La Famija Sanremasca, in collaborazione con il Casinò, organizza da domani a martedì 16 maggio la mostra fotografica “Ceresani, un fotografo a Sanremo” nel quadro delle celebrazioni del 60° anniversario della fondazione della stessa Famija, costituita nel 1957 per valorizzare storia, tradizioni, arte e cultura di Sanremo e del suo comprensorio.
Durante l’anno saranno organizzati altri momenti in collaborazione con il Comune di Sanremo. La mostra verrà inaugurata domani alle 16.30, nel 'foyer' del Teatro del Casinò. Si tratta di un un’iniziativa di notevole interesse storico e documentaristico per la città perché con la sua attività fotografica Ottone Berardi Ceresani ha documentato le vicende di Sanremo, in particolare quelle belliche, per gran parte del Novecento. La mostra è il primo omaggio in assoluto per Ceresani, reso possibile grazie alle fotografie messe a disposizione dalla figlia Luisa.
Le immagini sono dedicate ad un momento particolare e in gran parte ancora inesplorato della storia cittadina: quello relativo ai danni subiti da Sanremo a seguito dei ripetuti bombardamenti, aerei e navali, effettuati contro la città nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. In tutto 101 bombardamenti, tra l’11 giugno 1940 e il 25 aprile 1945. Una pagina tragica di storia sanremese che Ceresani ha documentato con il suo lavoro e che la mostra, impreziosita da alcuni scritti di chi è stato testimone diretto di quegli eventi, sottolineerà con apposite didascalie per individuare i luoghi colpiti. Tra i testimoni, Italo Calvino che, nel gennaio 1985, in un intervento per il periodico “A Gardiöra” della Famija Sanremasca, ha raccontato l’ultimo bombardamento il 25 aprile 1945, proprio il giorno della Liberazione.
“Ancora quella mattina – scrive Calvino – la marina alleata si era presentata al largo di Sanremo e aveva cominciato il quotidiano bombardamento navale della città. Il CLN cittadino aveva preso i poteri sotto le cannonate e come primo atto di governo aveva fatto scrivere a lettere enormi in vernice bianca “ville libéré” e “zona liberata” sui muri di corso Imperatrice perché fosse visto dalle navi da guerra”. Tra i testimoni di quegli eventi, anche il più celebre degli autori dialettali sanremaschi, Gin de Stefani, che ha dedicato ai bombardamenti la poesia “Sanremo suta ae bumbe”.
Scrive de Stefani sottolineando i gravissimi danni subiti dalla città: “Bela mea Sanremu….avura t’han reduutu abastansa ma, chè e tue cae e i toi palasci de sgarbi i ne han ciu chi’ina cassa lasagnàira” (“Mia bella Sanremo…..Ora ti hanno ridotto abbastanza male, tanto che le tue case e i tuoi palazzi di buchi ne hanno più numerosi di un colapasta”).
Sempre nell’ambito delle celebrazioni dei 60 anni della Famija Sanremasca, domenica al Teatro del Casinò, si terrà il concerto della Giovane Orchestra Note Libere diretta dal Maestro Cesare De Paulis (ore 16.30, ingresso libero).





