accorata solidarietà» per l’assassinio dell’esponente comunista sanremese unendo alla lettera anche un assegno di 2000 lire, mentre lo stesso giorno si associava al dolore della famiglia pure la Sezione di Sanremo del Pci, che manifestò il suo vivo cordoglio per la tragica scomparsa di un uomo, che era stato di esempio per tutti, accludendo alla missiva un assegno di 1000 lire, al quale si univano altre 1000 consegnate alla famiglia dal compagno Carletto come «espressione tangibile» della comprensione della Sezione comunista sanremese.

Sempre il 17 gennaio il figlio di Anselmi Armando rispose al Cln per ringraziarlo sentitamente a nome suo e della sua famiglia per le sincere manifestazioni di cordoglio a lui pervenute, dicendosi inoltre disgustato per la «vigliaccheria» delle autorità militari e sanitarie che gli avevano negato il permesso per il seppellimento della salma e chiedendo di essere ammesso nelle fila del Partito comunista per dedicare tutto se stesso alla causa di suo padre «al fine di poter un giorno riconoscermi degno di lui». Armando Anselmi fu ammesso subito dopo nel Pci sanremese, nel quale militò a lungo dopo la fine della guerra.

Dott. Andrea Gandolfo – Sanremo”.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU